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Sondaggio Crespi, Giorgia Meloni davanti a tutti: quando e come crolla la sinistra

  • Postato il 9 ottobre 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
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Sondaggio Crespi, Giorgia Meloni davanti a tutti: quando e come crolla la sinistra
Sondaggio Crespi, Giorgia Meloni davanti a tutti: quando e come crolla la sinistra

Il pericolo Vannacci? Al momento, almeno per il centrodestra di governo e Giorgia Meloni, non si è ancora rivelato un allarme da cui guadarsi. Luigi Crespi, in un articolo pubblicato sul Tempo, spiega che l'effetto del generale sui sondaggi politici è cambiato rispetto alle profezie della scorsa estate. "L’estate è finita e Vannacci ha mostrato una leadership senza profondità, incapace di andare oltre la provocazione e di offrire molto altro. I sondaggisti se ne sono accorti e, come si vede nella nostra tavola di riepilogo, stanno correggendo il tiro: qualcuno in fretta, qualcuno con più prudenza, nessuno con entusiasmo".

E l'opposizione non ha saputo approfittare di questo fuoco di paglia estivo. "Il Campo largo, del resto, non è ancora una coalizione: è una contesa permanente su chi debba guidarla. E allora la domanda va posta senza giri di parole: perché non Elly Schlein? Ha vinto le primarie, ha ridato fiato a un partito che sembrava smarrito, guida la prima forza della coalizione e sta provando a tenere insieme un centrosinistra attraversato da differenze profonde. Se tutto questo non basta, lo si dica e si spieghi perché", sottolinea Crespi. 

 

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Nei pensieri del leader del campo largo c'è l'ipotesi terzo nome. Ma ancora non è stato individuato un soggetto in carne e ossa. Si è parlato a lungo di Silvia Salis, poi di Roberto Gualtieri e, infine, persino di Pier Luigi Bersani. "Il problema non è il nome - nota il sondaggista -. Un leader scelto a tavolino per accontentare tutti non sarebbe un federatore, ma un notaio: registrerebbe le divisioni invece di superarle. Se Schlein non è competitiva, lo si dimostri nelle sedi giuste, alla luce del sole. Il Pd ha più voti degli alleati. Questo non gli dà il diritto di comandare, ma gli dà una legittima pretesa a guidare. E guidare significa prendersi la responsabilità di tenere insieme gli altri, anche quando costa". Ma, come nota Crespi, nemmeno un terzo nome potrebbe bastare. La sinistra, in verità, è alla ricerca di qualcuno che la riporti a Palazzo Chigi. Senza tenere in considerazione il parere degli elettori. Un errore che già in passato si è rivelato fatale. Prendere appunti.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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