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Torino, stupra una 13enne in un minimarket: perché il giudice lo rimette in libertà dopo 2 giorni

  • Postato il 1 settembre 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
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Torino, stupra una 13enne in un minimarket: perché il giudice lo rimette in libertà dopo 2 giorni
Torino, stupra una 13enne in un minimarket: perché il giudice lo rimette in libertà dopo 2 giorni

Sabato scorso ha violentato una bambina di 13 anni in un minimarket a Madonna di Campagna, periferia Nord di Torino. Eppure un 42enne è già tornato in libertà, dopo due notti passate in carcere. A suo favore ha giocato il fatto di essere incensurato e soprattutto di essere apparso "collaborativo", avendo consegnato agli agenti i filmati delle videocamere. Non solo: secondo il Gip che ha deciso la scarcerazione, l'uomo avrebbe mostrato "resipiscenza" e a renderlo innocuo basterebbe "il trauma dell’arresto". Una vicenda terrificante destinata a far discutere Torino e non solo.

Già, perché il 42enne incastrato dalle immagini delle telecamere piazzate nel minimarket, approfittando dell'assenza del titolare pochi minuti prima dell'aggressione alla 13enne aveva molestato anche una donna adulta. Fallito l'approccio, il dipendente 40 minuti dopo ha così concentrato le sue attenzioni sulla 13enne, entrata nel negozio con 3 euro per comprare dei succhi di frutta per sé e per i suoi fratellini. 

 

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"Non riuscivo più a muovermi. Mi sentivo disgustata. Mi è venuta la nausea. Ho chiamato subito mia madre e le ho raccontato tutto. Poi mi sono bloccata. Ero vicino a una lavanderia e ho telefonato a un mio amico. Gli ho detto che non stavo bene. Avevo paura. Sono rimasta sul marciapiede seduta finché non è venuto a prendermi", ha spiegato la vittima agli inquirenti, come riportato da La Stampa.

 

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L'uomo, durante l'udienza di convalida del fermo, si è detto "dispiaciuto" per quanto accaduto e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo il pm Paolo Cappelli vi è "il concreto pericolo che, se libero, commetta reati della stessa specie", anche perché era "pienamente consapevole" della violenza messa in atto sulla 13enne. Niente da fare: il gip ha respinto la richiesta della Procura e ha deciso di rimettere in libertà il 42enne, che potrà così tornare a lavoro con obbligo di firma. 

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Autore
Libero Quotidiano

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