Stellantis, Melfi avrà il quinto modello
- Postato il 24 aprile 2026
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Il Quotidiano del Sud
Stellantis, Melfi avrà il quinto modello

I sindacati annunciano: Stellantis avrà il quinto modello; a Melfi si aggiunge un’altra linea produttiva per auto, ma è anche confermata (e concordata) l’uscita con incentivi di altri 425 lavoratori
Quinto modello in arrivo da una parte e un piano di uscite incentivate su base volontaria dall’altra. Sta in questo delicato equilibrio l’importante esito dell’incontro sindacale che Fim, Uilm, Fismic, Uglm e -AqcfR hanno avuto ieri con Stellantis presso lo stabilimento lucano. «Nel corso del confronto è stato ribadito che per lo stabilimento di Melfi è già in atto un percorso industriale che prevede la realizzazione di nuovi modelli sulla piattaforma multienergy STLA Medium. In questo quadro, annunciato che, oltre ai quattro modelli già previsti, sarà aggiunto un quinto modello, rafforzando ulteriormente la missione produttiva del sito e le sue prospettive industriali», hanno scritto i sindacati in una nota.
UN SEGNALE IMPORTANTE
Un elemento che per Fim, Uilm, Fismic, Uglm e -AqcfR rappresenta un segnale importante in una fase di transizione complessa per il settore automotive: «In tale contesto, le parti hanno condiviso la necessità di monitorare attentamente l’andamento produttivo e la salita dei nuovi modelli, anche in relazione alla scadenza dell’attuale contratto di solidarietà prevista per il 26 giugno 2026, con l’obiettivo di arrivare progressivamente al superamento degli ammortizzatori sociali e con possibili sviluppi occupazionali futuri».
All’orizzonte dell’incontro di ieri il fatto che tra meno di un mese da Auburn Hills, nel Michigan, il Ceo Antonio Filosa traccerà ufficialmente la nuova rotta del Gruppo definendo anche il destino produttivo degli stabilimenti italiani: «È un primo passo significativo» scrivono Fim, Uilm, Fismic, Uglm e -AqcfR dopo l’incontro di ieri, definendo «centrale» affrontare anche le difficoltà delle aziende dell’indotto. «Ma sarà importante il prossimo 21 maggio, quando verrà presentato il piano strategico: ci aspettiamo indicazioni chiare per l’Italia, a partire dal tema delle motorizzazioni, oggi vero problema per lo stabilimento di Melfi».
USCITE INCENTIVATE PER 425 LAVORATORI
L’altra faccia della salita produttiva in Basilicata è però la «definizione di un accordo» sulle uscite incentivate su base volontaria». Si tratta, secondo quanto riportato da Fiom, di 425 esuberi, vale a dire circa il 10% dei dipendenti del sito lucano. «In questo quadro complessivo, definito inoltre un accordo che prevede uscite incentivate su base volontaria, quale strumento di gestione non traumatica della fase attuale, nel rispetto delle esigenze produttive e organizzative del sito», si legge ancora nella nota dei sindacati. L’intesa sottoscritta tra Stellantis e le organizzazioni sindacali si colloca, secondo fonti sindacali, in continuità con quella già siglata l’anno scorso, confermando un’impostazione basata su criteri di volontarietà incentivata e su gestione condivisa delle uscite, e sarà valida fino al prossimo 31 dicembre 2026.
Una soluzione che però stride con il fatto che in Italia nel primo trimestre di quest’anno è tornata a crescere sensibilmente la produzione di Stellantis (+9,5%) trainata proprio dallo stabilimento di Melfi, che ha registrato un aumento della produzione del 92,5% – come riportato dal rapporto Fim Cisl – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie all’avvio della produzione della nuova Compass. «Questa intesa rappresenta il segnale che su Melfi si sta provando a mettere in campo ogni azione utile: dall’assegnazione di nuovi modelli agli strumenti di gestione della fase attuale, con l’obiettivo di rilanciare il sito produttivo. Resta centrale, inoltre, affrontare le difficoltà delle aziende dell’indotto, oltre a una revisione delle politiche che riguardano la logistica e l’intero sistema produttivo collegato a San Nicola», hanno poi concluso i sindacati.
NO COMMENT SULLA CESSIONE DI STELLANTIS
Nel frattempo ieri dall’azienda è arrivato un secco «no comment» sull’ipotesi, ventilata da Bloomberg, secondo cui Stellantis starebbe valutando la cessione o condivisione di quattro impianti europei (tra cui Cassino, Rennes, e Madrid) per limitare la sovraccapacità produttiva a livello continentale: «Nell’ambito della sua normale attività, Stellantis intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su varie tematiche, sempre con l’obiettivo finale di offrire ai clienti le migliori opzioni di mobilità. L’azienda non commenta le indiscrezioni».
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