Svolta nell’inchiesta sulla morte di Denis Bergamini: dopo 37 anni indagato Roberto Internò, cugino dell’ex fidanzata
- Postato il 28 settembre 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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C’è un nuovo indagato nell’inchiesta per la morte di Donato Denis Bergamini, calciatore del Cosenza deceduto il 18 novembre 1989. Si tratta di Roberto Internò, cugino di Isabella Internò, condannata nel 2024 a 16 anni in primo grado. La sentenza di appello nei confronti dell’ex fidanzata di Bergamini è attesa per il prossimo 17 novembre. Il 65enne ha ricevuto oggi l’avviso di chiusura delle indagini da parte della Procura di Castrovilli: secondo gli inquirenti, Roberto Internò e il defunto padre di Isabella avrebbero avuto un ruolo nella morte del calciatore di Argenta.
Inizialmente il caso di Bergamini venne archiviato come un semplice suicidio, ipotizzando che il 26enne si fosse buttato sotto un tir perché non aveva mai superato la separazione con la fidanzata. Ma poi le indagini furono riaperte, grazie alla tenacia della famiglia Bergamini e in particolare della sorella Donata, che affidandosi all’avvocato Fabio Anselmi riuscì, nel 2017, ad ottenere la riesumazione della salma: dagli esami si poté evincere che Donato era morto prima di finire sotto al camion, e in particolare per asfissia. Come detto, poi, nel 2024 la Corte d’Assise di Cosenza ha condannato in primo grado Isabella Internò, ex fidanzata del calciatore.
Secondo gli inquirenti, la vittima sarebbe stata narcotizzata e poi uccisa “asfissiandolo meccanicamente mediante uno strumento ‘soft’ e ponendolo, già cadavere o in limine vitae, allo scopo che venisse investito da mezzi in transito, sulla strada Ss 106, direzione Taranto, all’altezza del Km 401 circa, del comune di Roseto Capo Spulico“. Proprio in quel punto, Denis Bergamini fu investito da un camion guidato da Raffaele Pisano, finito sotto processo in un giudizio separato per omicidio colposo.
L’ipotesi formulata dall’accusa, rappresentata dal pm della procura di Castrovillari Luca Primicerio, è che Roberto Internò abbia partecipato all’omicidio di Bergamini svolgendo, secondo questa ricostruzione, il ruolo di esecutore materiale. La condotta sarebbe stata realizzata in concorso con il padre di Isabella Internò, deceduto anni fa: per questo motivo non può essere destinatario di alcun procedimento penale. Isabella Internò e il cugino sono quindi accusati di aver agito “con le aggravanti della premeditazione, nonché dei motivi abietti e futili, consistiti nelle ragioni di possesso e di gelosia nutriti da Isabella Internò nei confronti di Donato Bergamini e nella sua determinazione a non accettare la scelta del giovane di porre fine al rapporto sentimentale, conosciuti e condivisi dall’indagato”.
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