Stadio di Pizzo, scontro tra associazioni sportive
- Postato il 10 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Stadio di Pizzo, scontro tra associazioni sportive
E’ scontro acceso in città tra due associazioni sportive in merito alla gestione dello Stadio “Tucci”: da un lato l’Asd Città di Pizzo e dall’altro l’Asd Pizzo che non se le mandano certo a dire, animando quest’ultimo scorcio di stagione estiva
PIZZO – L’ultimo scorcio d’estate nella città di Murat è caratterizzato da uno scontro aperto tra due associazioni sportive in ordine alla gestione dello stadio “Tucci”: da un lato l’Asd Città di Pizzo, dall’altro l’Asd Pizzo.
L’ASD CITTÀ DI PIZZO: «NON STAREMO ZITTI»
A innescare la miccia è l’Asd Città di Pizzo chiedendo chiarezza sulle modalità di utilizzo dell’impianto e sulle tariffe applicate alle società sportive e sostenendo di aver dovuto presentare richieste di accesso agli atti e ricorrere al Tar per poter visionare la documentazione relativa alla gestione della struttura. Nel mirino, in particolare, le modalità con cui si sarebbe chiesto alle società di sottoscrivere un accordo privato con il gestore, senza conoscere preventivamente gli importi da pagare. Una situazione definita dall’Asd come un «firmare al buio».
La società richiama quindi la convenzione, secondo la quale dovrebbero essere applicate le tariffe comunali vigenti al momento della stipula, nel gennaio 2024: «Perché non ci vengono dette?», domanda l’associazione, sollecitando un chiarimento da parte dell’amministrazione.
DENUNCIATA UNA PRESUNTA POSIZIONE DEBITORIA DEL CONCESSIONARIO VERSO IL COMUNE DI PIZZO
L’associazione segnala inoltre una presunta posizione debitoria del concessionario nei confronti del Comune di Pizzo, che dagli atti acquisiti risulterebbe risalire al dicembre 2023. La circostanza sarebbe avvenuta tramite comunicazione all’amministrazione il 3 agosto, ma, sostiene l’associazione, «ancora oggi aspettiamo risposte e verifiche».
A preoccupare è anche la situazione degli atleti. L’Asd denuncia episodi con «cancelli sbarrati e minorenni lasciati fuori, sotto il sole», riferendosi a ragazzi tra i 14 e i 18 anni provenienti da Pizzo e da altri centri della provincia. Per evitare ripercussioni sull’attività sportiva, la società fa sapere che firmerà comunque l’accordo necessario, pur contestandone le modalità: «Ci presteremo a firmare l’accordo necessario a tutelare le loro attività», afferma, precisando di essere costretta a farlo «alla cieca» e «sotto scacco».
CANONE ANNUALE DI 1.500 EURO
Nel mirino anche il canone previsto per il gestore, pari a 1.500 euro annui. Secondo l’associazione, le tariffe per le società dovrebbero essere «eque e proporzionate», considerato anche il carattere non lucrativo dell’attività e rivendica infine il proprio impegno «per legalità, trasparenza e tutela del bene pubblico» e chiede al Comune di esercitare i necessari controlli sulla gestione dell’impianto e sull’utilizzo di una struttura destinata alla comunità e ai giovani.
LA REPLICA DELL’ASD PIZZO: INTERVISTA AL PRESIDENTE LA PORTA
Arriva la ferma replica dell’Asd Pizzo alle recenti contestazioni sull’utilizzo dello stadio Vincenzo Tucci. Dopo le accuse mosse dall’Asd Città di Pizzo relative a presunti accordi oscuri, tariffe imposte e cancelli sbarrati, la società concessionaria risponde punto per punto. Attraverso le parole del suo presidente, Pietro La Porta, si delinea la posizione ufficiale del club per fare chiarezza sull’intera vicenda.
Presidente La Porta, l’Asd Città di Pizzo vi accusa di costringere le altre società a “firmare al buio” accordi privati per l’utilizzo del campo. Come rispondete?
«Nessuno è mai stato costretto a firmare nulla al buio. Per fare chiarezza è sufficiente partire da ciò che prevede la convenzione del Tucci, la quale stabilisce espressamente che l’utilizzo dell’impianto è subordinato alla programmazione e ai calendari previsti dal concessionario. Una società che vuole utilizzare il Tucci deve confrontarsi preventivamente con noi per concordare giorni e orari, poiché le responsabilità legate alla gestione ricadono sull’Asd Pizzo. Riguardo alle tariffe, non siamo noi a determinarle, ma competono all’Amministrazione comunale che le approva in Giunta. Noi applichiamo semplicemente quanto stabilito. Tra l’altro, ad oggi l’Asd Città di Pizzo non ha corrisposto alcuna somma pur avendo usufruito dell’impianto sin dallo scorso mese di febbraio».
Sulla base di un accesso agli atti, la società ricorrente ha evidenziato una vostra presunta posizione debitoria nei confronti del Comune a partire da dicembre 2023. Qual è la reale situazione contabile?
«In ordine al pagamento dei canoni annuali di locazione, la nostra società non è debitrice nei confronti del Comune di Pizzo. Abbiamo le ricevute dei pagamenti effettuati e siamo disponibili a mostrarle. L’Asd Pizzo ha continuato a corrispondere il canone di concessione anche durante il periodo in cui il Tucci era indisponibile per i lavori di ristrutturazione. Ci sorprende leggere di una nostra presunta morosità».
Un’accusa molto grave riguarda i ragazzi che sarebbero rimasti fuori dai cancelli sbarrati sotto il sole. Cosa è successo in quell’occasione?
«Nessuno si è permesso di lasciare dei ragazzi fuori sotto il sole. In quella circostanza l’utilizzo del campo non era stato concordato con noi per quel giorno e per quell’orario. Più volte ci siamo trovati nella situazione di vedere arrivare al campo una società senza previo accordo, mettendo il concessionario davanti al fatto compiuto. I ragazzi non hanno alcuna responsabilità e riteniamo che la loro presenza non debba essere strumentalizzata in una questione che riguarda gli adulti. A questo si aggiunge purtroppo un episodio per cui due nostri tesserati sono stati aggrediti in relazione a un fatto che avrebbe coinvolto un soggetto appartenente all’Asd Città di Pizzo, situazione per la quale i diretti interessati hanno sporto regolare denuncia alle autorità competenti».
Viene sollevato il dubbio sulle tariffe, paragonando i costi per le società terze con il vostro canone annuo di 1.500 euro e ipotizzando finalità di lucro. Come giustificate queste cifre alla luce della convenzione?
«Confrontare il canone di 1.500 euro con i costi di gestione significa confondere le due cose. A carico del concessionario ci sono la pulizia, la manutenzione ordinaria, la cura del manto erboso, le assicurazioni e le utenze, per un costo totale che si aggira intorno ai 20.000 euro annui, oltre alle tasse di legge. La convenzione contempla tra le fonti di finanziamento le quote derivanti dall’utilizzo temporaneo da parte di terzi. Non perseguire scopo di lucro non significa dover sostenere con le nostre risorse i costi derivanti dall’utilizzo dell’impianto da parte di altre società».
Il Quotidiano del Sud.
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