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Sinner viaggia verso un altro record, non certo il più bello: se salta anche Shanghai sarà lo stop più lungo in carriera

  • Postato il 26 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Sinner viaggia verso un altro record, non certo il più bello: se salta anche Shanghai sarà lo stop più lungo in carriera

A Pechino ci sono rimasti male per davvero: richieste di biglietti crollate all’istante, svendite su quelli già acquistati nelle scorse settimane. Chiaramente a rimetterci sono più di tutti gli organizzatori, ma che il ginocchio destro di Jannik Sinner si stia rivelando decisamente “bizzoso” agli occhi del grande tennis non è un mistero. Un po’ come il polso destro che ha tenuto fuori per 4 mesi Alcaraz, adesso s’avverte forte il bisogno di ritrovare quel senso della sfida che il 2026 ha un po’ smarrito lungo la via. Perché d’accordo, Zverev ha l’opportunità concreta di salire per la prima volta in carriera alla numero 1, ma in fatto di glamour non può competere con gli altri due dominatori del circuito.

A Pechino era tutto pronto per accogliere Jannik

Così, mentre Alcaraz se la spassa a Londra, mostrandosi finalmente sereno e felice durante il fine settimana della Laver Cup (quasi una gita scolastica, per come la interpretano i contendenti), Sinner alla settimana della moda milanese ha trovato il modo anche per prendersi un po’ gioco di se stesso. Tanto che ad Anna Wintour che gli chiedeva come mai non fosse su un aereo diretto a Pechino il numero 1 del mondo ha risposto ironicamente “beh, me lo so chiedendo anch’io”.

In realtà la risposta Sinner la conosce benissimo, e ormai l’hanno imparata anche gli appassionati. Certo a Pechino il forfait dell’altoatesino ha generato una marea di problemi: rimozione forzata della sua faccia dai cartelloni pubblicitari (praticamente era una città “tappezzata di rosso”), rimozione anche dei tantissimi peluche a forma di volpe rossa che gli organizzatori avevano studiato per generare ulteriori ricavi (comunque l’associazione era perfetta: magari replicarla in Italia non potrebbe essere una buona idea?…).

Chissà se anche a Shanghai avessero avuto la medesima idea: il Masters 1000 cinese aprirà i battenti il 7 ottobre, quasi sicuramente senza Sinner, che la trasferta asiatica la salterà in toto. In tal caso, meglio pensare a un peluche alternativo a tema spagnolo o tedesco.

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Ipotesi rientro: l’Arabia oppure direttamente Vienna

Il programma di fine stagione di Jannik è oggettivamente un rebus, chiaramente tutto legato a quella che sarà l’evoluzione del problema al ginocchio. La logica indicherebbe proprio nella rinuncia ai tornei asiatici il dazio da pagare. Da capire semmai se Sinner abbia intenzione di volare in Arabia Saudita per la terza edizione del Six Kings Slam, che oltre a rimpinguare adeguatamente il conto in banca è pur sempre una vetrina mondiale di grosso valore. E non avendo implicazioni legate al ranking, magari potrebbe essere individuata come un ottimo test di rientro dopo tre mesi di lontananza dai campi (si gioca dal 21 al 24 ottobre).

Due giorni dopo a Vienna scatta l’ATP 500 che per Sinner ha un valore anche affettivo (è praticamente il torneo “di casa”, essendo quello che si gioca più vicino a San Candido) e che in qualche modo sembrerebbe essere il torneo ideale per tornare a giocare nel circuito, posto alla vigilia dell’ultimo Masters 1000 a Parigi-Nanterre e alle Nitto ATP Finals di Torino. Questi ultimi due appuntamenti sono chiaramente quelli fissati in cima all’elenco degli “imperdibili”, con sullo sfondo la possibilità di giocare a Bologna la Final 8 di Davis Cup (ad oggi, impossibile fare previsioni).

Sinner e quel fastidioso record di assenza dai campi

Sinner a Milano s’è mostrato comunque sereno e rilassato, scherzando anche con Aryna Sabalenka quando gli ha fatto notare che “se non dovessi essere pronto per gennaio sarebbe un bel problema…”. Con la bielorussa l’altoatesino potrebbe presto condividere la discesa dal trono ATP, visto che Sabalenka è stata recentemente scalzata da Elena Rybakina (e Zverev potrebbe fare altrettanto con Jannik, ma solo vincendo sia a Pechino che a Shanghai, anche se poi negli ultimi due mesi avrebbe 2.070 punti in meno da scartare…).

Intanto però un dato è pressoché certo: quello che sta per materializzarsi rischia di diventare il periodo più lungo di assenza dai campi da gioco della carriera dell’italiano. Attualmente il primato è rappresentato dai 104 giorni intercorsi tra la finale degli Australian Open 2025 contro Zverev e il debutto agli Internazionali d’Italia 2025 contro Navone, dovuti alla sospensione per il caso Clostelbol. Se Sinner dovesse rientrare a Vienna (che scatta il 26 ottobre), lo farebbe almeno a 105 giorni dalla finale di Wimbledon dello scorso 13 luglio.

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Virgilio.it

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