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Solovyev, chi è il propagandista del Cremlino che vuole sterminare gli ucraini

  • Postato il 22 aprile 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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Solovyev, chi è il propagandista del Cremlino che vuole sterminare gli ucraini
Solovyev, chi è il propagandista del Cremlino che vuole sterminare gli ucraini

È uno dei volti televisivi più noti della propaganda del Cremlino, è la voce non ufficiale attraverso cui il presidente russo Vladimir Putin diffonde messaggi e attacchi contro l’Europa, l’Occidente, la Nato, è colui che regolarmente invita allo sterminio degli ucraini, a cancellare dalla faccia della terra città come Kiev e Kharkiv e a sganciare l’atomica sulle capitali occidentali. Vladimir Solovyev, 63 anni, è l’anchorman del putinismo catodico, che con una violenza rara, in uno dei suoi programmi, ha deciso in questi giorni di attaccare anche Giorgia Meloni, offendendola più volte in italiano, lingua che parla correntemente. «Vergogna della razza umana. Bestia naturale, idiota patentata», ha detto Solovyev durante una puntata del programma Polnyj Kontakt (Full Contact) per poi storpiare il nome del primo ministro italiano: «Giorgia Putta Meloni». E ancora: «Che brutta donnaccia cattiva. Non c’è bisogno di discutere su questo punto di vista. Questa è una realtà».

Solovyev ha in seguito attaccato Meloni sul suo rapporto con il presidente americano Donald Trump: «Si sentiva dalle dichiarazioni di Merz. Si sentiva dalla dichiarazione di questa Meloni, una creatura fascista che ha tradito i suoi elettori, perché si era presentata con slogan completamente diversi.Beh, il tradimento è il suo secondo nome: ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà». Prima del capo del governo italiano, in diretta tv su Russia 1, il canale principale della televisione pubblica russa, l’anchorman aveva rivolto parole ingiuriose anche verso la vicepresidente del Parlamento europeo e esponente del Partito democratico Pina Picierno, “colpevole” di aver protestato contro la prevista partecipazione del russo a Lo stato delle cose, il programma condotto da Massimo Giletti su Rai 3. «Sua bocca puzza di tirannia», aveva detto Solovyev di Picierno, usando altri insulti curiosamente simili a quelli rivolti a Meloni: «Miserabile bestia pietosa, vergogna della razza umana, idiota patentata».Anche in quel caso in lingua italiana.

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Ma quali sono i suoi legami con l’Italia? Nel 2022, la Fondazione Anticorruzione di Alexej Navalny rivelò che Solovyev possedeva due ville sul Lago di Como, una a Mandello e una a Pianello del Lario, per un valore complessivo di circa 8 milioni di euro, successivamente sequestrate, e che disponeva dal 2009 di un permesso di soggiorno e residenza fiscale in Italia. Dal 2022, è sottoposto a sanzioni da parte di Unione europea, una decisione, spiegò l’Ue, motivata dall’«atteggiamento estremamente ostile nei confronti dell’Ucraina» e dal fatto di essere «responsabile del sostegno ad azioni o politiche che compromettono l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina».


All’epoca, Solovyev reagì così: «Ho pagato una quantità pazzesca di tasse, ho fatto tutto. E improvvisamente qualcuno prende la decisione che un giornalista è nella lista delle sanzioni. E subito si ripercuote sul tuo immobile. Aspetta un attimo. Ma avevate detto che l’Europa ha dei diritti di proprietà sacri!».

Nato a Mosca nel 1963, Solovyev ha frequentato le scuole dell’élite sovietica, fino al dottorato in economia. Nel 1991 è stato invitato a insegnare in Alabama e ha iniziato la sua attività imprenditoriale con una società di apparecchiature per discoteca con fabbriche in Russia e nelle Filippine. Venduta l’azienda nel 1998, Solovyev ha investito in azioni Gazprom, colosso russo dell’estrazione di gas naturale. È di quegli anni il debutto alla radio sul canale Silver Rain, dove ha condotto un programma mattutino fino al 2010. Nel 1999 è iniziata anche l’attività in tv, prima su Tnt, poi su vari altri canali, fino all’approdo a Russia 1 nel 2010. La sua vicinanza a Putin lo ha portato a essere inserito, proprio dallo “zar”, nel consiglio per la tv pubblica nel 2012. È Solovyev l’unico a cui Putin aveva concesso un’intervista dopo l’inizio dell’intervento militare russo in Siria nel 2015. Ed è a lui che è stato affidato il programma settimanale Mosca. Cremlino. Putin nel 2018, programma di appoggio al governo e di supporto alla figura del presidente. Non è raro vederlo in tv con una giacca decorata con falce e martello sovietici.

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Autore
Libero Quotidiano

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