Sinner, Zverev onesto: "Ho avuto fortuna". Anche Alcaraz e Djokovic fuori, c'è chi paragona Sascha a Bradbury
- Postato il 10 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Viva l’onestà. Anche Sascha Zverev ha capito di essere stato baciato dalla buona sorte al Roland Garros. Non capiterà spesso, infatti, di arrivare in fondo in uno Slam senza aver affrontato nessuno degli altri big del circuito ATP. Senza nulla togliere a Flavio Cobolli, che un big ormai lo è a tutti gli effetti e che è destinato a scalare ancor di più le classifiche e a conquistare i titoli che merita, parliamo essenzialmente dei top di oggi, di quelli che di titoli major ne hanno vinti in quantità. Dei dominatori della scena attuale, insomma: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Più Novak Djokovic, ovviamente, un altro che non si può lasciar fuori quando si parla di grandi del tennis.
- Roland Garros, i ko di Alcaraz, Sinner e Djokovic
- Zverev come Bradbury, strada spianata per la vittoria
- L'ammissione di Sascha: "Jannik il migliore di tutti"
Roland Garros, i ko di Alcaraz, Sinner e Djokovic
Il tedesco a Parigi s’è trovato la strada spianata davanti. Un’autentica autostrada verso la finale. A tre o a quattro corsie, per giunta, dove poter correre a manetta. Non ha dovuto faticare troppo, Sascha, per centrare la quarta finale Slam della sua carriera. La prima vinta dopo tre sconfitte, anche se il successo è arrivato dopo un’estenuante battaglia con un indomito Cobolli. Prima dell’inizio del torneo era arrivata l’ufficialità del forfait di Carlos Alcaraz a farlo scalare di una posizione nel seeding, evitando d’ufficio il possibile incrocio con Sinner. Poi proprio Jannik è uscito al secondo turno per le ben note vicende e Djokovic al terzo, eliminato da Joao Fonseca.
Zverev come Bradbury, strada spianata per la vittoria
Un cammino senza ostacoli di rilievo davanti, insomma. Per qualcuno sul web, una cavalcata senza ostacoli veri anche se sarebbe ingeneroso pensarla allo stesso modo soprattutto nei confronti di Cobolli. Non è un caso, comunque, che sui social spesso ci si imbatta in paragoni tra lo Zverev del Roland Garros 2026 e l’australiano Bradbury, l’indimenticabile pattinatore sul ghiaccio che si ritrovò campione olimpico nel 1998 a Nagano solo grazie a una serie incredibile di disavventure avversarie. Di fatto, superando due barrage e vincendo poi la finale in virtù di ruzzoloni e clamorose disgrazie degli altri più quotati concorrenti.
L’ammissione di Sascha: “Jannik il migliore di tutti”
“Fortunatamente non ho giocato contro Sinner a Parigi. Questo non vuol dire che io non voglia sfidarlo, infatti spero di incontrarlo a Wimbledon“, le parole di Zverev al canale ufficiale dell’ATP. “Durante tutto l’anno ho avuto buone sensazioni e ho giocato bene contro tutti tranne che con Jannik“, ha sottolineato con grande franchezza il tedesco, che di Sinner – come peraltro di Cobolli – è amico. “Cosa ha Jannik di diverso? È il migliore. Non ti fa respirare, non ti fa entrare nel match, ti aggredisce velocemente”, ha tagliato corto Sascha, che contro l’azzurro aveva perso a Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid in modo sempre più netto.