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Spiagge Laigueglia, 27 concessionari chiedono l’annullamento del bando: “Un danno per l’offerta turistica del borgo e nessun indennizzo”

  • Postato il 15 giugno 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Spiagge Laigueglia, 27 concessionari chiedono l’annullamento del bando: “Un danno per l’offerta turistica del borgo e nessun indennizzo”

Laigueglia. La partita delle concessioni balneari di Laigueglia è pronta a spostarsi nelle aule del Tar. Dopo settimane di polemiche sul bando pubblicato dal Comune, un gruppo di 27 concessionari ha infatti deciso di affidare ad un legale, l’avvocato Pietro Piciocchi, il compito di impugnare gli atti. L’obiettivo? La sospensione e l’annullamento del bando.  

A finire nel mirino dei concessionari non è il principio delle gare, ma il modo in cui, secondo gli operatori, sono state costruite. A spiegare le ragioni della protesta ai microfoni di IVG è Laura Anconelli, architetto e titolare di una concessione balneare nel borgo (i Bagni Antille): “Noi non siamo assolutamente contrari ai bandi – chiarisce subito -. Il problema è che i criteri scelti dall’amministrazione, secondo noi, rappresentano un’occasione persa per incentivare investimenti, innovazione e sostenibilità, elementi che dovrebbero costituire l’ossatura di ogni politica  per garantire uno sviluppo turistico moderno e competitivo e rappresentare un valore aggiunto per il Comune di Laigueglia”. 

Secondo la concessionaria, uno degli aspetti più contestati riguarda infatti i criteri di valutazione: “È difficile comprendere la logica di un bando che non attribuisce alcun valore a investimenti destinati al miglioramento delle  strutture e dei servizi offerti ai turisti in grado di elevare la qualità dell’accoglienza e la bellezza degli stabilimenti. Ma ancora più sorprende la totale assenza di criteri premiali legati alla sostenibilità ambientale. In una fase in cui storica in cui la tutela dell’ambente rappresenta una finalità condivisa livello europeo, il bando non attribuisce alcun valore a investimento destinati all’efficientamento energetico, all’utilizzo di energie rinnovabili ed al risparmio idrico o ancora all’adozione di materiali e soluzioni ecosostenibili e riciclabili. Tutti elementi previsti come essenziali nei bandi ad oggi pubblicati, anche nei comuni limitrofi della Liguria. Paradossalmente, il bando di Laigueglia preferisce valorizzare unicamente la demolizione delle strutture esistenti  e quindi anche dei servizi offerti”.

Altro nodo controverso riguarderebbe la previsione che consente ai concessionari di rinunciare a porzioni di arenile, a partire dai cinque metri lineari, da destinare a spiaggia libera. Una scelta che, così come formulata, secondo la concessionaria “rischia di produrre effetti difficilmente compatibili con una pianificazione organica del litorale”.

“Pur condividendo il principio della libera fruizione del demanio marittimo, il rischio concreto è quello di trasformare la costa di Laigueglia in una sorta di ‘macchia di leopardo’, caratterizzata da una successione disordinata tratti in concessione e piccolissimi spazi di spiaggia libera. Forse si riuscirà a raggiungere la percentuale di spiaggia libera richiesta dalla normativa, ma a quale prezzo per l’immagine del borgo e della località? Senza tenere in conto le inevitabili ripercussioni sulla qualità percepita dell’offerta turistica”, aggiunge la concessionaria dei Bagni Antille.

Che evidenzia: “Questo bando avrà conseguenze su tutta Laigueglia. Eravamo pronti ad investire sulle nostre attività, ed ad elevare la qualità dell’offerta turistica. Ma questo bando rischia non solo di ridurla ma anche di abbassarla. È un’occasione mancata per investire su innovazione, sostenibilità e servizi migliori. L’impostazione del bando rischia solo di favorire una logica di speculazioni finanziarie di di breve periodo. La breve durata delle concessioni a 5 anni inoltre renderà Laigueglia il target di speculatori interessati ad una gestione mordi e fuggi dell’attività, in pura logica di profitto ed a discapito di qualsiasi percorso di investimento per la crescita e la valorizzazione del patrimonio turistico locale”.

Un altro punto destinato a finire nel ricorso riguarda, come conferma la titolare della concessione, “la decisione dell’amministrazione comunale di non il inserire gli indennizzi per i concessionari uscenti. Le perizie erano state predisposte e depositate dal consulente individuato dal Comune, ma il Comune ha deciso di non recepirle nel bando. Anche questo aspetto verrà contestato davanti al Tar perché riteniamo che sia stato illegittimamente escluso “.

Aggiunge ancora la titolare della concessione a IVG: “Ulteriori perplessità riguardano il contributo annuale in misura fissa che i concessionari dovrebbero versare al Comune per finanziare progetti ritenuti dall’amministrazione di interesse pubblico. Il bando non chiarisce quali siano concretamente questi progetti, né ne specifica costi, tempi di realizzazione o risorse stanziate dall’amministrazione. Non contestiamo il principio di contribuire a interventi di interesse pubblico e siamo anzi favorevoli a collaborare allo sviluppo del territorio. Tuttavia, ritengono che sarebbe stato più logico e trasparente individuare specifici progetti legati al litorale e alle attività balneari, come ad esempio il ripascimento delle spiagge, la difesa della costa, il miglioramento degli accessi al mare o altri interventi direttamente collegati alla valorizzazione del patrimonio costiero. In sostanza, viene richiesto un impegno economico certo ai concessionari senza che siano chiaramente individuati gli interventi da finanziare. Una previsione che, per la sua genericità, rischia di trasformarsi in un ulteriore onere per le imprese senza una chiara correlazione con il miglioramento del litorale e dell’offerta turistica”.

Il ricorso dovrebbe essere depositato nei prossimi giorni: “Il Consorzio delle spiagge ha promosso l’iniziativa e 27 concessionari hanno deciso di conferire autonomamente l’incarico legale – conclude Anconelli -. La questione ormai va oltre il destino delle singole concessioni, ma riguarda il modello turistico che Laigueglia vuole costruire per i prossimi anni”.

Il punto del sindaco Giorgio Manfredi 

“Non possiamo che ribadire quanto già comunicato in sede di pubblicazione del bando di gara, pubblicazione che ci ha consentito di rilasciare la proroga straordinaria agli attuali concessionari per la stagione balneare in corso – spiega il sindaco di Laigueglia Giorgio Manfredi -. La scelta dell’amministrazione comunale di limitare la durata delle concessioni a cinque anni, contestualmente alla premialità prevista per i gestori che cederanno almeno 5 metri di arenile, è dettata dalla necessità di  raggiungere il limite stabilito dalla Regione Ligura del 40% di spiagge libere”.

“La rinuncia da parte del Comune alla concessione dei ‘Bagni San Matteo’ e la restituzione delle concessioni di beneficenza per le quali sono venuti meno i requisiti – ricorda il primo cittadino -, non sono sufficienti; il raggiungimento del risultato previsto dalla normativa non può prescindere dal reperimento di ulteriori tratti di arenile. Le cessioni volontarie previste dal bando ci auguriamo possano consentire il conseguimento del risultato, mantenendo tutte le concessioni balneari, senza perderne la peculiarità di piccoli stabilimenti a conduzione familiare”.

Sottolinea Manfredi: “Per quanto riguarda le perizie, il Comune si è limitato a nominare, fra i periti indicati dall’Ordine dei Commercialisti, coloro che avevano accettato l’incarico. I titolari degli stabilimenti balneari hanno scelto, tra i designati, il professionista al quale conferire dell’incarico per la valutazione degli indennizzi, conferendo un mandato diretto dal quale il Comune è totalmente estraneo. L’importo delle perizie non è stato inserito nel bando in quanto, sulla base di pareri espressi da consulenti legali e fiscali del Comune, derogava agli attuali criteri normativi e di indirizzo regionale, peraltro comunicati, in diversi documenti ufficiali, ai concessionari e ai periti incaricati”.

In merito alla richiesta di contributo economico al Comune, la breve durata di 5 anni, precedentemente motivata, non consente realistici progetti di investimento da parte dei singoli gestori. Pertanto abbiamo optato per convogliare le risorse in progetti più ampi a beneficio della collettività: il risparmio energetico, la riduzione del traffico urbano, l’ottimizzazione delle risorse idriche, sono ambiti in cui il singolo imprenditore non può cimentarsi se non con iniziative modeste e frammentate, mentre un’Amministrazione deve agire in modo organico con interventi strutturati. Ogni bando può essere oggetto di diverse opinioni, ma definirlo ‘capestro’ ci pare pretestuoso: l’Amministrazione deve considerare le esigenze di un intero territorio. A questo scopo riteniamo di aver deliberato criteri nel rispetto della normativa e delle linee guida della Regione, nel pieno interesse del territorio e di tutte le categorie economiche locali. Attendiamo con fiducia l’esito del ricorso, certi che la sentenza del TAR, porti chiarezza e ponga fine a questo clima di tensione”, conclude

Autore
Il Vostro Giornale

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