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Tetto agli stranieri, nella bozza del decreto l’allontanamento dei minori (stoppato da Mattarella)

  • Postato il 25 settembre 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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Tetto agli stranieri, nella bozza del decreto l’allontanamento dei minori (stoppato da Mattarella)

Il tetto agli stranieri in aula e il divieto di velo integrale a scuola sono finiti in un decreto insieme ad altre misure urgenti “per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico” e su formazione superiore e ricerca.  Ora al Quirinale il testo del provvedimento sarà valutato con attenzione per comprendere se sia o meno in contrasto con l’articolo 34 della Costituzione, quello secondo cui “la scuola è aperta a tutti”, articolo citato da Sergio Mattarella lunedì scorso all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.

Nel testo della bozza l’allontanamento dei minori, il Governo nega

Nel testo della bozza, almeno fino alla versione con la data dell’antivigilia del Cdm, era previsto anche il collocamento dei minori fuori dalla famiglia qualora i genitori non avessero osservato gli obblighi di studiare l’italiano per superare le barriere linguistiche dei figli. Il ministro Giuseppe Valditara, in conferenza stampa è stato tranchant: “Ma vi pare che facciamo l’allontanamento del minore? Forse qualcuno dell’opposizione vi dà queste bozze”.

Varie fonti di governo confermano però che la norma è stata depennata prima della riunione del Cdm su spinta del Quirinale ma anche su sollecitazione di alcuni settori del governo, in particolare di Forza Italia. Il riferimento alla piena ed effettiva fruizione del diritto allo studio compare più di una volta nel testo della bozza del decreto, che, prima di approdare in Consiglio dei ministri, nei giorni scorsi è stata a lungo limata nella triangolazione tra gli uffici legislativi di Palazzo Chigi, Ministero dell’Istruzione e Colle.

Sono state insomma giornate di tensioni e confronti serrati dietro le quinte, in cui al monito del presidente della Repubblica hanno fatto seguito i riferimenti di Meloni alle circolari firmate da Mattarella nel 1989 e 1990 quando era ministro dell’Istruzione. Un argomento usato implicitamente anche da Valditara per difendere il decreto: “Il nostro obiettivo è mettere al centro l’italiano come strumento di integrazione, nulla a che vedere con vecchie circolari che riguardavano soltanto un generico numero di stranieri per classe”.

Valditara: “Non disarticoleremo le classi”

Nello spiegare il decreto Valditara ha assicurato quindi che il criterio sarà “puramente linguistico”. Non conterà semplicemente la cittadinanza ma la conoscenza dell’italiano, spiegando che la norma non sarà in contrasto con il Colle perché l’obiettivo è quello di evitare “classi ghetto” in stile “Alabama anni ’50”.

“Sarà un decreto legge, perché occorre intervenire subito” ha detto ancora il ministro, aggiungendo che “riguarderà da quest’anno i nuovi arrivi ma sia chiaro, non disarticoliamo le classi”. Valditara ha aggiunto che sulla vicenda c’è stata “tanta strumentalizzazione” con l’utilizzo di “parole improprie, come razzismo e suprematismo, che in un Paese civile” non avrebbe voluto sentire: “Sono state strumentalizzate le parole di Mattarella e Zuppi. Anche noi vogliamo l’integrazione”.

Avvenire: “Circolari Mattarella non c’entrano con il tetto agli stranieri”

Le circolari dell’oggi presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 1989 e del 1990, come detto sono state citati da Valditara ed anche da Giorgia Meloni. Come spiega però Avvenire, “non c’entrano col tetto agli stranieri annunciato dalla premier Giorgia Meloni”. Il quotidiano è intervenuto con un articolo dopo le dichiarazioni rilasciate dalla presidente del Consiglio a Porta a Porta. “Anche se la premier ha fatto in modo che la sua sembrasse una mera notazione di fatto – annota il quotidiano della Cei -, in realtà è evidente che si è trattato di una risposta indiretta al capo dello Stato, fermandosi giusto un metro prima dalla polemica frontale”.

Avvenire ricorda “i titoli delle due circolari di Mattarella”. Quella dell’8 settembre 1989 recita: ‘Inserimento degli stranieri nella scuola dell’obbligo: promozione e coordinamento delle iniziative per l’esercizio del diritto allo studio’. Quella del 26 luglio 1990 ha come oggetto ‘La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale’. Se le parole hanno un peso, il paragone già pare impossibile”.

Avvenire ricorda che “la dinamica che si voleva evitare è che di fronte alla sfida che si affacciava, la scuola si rifugiasse in classe che accorpassero gli stranieri tutti insieme. Quasi 40 anni dopo, è un’altra Italia, è un’altra scuola, la presenza straniera ha dinamiche totalmente diverse e proprio i presidi, di fronte all’annuncio di Meloni, hanno immediatamente obiettato l’inapplicabilità di ‘tetti’ laddove, specie nei piccoli comuni ma anche in quartieri delle grandi città, è la presenza straniera a consentire il mantenimento dei plessi scolastici”.

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Autore
Blitz

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