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L’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni” rischia di non superare l’esame delle urne previsto per il 14 giugno. Il progetto promosso dall’Unione democratica di centro (UDC), formazione della destra conservatrice, punta a fissare un tetto massimo di 10 milioni di abitanti entro il 2050, intervenendo in modo deciso sui flussi migratori.
Gli ultimi sondaggi
Se nelle prime rilevazioni di inizio maggio sostenitori e contrari risultavano sostanzialmente in equilibrio, il quadro appare ora cambiato. Secondo il secondo sondaggio della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), il fronte del “no” avrebbe guadagnato terreno, portandosi al 52% delle intenzioni di voto, con un incremento di cinque punti percentuali.
Il sostegno all’iniziativa si attesta invece al 45%, mentre una quota residuale del 3% degli intervistati dichiara di non aver ancora preso una decisione.
La tendenza al rifiuto risulta ancora più marcata tra gli svizzeri residenti all’estero: in questo segmento l’opposizione raggiunge il 63%, contro il 33% di favorevoli e un 4% di indecisi. Un dato che rafforza l’orientamento contrario già emerso nel precedente rilevamento e che, a meno di sorprese nelle ultime settimane di campagna, sembra consolidare il vantaggio dei contrari.
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