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Termovalorizzatore, Bucci: “Se il territorio dice no significa che non è interessato ai benefici. Deciderà la Regione”

  • Postato il 18 giugno 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Termovalorizzatore, Bucci: “Se il territorio dice no significa che non è interessato ai benefici. Deciderà la Regione”

Valbormida. “Il 30 giugno si avvicina, vedremo cosa arriverà entro quella data e poi ne parleremo”. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, in visita ieri, 17 giugno, alle realtà produttive di Dego risponde ai microfoni di Ivg.it in merito all’iter per la realizzazione del termovalorizzatore.

E’ fissato a fine mese, infatti, il termine per l’invio delle proposte da parte di soggetti economici qualificati che dovranno illustrare il progetto di fattibilità e il piano economico finanziario. All’avviso esplorativo dei mesi scorsi hanno risposto A2A Ambiente per l’ex Acna di Cengio, Acea Ambiente, Herambiente, Iren Ambiente, Kanadevia Inova, RTI EcoEridania – Italiana Coke per il sito di Cairo.

“Queste aziende hanno presentato proposte per la realizzazione di un termovalorizzatore in Liguria, con capacità variabili e mirati a chiudere il ciclo dei rifiuti – prosegue Bucci – Certo è un investimento importante di oltre 400 milioni di euro, che porterà ricadute economiche e occupazionali sul territorio. Più del 50 per cento dei rifiuti viene da Genova, quindi sarebbe opportuno farlo molto vicino al capoluogo. Noi lavoreremo sulla parte che conviene di più, perché consentirà di ridurre la Tari e soprattutto di creare occupazione e riscaldamento”.

“Poi bisognerà vedere quali sono i benefici, perché il territorio che ospiterà il termovalorizzatore avrà ovviamente grandi vantaggi. Una cosa che bisogna dire è che oggi il termovalorizzatore si fa in tantissime città e non è più come una volta: è assolutamente innocuo per la salute delle persone. Bisogna anche cominciare a diffondere questo aspetto. E lo faremo al momento opportuno, quando le aziende che gestiscono i rifiuti e quelle che vogliono costruire il termovalorizzatore faranno le loro scelte”.

E se il territorio dice no? “Il parere dei territori sono importanti ma il loro no significa che rifiutano i benefici e vogliono lasciare la situazione com’è adesso. E sono liberi di farlo. Ovviamente se tutti dicono no la Regione dovrà fare una scelta“, conclude il Governatore.

A tal proposito i diciannove sindaci della Valbormida hanno formalmente espresso la loro contrarietà all’impianto con un documento condiviso, mentre sul fronte ambientalista si allarga il campo della protesta capitanata dal coordinamento “No inceneritore” che gode dell’appoggio del basso Piemonte dove scorre la Bormida.

Autore
Il Vostro Giornale

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