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‘Sistema Sorrento’, i nuovi verbali su clan e politica: “Coppola e alcuni consiglieri avevano rapporti con M. S. e le sue infiltrazioni criminali nel Comune”

  • Postato il 30 giugno 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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‘Sistema Sorrento’, i nuovi verbali su clan e politica: “Coppola e alcuni consiglieri avevano rapporti con M. S. e le sue infiltrazioni criminali nel Comune”

Nel ventre del ‘Sistema Sorrento’ esistevano collegamenti diretti tra l’ex sindaco Massimo Coppola, alcuni consiglieri comunali, ed M. S., il pregiudicato abusivista che con le sue condotte intimidatorie e le sue diffamazioni seriali avrebbe condizionato le decisioni degli organi tecnici e politici dell’amministrazione comunale. Fino al punto di trascinare l’Ente verso il rischio dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Come era stato chiesto, e si legge, nelle conclusioni della relazione della commissione d’accesso presieduta dal vice prefetto Vincenzo Chietti.

Ecco, in esclusiva, ciò che emerge da nuovi verbali che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare. Sono le testimonianze del segretario generale Candida Morgera e del legale dell’anticorruzione comunale, Donatangelo Cancelmo. I due sono stati ascoltati ad aprile dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, nell’ambito di una indagine aperta dalla Procura antimafia di Napoli – pm Francesco De Falco, procuratore Nicola Gratteri – e poi trasmessa alla Procura di Torre Annunziata. Un fascicolo nato su impulso di alcune segnalazioni anonime su M. S., e rubricato a modello 21. Con indagati. Su fatti e vicende sostanzialmente sovrapponibili al contenuto della relazione della commissione d’accesso, acquisita da entrambe le procure.

“Forse M.S. me lo presentò nel 2021 il sindaco – dice Morgera – ricordo di averlo ricevuto… veniva spesso sul Comune e io questo lo seppi tramite confidenze di impiegati. Introdussi un registro per censire gli accessi, ma molto spesso M. S. non si faceva registrare presentandosi insieme a consiglieri”. I politici vicini al sindaco Coppola.

Morgera racconta delle persecuzioni via social, e non solo, di M. S. nei confronti di chi si occupava della repressione del suo abuso edilizio. E di essere finita nel mirino anche lei, per la stessa ragione, “quando ho iniziato in maniera più sinergica ad occuparmi degli abusi edilizi. Ciò avveniva in contemporanea anche con un periodo di acceso astio con il sindaco (Coppola, ndr) che appariva particolarmente infastidito dalla mia determinazione a portare avanti non solo i controlli nell’edilizia, ma in generale su tutto ciò che riguardava il corretto andamento amministrativo dell’Ente”. Ovvero quando Morgera iniziò ad accendere un faro sugli appalti del ‘Sistema Sorrento’.

“Voglio precisare che nel corso di queste attività di controllo sono emersi numerosi abusi edilizi riconducibili anche ai parenti degli amministratori in carica, molti dei quali segnalati proprio da M. S. e che tra l’altro venivano anche denigrati da questi sui social”.

“Credo che questa sua azione – sostiene Morgera – abbia avuto come fine ultimo non solo quello di distrarre l’attenzione dalle sue opere abusive, e di apparire come una persona che ricerca la legalità tant’è che si presenta come responsabile di una associazione di legalità (ne fa il nome, è citata anche nella relazione della commissione d’accesso, ndr)… e che per anni gli hanno consentito di guadagnare credito tra la popolazione, ma anche di colpire determinate figure politiche scomode ad altre persone”.

Morgera lascia cadere una frase che è una mezza bomba: “Tengo a precisare che l’assessore Elvira De Angelis si è dimessa in virtù delle pressioni mediatiche subite da M. S. con ripetuti post sui social per abusi edilizi che interessavano la sua persona”. Furono dimissioni improvvise, nel 2022, e le parole della segretaria generale vanno lette anche alla luce di un’altra sua dichiarazione: “Penso che l’azione di M. S. non era esclusivamente mirata a difendere i suoi interessi, bensì avesse anche uno sfondo politico”. Ed a domanda risponde: “Ritengo che abbia una talpa nel Comune, riesce sempre ad avere informazioni riservate e note solo agli uffici”.

Più o meno per le stesse ragioni anche Cancelmo, colpevole di aver affiancato Morgera nelle attività anticorruzione e di controllo, spiega di essere anche lui ‘vittima’ di M. S. “L’immobile di mia madre è oggetto delle sue continue segnalazioni infondate”. L’avvocato conferma i legami tra il pregiudicato e la politica locale: “Veniva ricevuto dall’ex sindaco Coppola e aveva contatti anche con consiglieri comunali e dirigenti e funzionari comunali”.

Per Cancelmo la tempistica delle persecuzioni di M. S. non era casuale, ed era a difesa del sistema tangentizio messo in piedi da Coppola: “Non appena si dava luogo ad un’attività di verifica di quegli appalti che sono stati poi essere accertati di interesse anche dell’ex sindaco, o in ordine alle attività di demolizione del suo cespite abusivo, si avviavano le azioni di dileggio a mezzo social”.

Coppola è stato arrestato, il commissariamento prefettizio è durato un anno, il ministro Piantedosi ha rigettato la richiesta di scioglimento per camorra, limitandosi a fissare delle prescrizioni. Le elezioni quindi si sono svolte ed è stato eletto un nuovo sindaco, Corrado Fattorusso. Ma Morgera e Cancelmo sono tuttora sotto attacco. Dalla stessa persona, con gli stessi metodi. Nei giorni scorsi il pregiudicato ha persino pubblicato la foto della casa dove vive Cancelmo, con l’ennesima segnalazione del suo presunto abuso edilizio. Le tossine del ‘Sistema Sorrento’ sono ancora in circolo.

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Il Fatto Quotidiano

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