Spostamento a monte ferrovia, Comitato Territoriale: “Trasporti militari per finanziare l’opera. Il Ponente diventa bersaglio”
- Postato il 5 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Il dibattito sul completamento del raddoppio ferroviario della linea Genova-Ventimiglia si arricchisce di una nuova polemica a seguito delle recenti dichiarazioni rilasciate a Genova da Mathieu Grosch.
Il coordinatore europeo del Corridoio Mediterraneo ha infatti illustrato le intenzioni delle istituzioni per garantire le risorse necessarie al completamento della tratta, confermando che tra le opzioni sul tavolo figura l’accesso ai fondi per la mobilità militare, con l’inserimento dell’infrastruttura nell’asse strategico verso l’Est Europa.
Le reazioni del territorio non si sono fatte attendere e il Comitato Territoriale ha espresso contrarietà e una posizione di ferma condanna nei confronti di questa prospettiva: “Abbiamo scoperto nei giorni scorsi che il ponente savonese ha assunto un ruolo fondamentale nelle strategie belliche della Nato. Dalle parole di Mathieu Grosch, coordinatore europeo del Corridoio Mediterraneo, apprendiamo che la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia è considerata strategica nei trasporti militari di armamenti verso l’Ucraina. Questo stratagemma consentirebbe al governo italiano di ottenere un prestito da 2,7 miliardi per spostare a monte la ferrovia tra Andora e Finale Ligure”.
“Innanzitutto, – hanno proseguito, – ci permettiamo di ricordare che l’articolo 11 della Costituzione ‘ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’. Dal punto di vista geografico, la distanza tra il porto spagnolo di Algeciras e Kiev, passando per il ponente ligure, è superiore ai 4000 chilometri, secondo il percorso indicato per il passaggio delle armi verso l’Ucraina. Una scelta irrazionale sul piano logistico, perché il porto tedesco di Amburgo dista meno di 1700 chilometri da Kiev. Il passaggio dalla Liguria comporterebbe un percorso lungo più del doppio“.
“Questa scelta è molto rischiosa, – secondo il Comitato Territoriale, – perché trasformerebbe il ponente ligure in un obiettivo militare, con conseguenze incalcolabili per la popolazione. La motivazione del ‘collo di bottiglia’ ferroviario di 35 chilometri, indicata come giustificazione dai sostenitori dello spostamento a monte della ferrovia, era e resta falsa. Gli attuali 29,8 chilometri di ferrovia tra Andora e Finale Ligure sono in parte già a doppio binario e in particolare nel tratto di 10 chilometri tra Albenga e Loano”.
E non manca, infine, un’analisi sull’impatto socio-economico ed ambientale che l’infrastruttura avrebbe sulla Riviera di Ponente: “In provincia di Imperia, lo spostamento della ferrovia ha comportato la riduzione delle stazioni, il decentramento di quelle rimanenti, il crollo delle presenze turistiche, il record nazionale degli incidenti stradali, quasi il doppio della media italiana, e il più alto tasso di abbandono scolastico del Centro-Nord Italia”.
“In provincia di Savona, in caso di realizzazione del tracciato a monte, ci sarà anche un danno enorme per l’ambiente e per l’agricoltura. Il progetto di spostamento a monte rappresenta un pericolo per il territorio savonese. Adesso i promotori di quest’opera giocano l’ultima carta, quella della disperazione, per ottenere i soldi necessari alla realizzazione: trascinare il nostro Paese in una guerra che nessuno vuole“, hanno concluso dal Comitato Territoriale.