Sp 29 Colle del Cadibona sotto pressione: tra traffico pesante, pericoli e il nodo irrisolto della logistica
- Postato il 21 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Realizzata all’inizio dell’Ottocento in piena epoca napoleonica, la strada del Colle di Cadibona (oggi SP 29) rappresenta da oltre due secoli un’arteria vitale per il Ponente ligure. È lo storico ponte di collegamento tra Savona, il valico della Bocchetta di Altare e la Pianura Padana, snodo strategico per il transito quotidiano di merci e persone tra il Mar Mediterraneo e il Nord Italia.
Oggi, tuttavia, questo percorso storico vive una crisi profonda. Le frazioni savonesi di Maschio e Montemoro, insieme alla vicina Cadibona (frazione del Comune di Quiliano), si trovano a fare i conti con un volume di traffico pesante ormai insostenibile, con gravi ricadute sulla sicurezza, la salute pubblica e la qualità della vita dei residenti.
Una lettera dei residenti di Maschio e Montemoro denunciano il problema irrisolto della strada con il traffico pesante che causa grossi rischi per la sicurezza. La lettera è in risposta all’ultima proposta del presidente della Provincia Olivieri riguardo ad un bypass viario a Montemoro che per molti è solo una toppa ad un problema più grande che non riguarda solo la nostra strada.
Le cause del sovraccarico: porti in crescita e il blocco delle Funivie
Per comprendere le ragioni dell’escalation del traffico sulla SP 29 occorre guardare agli ultimi anni. Il punto di svolta risale al 2019, anno in cui è stata sospesa la rete funiviaria storicamente utilizzata per il trasporto del carbone verso Cairo Montenotte. Da quel momento, l’assenza del trasporto aereo delle rinfuse ha scaricato centinaia di viaggi di tir direttamente sulla viabilità ordinaria.
A questo fenomeno si sommano due fattori concomitanti: l’incremento dei traffici portuali nei bacini di Savona e Vado Ligure; l’aumento dei trasporti eccezionali, che scelgono la direttrice del Colle di Cadibona come percorso di transito.
Sebbene la piattaforma di Vado Ligure riesca ad avvalersi della diretta prossimità con l’autostrada, il porto di Savona continua a gravare pesantemente sulla rete stradale urbana e provinciale. L’utilizzo dell’autostrada, infatti, comporta pedaggi e costi aggiuntivi che spingono molti autotrasportatori a preferire la strada provinciale ordinaria, con conseguenze devastanti per i residenti.
Sicurezza a rischio, ambiente e vivibilità: le criticità quotidianeVivere lungo la SP 29 significa convivere quotidianamente con disagi strutturali e pericoli costanti
Inquinamento e rinfuse disperse: l’aumento dei veicoli pesanti comporta livelli elevati di rumore, vibrazioni ed emissioni nocive a ridosso delle abitazioni. Particolarmente critico è il trasporto del carbone: si registrano frequentemente camion con carichi che eccedono i contenitori o privi di idonea copertura, che perdono materiale lungo le curve della provinciale.
Manutenzione e decoro: si riscontrano problemi di pulizia delle cunette, accumulo di residui vegetali e abbandono incivile di rifiuti. Durante eventi meteorologici intensi, l’ostruzione dei canali di deflusso delle acque aumenta il rischio di dissesti e blocchi della circolazione lungo un’arteria strategica.
Incidenti e paradossi sulla viabilità: gli interventi recenti di ripristino dei guard-rail e manutenzione ordinaria si sono rivelati palliativi. Anche la rettifica della curva di Montemoro — storicamente teatro di ribaltamenti di mezzi pesanti — ha generato un paradosso: se da un lato ha reso più fluida la percorrenza, dall’altro ha favorito velocità più elevate, senza incrementare la sicurezza reale per gli abitanti. Solo nelle scorse settimane, un camion carico di carbone ha bloccato l’intera carreggiata tra Maschio e Montemoro, dimostrando la drammatica fragilità del sistema.
Negli anni si sono susseguite numerose proposte: dalle ipotesi di potenziamento del trasporto ferroviario delle rinfuse, al ripristino o ammodernamento delle Funivie, fino alla costruzione di bypass nei punti più pericolosi o a una bretella sotterranea tra il porto di Savona e l’autostrada.
Tuttavia, lo scenario attuale resta bloccato nel limbo della burocrazia e della scarsità di finanziamenti:
Il nodo Funivie – Il progetto presentato al Ministero richiede risorse finanziarie imponenti che, in assenza di investitori pubblici o privati definitivi, rischiano di far slittare ogni soluzione per anni.
L’effetto Aurelia Bis – Il completamento dell’Aurelia Bis fino a corso Ricci potrebbe riversare ulteriore traffico sulla SP 29 se non coordinato con una pianificazione globale dei flussi, mentre l’ultimo lotto verso Legino continua a procedere con difficoltà.
I limiti dei controlli – Gli autovelox e i continui cambi di limite di velocità appaiono come risposte frammentate. I cittadini chiedono che i proventi delle sanzioni vengano chiaramente reinvestiti in interventi strutturali e di sicurezza per il territorio.
“Non si può attendere la tragedia. La strada del Colle di Cadibona è un’infrastruttura storica, concepita due secoli fa, che attraversa borghi e comunità civili. Non può essere caricata indefinitamente di funzioni logistiche incompatibili con la sua struttura. I residenti di Maschio, Montemoro e Cadibona non chiedono promesse né interventi provvisori: esigono una strategia concreta, verificabile e sostenibile prima che si verifichi un incidente mortale. La sfida della logistica ligure non può e non deve essere pagata sulla pelle di chi vive e abita il territorio” concludono nella missiva.