Termovalorizzatore, spunta un’altra ipotesi per l’area genovese: l’ex Colisa in Valpolcevera
- Postato il 30 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Il termovalorizzatore non si farà a Scarpino, ma non è escluso che si realizzi comunque a Genova. Nelle ultime ore, dopo quanto emerso dall’incontro tra il Comune e il dipartimento nazionale della Protezione civile, si sta facendo largo l’ipotesi di una collocazione alternativa per l’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti. Si tratta dell’area ex Colisa, territorio collinare sul versante destro della Valpolcevera, a breve distanza dal ponte San Giorgio (ex Morandi) e dagli abitati di Coronata e Borzoli. Un lembo di terra che periodicamente è stato al centro dell’attenzione per diversi progetti, tutti naufragati. Almeno per ora.
L’idea di un inceneritore in quella zona sarebbe al vaglio della Regione Liguria, che tramite la propria Agenzia dei rifiuti conduce la partita con un bando per le aziende aperto fino al 30 giugno. E in particolare, secondo i bene informati, sarebbe particolarmente cara al presidente Marco Bucci che ha in mente un modello preciso, quello dell’Amager Bakke di Copenaghen: un impianto che brucia i rifiuti recuperando energia, ma anche un’attrazione turistica e sportiva con le famose piste da sci e i percorsi da trekking.
La Valpolcevera era anche tra le cinque macro-aree individuate dal Rina nello studio preliminare commissionato da Arlir nel 2024. E non solo: l’area “depositi Colisa” viene citata nei documenti tra quelle già bonificate e messe in sicurezza, secondo i criteri preferenziali di localizzazione dell’impianto. Dal punto di vista logistico non ci sarebbero problemi, data l’estrema vicinanza alla rete autostradale.
C’è un elemento ulteriore. L’area ex Colisa, circa 80mila metri quadrati sulle alture di Campi che un tempo ospitavano depositi petroliferi, viene utilizzata oggi come campo base per i lavori della Gronda in forza di un atto di occupazione temporanea valido attualmente fino al 2032. Ma la proprietà è di Ire, società pubblica detenuta al 92,1% da Filse, cioè la finanziaria controllata dalla Regione. In pratica la disponibilità di quei terreni dipende dagli uffici di piazza De Ferrari. Tra l’altro l’intero progetto della bretella autostradale sta tornando in discussione, con la possibilità di rivedere anche l’assetto dei cantieri e delle aree occupate.
Quali sarebbero comunque le alternative fuori Genova? Al momento non sembrano esserci ipotesi concrete al di fuori della Val Bormida. Proprio ieri il consigliere regionale del PD Roberto Arboscello ha annunciato la presentazione di un’interrogazione sul futuro delle aree ex Acna di Cengio, anche queste individuate come papabili per il nuovo termovalorizzatore nello studio del Rina (peraltro non più vincolante ai fini della scelta). Gli altri territori indicati erano la Valle Scrivia, i dintorni di Albenga, Vado-Quiliano e Cairo Montenotte. Proprio per l’area cairese dibattito nell’ultima seduta del Consiglio regionale in merito alla riconversione industriale per Italiana Coke, azienda in lizza per la realizzazione dell’impianto assieme al gruppo ligure EcoEridania.
Dunque, i giochi restano più che mai aperti.
Termovalorizzatore nell’area ex Colisa, Romeo e Natale (PD): “Ipotesi irricevibile. La Valpolcevera ha già dato molto per il sistema genovese e ligure”
“Respingiamo con assoluta fermezza l’ipotesi di collocare un termovalorizzatore nell’area ex Colisa. Nel 2024 lo stesso sindaco Bucci escludeva la Valpolcevera come area idonea per la realizzazione di un impianto di chiusura del ciclo, il Presidente Bucci smentisce il Sindaco Bucci? Glielo diciamo noi, la Regione Liguria non pensi neppure di scaricare ancora una volta sulla Valpolcevera il peso delle proprie scelte sbagliate”, dichiarano i consiglieri regionali PD Federico Romeo e Davide Natale, vicepresidente della Commissione Ambiente.
“La Valpolcevera è un territorio che da decenni paga un prezzo altissimo in termini di infrastrutture, servitù, traffico, impatto ambientale e sacrifici imposti nell’interesse dell’intera città e della regione. Pensare oggi di aggiungere anche un termovalorizzatore significa dimostrare ancora una volta totale mancanza di rispetto verso cittadini, comitati, amministrazioni locali e comunità, che hanno già dato enormemente”, sottolineano.
“Parliamo di un’ipotesi profondamente sbagliata – osservano Romeo e Natale – sia dal punto di vista urbanistico che ambientale. Ribadiamo ancora una volta il nostro concetto: si apra un confronto con le regioni limitrofe per capire le reali esigenze e le possibilità di sinergie per lo smaltimento dei rifiuti. Una cosa è chiara: un territorio già fortemente compromesso non può continuare a essere considerato la discarica politica dove la destra regionale scarica le proprie incapacità di programmazione”.
“Nel 2024 Bucci non parlava della Valpocevera: da dove spunta questa ipotesi? Bucci sul termovalorizzatore sta giocando una partita a Tetris sulla pelle dei cittadini e dei territori. Non accettiamo questa modalità. Lo diciamo con chiarezza: se qualcuno pensa davvero di portare avanti questa idea, troverà davanti una mobilitazione territoriale forte, ampia e determinata. Saremo al fianco dei cittadini, dei quartieri e delle realtà del territorio per contrastare in ogni sede questa scelta. La Regione smetta di trattare la Valpolcevera come il luogo dove concentrare tutto ciò che altrove nessuno vuole. I nostri territori meritano rispetto, investimenti, qualità della vita e prospettive di sviluppo, non l’ennesima imposizione calata dall’alto”, concludono Romeo e Natale.