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Teatro alla Scala di Milano. Nuovo programma, nuovo direttore, nuove polemiche sui prezzi

  • Postato il 6 giugno 2026
  • Musica
  • Di Artribune
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Teatro alla Scala di Milano. Nuovo programma, nuovo direttore, nuove polemiche sui prezzi

Con la stagione 2026/2027, molte cose cambieranno al Teatro alla Scala di Milano. Avvicinandosi al duecentocinquantesimo anniversario dall’apertura, che cadrà nel 2028 – e forte di un anno da record per ricavi da biglietteria (che hanno superato di mezzo milione di euro il contributo dello Stato) -, il più prestigioso teatro d’opera lombardo introduce delle novità. La prima è l’assunzione della carica di direttore musicale da parte di Myung-Whun Chung (Seul, 1953), che corona un rapporto lungo e proficuo con l’Orchestra e il Coro scaligeri; poi, su circa 95 recite e 13 titoli d’opera presentati dal sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina, ce ne sono tre mai eseguiti a Milano, con quattro debutti direttoriali e altrettanti registici; infine, il lancio di un nuovo tariffario, presentato per ampliare l’accessibilità ma che secondo alcuni rischia di alienare i loggionisti e melomani più affezionati a favore di un pubblico internazionale.

Chi è il nuovo direttore del Teatro alla Scala di Milano Myung-Whun Chung

Già direttore ospite principale della Staatskapelle di Dresda, direttore musicale onorario della Tokyo Philharmonic Orchestra e dell’Orchestre Philharmonique de Radio France di Parigi, nonché direttore artistico della Concert Hall e del Teatro dell’Opera di Busan, il maestro Myung-Whun Chung, è particolarmente amato a Milano dal pubblico e dai professionisti del teatro. Nel 2023 è diventato il primo direttore emerito della Filarmonica della Scala, ed è considerato (se si escludono i direttori musicali) il direttore che ha più contribuito alla proiezione internazionale del Teatro, su scorta del suo maestro Carlo Maria Giulini. Come pianista, è stato una presenza costante dei cartelloni scaligeri a Milano e in tournée dal 1989, dirigendo nove titoli d’opera (per 84 rappresentazioni) e 165 concerti: in questa veste sarà impegnato già dall’11 giugno nel Triplo concerto di Ludwig van Beethoven. Alla Scala si è distinto per la vastità del suo repertorio: ha diretto opere di Dmitrij Šostakovič, Richard Strauss, Giacomo Puccini, Wolfgang Amadeus Mozart, Carl Maria von Weber, Beethoven e soprattutto Giuseppe Verdi. Anticipando la stagione che lo vedrà entrare ufficialmente nel nuovo ruolo, e che terrà fino al 2030 (anno di scadenza anche per Ortombina), l’8 giugno sarà impegnato nelle rappresentazioni di Carmen di Georges Bizet.

La Stagione 2026/2027 della Scala di Milano

Ad aprire la nuova stagione (consultabile qui per intero) sarà, il 7 dicembre, l’Otello di Giuseppe Verdi: una scelta che calza a pennello per il neodirettore, celebre proprio per le sue interpretazioni verdiane. Chung, primo direttore d’orchestra nominato Ambasciatore di buona volontà dall’UNICEF, dirigerà anche il Macbeth a maggio 2027, lasciando nel mezzo spazio a direttori illustri come Henrik Nánási, al debutto con un titolo eseguito per l’ultima volta alla Scala nel 1948, Les Pêcheurs de perles di Bizet; Daniel Oren, che riporta a Milano il leggendario allestimento della Bohème di Puccini creato da Franco Zeffirelli nel ’63; e Francesco Ivan Ciampa, tra i più autorevoli e interessanti nuovi direttori italiani. Non abbandona il teatro anche l’ex direttore Riccardo Chailly, che propone in un nuovo allestimento di Kasper Holten The Rake’s Progress di Igor’ Stravinskij. Per il balletto, la Stagione firmata da Frédéric Olivieri propone sette programmi per nove titoli, con cinque riprese e quattro novità; spiccano la prima nazionale della Giselle di Akram Khan, nata nel 2016 per l’English National Ballet; L’uccello di fuoco, Boléro eSerait-ce la mort?, omaggio a Maurice Béjart nel centenario della nascita; il Dittico Dawson / Morau interpretato per la prima volta dal Corpo di Ballo; e l’avvio di una collaborazione con ilPiccolo Teatro (che nel 2027 compie 80 anni) con Mont Ventoux del collettivo Kor’sia. Cuore della programmazione concertistica è infine la Stagione Sinfonica, con due concerti affidati al neodirettore musicale, che celebra il bicentenario della scomparsa di Beethoven, e uno a Chailly, che presenta la Johannes-Passion di Bach.

Nuovi prezzi: polemiche alla Scala

I festeggiamenti per il nuovo direttore e il programma della stagione entrante sono stati un po’ offuscati dagli aumenti di prezzi inseriti nel tariffario. Con la creazione di una nuova “fascia premium”, come l’ha definita Ortombina, è stato infatti inserito un meccanismo di incremento dei prezzi dei posti “migliori”: non solo la Prima del 7 dicembre, ma anche i posti in platea (di file come la prima e la M in platea) e nei palchi. Lo scopo dell’aumento sarebbe, secondo il direttore artistico, quello di rafforzare le politiche di accessibilità del Teatro (che comprendono da tempo condizioni agevolate per under26, over65 e membri di circoli e aziende convenzionate), inserendo per esempio una riduzione del 50% del biglietto per chi, tra i residenti della Città Metropolitana, non sia mai stato alla Scala. L’individuazione di queste “fasce speciali”, però, non ha convinto molti milanesi: l’accusa dei melomani e loggionisti più appassionati è che siano state fatte delle modifiche opache alla mappatura della sala tramite un cambio di colorazione e di categoria dei posti, cosa che finirebbe per privilegiare i turisti altospendenti a discapito degli abbonati e delle face di popolazione più fragili.

Giulia Giaume

L’articolo "Teatro alla Scala di Milano. Nuovo programma, nuovo direttore, nuove polemiche sui prezzi" è apparso per la prima volta su Artribune®.

Autore
Artribune

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