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Superbonus, è (quasi) finita: cosa svela gli ultimi dati Enea

  • Postato il 10 maggio 2026
  • Economia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 3 min di lettura
Superbonus, è (quasi) finita: cosa svela gli ultimi dati Enea
Superbonus, è (quasi) finita: cosa svela gli ultimi dati Enea

La sciagurata era del Superbonus, la misura edilizia voluta da Giuseppe Conte e M5s che ha minato i conti dello Stato, a distanza di - troppi - anni è sulla via del tramonto. La conferma arriva dai dati Enea. Secondo il monitoraggio relativo al primo trimestre del 2026, le detrazioni maturate hanno raggiunto quota 131,98 miliardi di euro, a fronte di investimenti ammessi pari a 125,46 miliardi. La fetta più consistente riguarda gli interventi effettuati nei condomini, che rappresentano quasi il 69% del totale.

I numeri certificano un progressivo spegnimento della misura. A fine marzo, infatti, i lavori risultavano completati al 98,1%, in linea con il percorso di chiusura già delineato negli ultimi mesi del 2025. Solo a gennaio il tasso di avanzamento era fermo al 97,1%, con 502.919 edifici coinvolti e investimenti complessivi per 126,08 miliardi di euro. A febbraio la crescita era stata più contenuta, con i cantieri arrivati al 97,6%, fino all’ulteriore balzo registrato a marzo.

Nel giro di tre mesi, gli immobili interessati dal Superbonus sono saliti a 505.417, mentre il valore complessivo degli investimenti ha raggiunto i 127,27 miliardi. Parallelamente, le detrazioni fiscali accumulate sono aumentate di 2,49 miliardi di euro nel trimestre.

 

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Dall’analisi territoriale emerge inoltre che la Lombardia resta la regione con il maggior volume di capitali ammessi a detrazione: 24,1 miliardi di euro. Seguono Emilia-Romagna con 11,8 miliardi, Veneto con 11,3 e Lazio con 10,5 miliardi.

La distribuzione degli interventi conferma poi il predominio dei condomini, che assorbono il 68,7% degli investimenti, mentre le abitazioni unifamiliari si fermano al 22,4% e le unità funzionalmente indipendenti al 9%. In alcune aree, tuttavia, il quadro cambia sensibilmente: in Sardegna prevalgono gli edifici unifamiliari, mentre Toscana e Veneto mostrano una maggiore incidenza delle unità indipendenti.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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