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Suora aggredita a Gerusalemme, la Francia chiede una pena esemplare

  • Postato il 2 maggio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 3 min di lettura
Suora aggredita a Gerusalemme, la Francia chiede una pena esemplare
Suora aggredita a Gerusalemme, la Francia chiede una pena esemplare

AGI - Dall'aggressione a una suora al caso diplomatico. La violenza su una religiosa è avvenuta a Gerusalemme Ovest e ora complica le relazioni, già difficili, tra Francia e Israele. Anche la Spagna prende posizione e condanna l'episodio. Una religiosa francese di 48 anni, ricercatrice presso la Scuola biblica e archeologica locale, è stata brutalmente aggredita martedì pomeriggio nei pressi del Cenacolo, sul Monte Sion.

La polizia israeliana ha diffuso giovedì i filmati delle telecamere di sorveglianza che documentano l’efferatezza dell’atto: un uomo ha seguito la donna, l’ha spinta con forza a terra — causandole una ferita alla testa — e, dopo essersi brevemente allontanato, è tornato sui suoi passi per colpirla ripetutamente con dei calci mentre era inerme. L’intervento di alcuni passanti ha permesso di soccorre la vittima e allontanare l’aggressore.

L'arresto e le accuse

Le forze dell’ordine hanno confermato l’arresto di un cittadino israeliano di 36 anni, la cui detenzione è stata prorogata dal tribunale di Gerusalemme. Gli inquirenti procedono con l’accusa di “aggressione razzista”. Un portavoce della polizia ha ribadito la linea della fermezza: “Prendiamo con la massima serietà episodi inquietanti di questo tipo e abbiamo tolleranza zero”. Anche il ministero degli Esteri israeliano ha definito l’evento “di estrema gravità”, assicurando la massima determinazione nel consegnare il responsabile alla giustizia.

La reazione della Francia

L’aggressione ha sollevato una durissima reazione da parte del governo francese. Il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, ha espresso “profonda commozione” e chiesto una “punizione esemplare”. In una nota ufficiale, Barrot ha sottolineato che la Francia “non può in alcun modo tollerare” i recenti “atti anticristiani” che si moltiplicano in Terra Santa. Il ministro ha poi aggiunto: “La punizione deve essere esemplare per porre fine agli atti anticristiani che si stanno moltiplicando in Terra Santa e che la Francia, impegnata nella sua storica missione di proteggere le comunità cattoliche e i luoghi sacri, non può tollerare in nessuna circostanza”.

La posizione della Spagna

Al coro di condanne si è unita la Spagna. Il ministero degli Affari Esteri di Madrid ha sollecitato il rispetto dello status quo, dichiarando che “Israele deve garantire la libertà di culto, rispettare lo status quo a Gerusalemme e adottare misure per prevenire questo tipo di atti violenti”.

Un clima di crescente intolleranza

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente intolleranza religiosa. Secondo i dati pubblicati da organizzazioni israeliane per la convivenza, nel 2025 le molestie contro la popolazione cristiana in Israele sono aumentate del 63%. Il rapporto evidenzia una casistica che spazia dagli sputi (60% dei casi) alle aggressioni fisiche e al vandalismo di simboli sacri.

La reazione della comunità religiosa

Padre Poquillon, a nome della comunità religiosa colpita, ha espresso gratitudine verso “le persone venute in aiuto durante l’attacco, i diplomatici, gli accademici e tutti coloro che hanno offerto sostegno”, mentre la polizia israeliana ha assicurato che “L'autore di questo atto atroce è stato arrestato. La punizione deve essere esemplare”.

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Autore
Agi.it

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