Suppletive in Calabria, il risultato riapre le tensioni tra maggioranza e opposizioni
- Postato il 1 ottobre 2026
- Politica
- Di Blitz
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Non c’è pace nei Palazzi romani. Un giorno la febbre alta sorprende la maggioranza, il giorno dopo tocca alla minoranza usare il termometro. Tutto questo perchè la situazione è ingarbugliata e non si riesce a sbrogliare la matassa, anche perchè non c’è voglia di andare alla ricerca di un denominatore comune.
Oggi la ferita si riapre perchè le elezioni suppletive della Calabria, per quanto limitate, qualche risultato di un certo peso lo hanno avuto. E’ vero: si sono recati al seggio poco più del 24 per cento degli elettori, però non ci si può difendere prendendo a pretesto questa cifra perchè altre volte è successo così anche a parti invertite.
La maggioranza esulta, Vannacci incassa la batosta
Stavolta ad esultare è la maggioranza perchè Forza Italia, insieme con gli i alleati di governo, ha dominato la scena distanziando di oltre quindici punti i più diretti avversari, cioè gli esponenti del campo largo, diventato larghissimo perchè nessuno dei partiti della minoranza è mancato all’appello.
C’è di più: a prendere una sonora batosta è stato il Futuro Nazionale del generale Vannacci, il quale è andato per suonare ed è tornato suonato.Il suo pupillo strappato proprio a Forza Italia ha preso un autentico bagno e, malgrado una difesa a oltranza, i numeri confermano che la frustata subìta qualche conseguenza la produrrà.
Subito? Più tardi? Quando nessuno se l’aspetta? I più recenti sondaggi del professor Renato Mannheimer, freschi di giornata, hanno detto che Giorgia Meloni ha guadagnato un significativo 0,3 per cento, mentre il Pd è sceso sia pure se d’un solo 0,3..
Il futuro del Pd e la sfida per la leadership
Elly Schlein non dà nessuna importanza a questi risultati perchè troppo alto è stato l’assenteismo. Non solo, ma la segretaria, al momento, ha molte gatte da pelare perchè non sono pochi coloro che non la vogliono in via del Nazareno.
La più gettonata in questo caso è Ilaria Salis,il sindaco di Genova che non ha nessun desiderio di partecipare a questa corsa, ma in cuor suo, un pensierino deve averlo fatto. I riformisti del Pd hanno subito trovato un secondo candidato che potrebbe sedere a Palazzo Chigi. E’ Giorgio Gori che per molto tempo è stato il primo cittadino di Bergamo.
Eddy Schlein continua a perorare la via diplomatica del conflitto Russia- Ucraina ed è convinta che questa sua caparbietà alla fine vincerà e lei sarà l’unica candidata a fronteggiare Giorgia Meloni alle elezioni del 2027,
Se non cambierà rotta il Paese non avrà scelta : quella di un risveglio dell’Europa che dovrà marciare unita e sperare nella via diplomatica.
Conte, il Movimento 5 Stelle e il giudizio del Financial Times
Il fatto è che il Pd non pensa (o forse si) alla caparbietà ed alla brama di Giuseppe Conte che non vede l’ora di tornare a sedersi su quella poltrona su cui si è accomodato per ben due volte con alleanze diverse.
La Schlein parla da tempo del programma da definire prima delle primarie. Il leader dei pentastellati lo ha già fatto mettendo nero su bianco. E’ scritto ed è stato approvato di recente a Milano. Si chiama Nova ed alla stesura ed all’accordo hanno partecipato 17 mila persone. Conte lo ricorda con un certo orgoglio perchè, dice, questa si chiama democrazia.
I punti da leggere e rileggere spetta a coloro i quali sperano nella vittoria dei 5Stelle e dei loro cespugli. No al riarmo, no all’escalation di posizioni che portano solo verso un terzo conflitto mondiale, si ad una svolta negoziale che conduca alla pace e respinga la guerra.
I miliardi gettati al vento a favore di una Ucraina aggredita serviranno all’Italia per risolvere i grandi problemi che ancora la assillano: dalla sanità alla scuola, dalla sicurezza alla difesa del nostro territorio. “Bisogna avviare un negoziato subito”, spiega Conte perchè non si può perdere altro tempo prezioso per giungere ad un accordo europeo e, perchè no? extra europeo”.
Il Financial Times, dall’alto della sua fama, studia il problema italiano, plaude alla Meloni ed è convinto che il patto a sinistra contro la premier italiana non “darà risultati, perchè le faide nel campo avverso sono troppe: i distinguo, le scorrettezze, le gelosie, le molte divergenze sui temi economici”. Avrà ragione il blasonato giornale inglese?
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