Spagna, il Parlamento boccia il decreto di misure per la casa. Ipotesi voto anticipato
- Postato il 2 ottobre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Fuori dall’aula, le urla di centinaia di persone, radunate davanti al Congresso per gridare “vergogna” e “sciopero generale”. “I loro profitti, la nostra miseria”, hanno scandito dalla piazza, affermando che “la lotta è l’unica via”. Dentro al Parlamento la bocciatura del decreto casa voluto dal governo Sanchez per fare fronte alla crisi abitativa che sta travolgendo la Spagna. Con la conseguenza che si fa strada l’ipotesi di elezioni anticipate, con i socialisti che sperano di capitalizzare lo scontento dei cittadini per il caro affitti. Il primo provvedimento – che bloccava gli sfratti delle persone più vulnerabili – ha ricevuto 172 voti a favore e 178 contrari. Poi, è stato bocciato anche il secondo – che introduceva un rinnovo automatico dei contratti di affitto alla scadenza – con 184 voti contrari e 166 a favore. Decisivo il ‘no’ degli indipendentisti catalani di Junts, il partito di Carles Puigdemont. Il Partito popolare e Vox hanno accolto con favore l’esito del voto, applaudendo in aula.
La votazione è arrivata dopo un intenso dibattito durato oltre quattro ore. A sorpresa, prima del voto nominale di ciascun deputato, è intervenuto il premier Pedro Sanchez che ha esortato i parlamentari a “fare la cosa giusta”. “Se oggi i decreti dovessero decadere, il danno sarebbe immenso“, e “la responsabilità non ricadrebbe sulla Troika, né sulle banche bensì su coloro che dai propri scranni voteranno ‘no”, ha detto il leader socialista.
Il partito indipendentista catalano Junts aveva avvertito in mattinata del suo voto contrario a entrambi i decreti con misure sulla casa, sostenendo che non avrebbero risolto i problemi degli inquilini ma avrebbero avuto l’effetto di scoraggiare i proprietari ad affittare i loro immobili. Ha quindi presentato un proprio provvedimento con un elenco di misure. Il Psoe di Pedro Sanchez ha rifiutato di ritirare i due decreti approvati nell’ultimo Consiglio dei ministri, assumendosi il rischio quindi di una loro bocciatura in aula.
I due decreti legge sono stati approvati dopo che è scoppiata la protesta di piazza per lo sfratto dell’87enne María del Carmen Abascal, ‘Maricarmen’, dalla casa dove viveva da settant’anni, nel centro di Madrid, il 23 settembre. Un migliaio di persone si è accampata nella centrale Puerta del Sol di Madrid in segno di protesta. Il primo decreto, che è stato bocciato dal Congresso, mirava a bloccare gli sfratti di persone vulnerabili come Maricarmen, a ostacolare la speculazione immobiliare, a imporre restrizioni più severe sugli affitti a breve termine e a fornire incentivi fiscali per favorire la locazione e la costruzione di alloggi. Il secondo introduceva un rinnovo automatico dei contratti di affitto alla scadenza, rendendoli di fatto a tempo indeterminato, e prevedendo che il locatore potesse non rinnovare il contratto solo per giusta causa, altrimenti avrebbe dovuto corrispondere all’inquilino un indennizzo pari a 12 mensilità di affitto. I manifestanti radunati fuori dal Congresso dei deputati hanno seguito con il fiato sospeso la votazione.
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