“Sinner salta gli Us Open, perché dovremmo stupirci? Nessuno lo vede su un campo da tennis da tempo. I recuperi dagli infortuni non si risolvono con i condizionali”: così Paolo Bertolucci
- Postato il 21 agosto 2026
- Tennis
- Di Il Fatto Quotidiano
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La decisione di Jannik Sinner di rinunciare agli Us Open non rappresenta una sorpresa secondo Paolo Bertolucci. L'ex tennista italiano sottolinea come il campione altoatesino sia assente dalle competizioni da diverse settimane, concentrato esclusivamente su terapie e recupero fisico piuttosto che su allenamenti specifici. Bertolucci evidenzia che il rientro agonistico richiede ben più che semplici intenzioni: serve effettivo lavoro sul campo per ritornare a competere ai massimi livelli.
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La rinuncia di Jannik Sinner agli Us Open fa rumore, ma per Paolo Bertolucci non dovrebbe sorprendere nessuno. La leggenda azzurra lo dice senza giri di parole in un’intervista a Repubblica: “Perché dovremmo stupirci? Nessuno lo vede su un campo da tennis da tempo. Niente allenamenti, solo terapie. E se non stai ore e ore a spingere come un dannato non puoi andare a New York”. Il numero uno al mondo ha deciso di non rischiare con il problema al ginocchio destro che lo aveva già costretto a saltare Montreal e Cincinnati: dopo essere tornato in campo negli ultimi giorni a Monte Carlo, lui e il suo staff hanno capito che serve ancora tempo per recuperare. Per Sinner è il primo forfait in uno Slam della carriera.
Per Bertolucci, dunque, la decisione è la conseguenza più logica di settimane senza un vero lavoro sul campo: “Se si fosse allenato come un matto, non dico da luglio, da Wimbledon, ma anche negli ultimi 10 giorni con ore di campo, di tennis, di palestra capirei lo stupore. Ma così, no. È fermo e non riesce a essere al massimo: era prevedibile che rinunciasse”. E a New York, sostiene, non avrebbe senso presentarsi a mezzo servizio: “Se non sei al 100% a New York che ci vai a fare? Il turista? Gli Us Open non sono uno scherzo, ci vai se sei in condizione”.
Il punto, adesso, è non trasformare ogni possibile data di rientro in una certezza. “I recuperi dagli infortuni non si risolvono con i condizionali. Sono lunghi, lo sport è questo, è fatto anche di stop e di rinunce. Lui e il suo staff sanno come comportarsi, conoscono loro l’entità del problema, è inutile che adesso immaginiamo noi un percorso”. Per questo Bertolucci frena anche sull’obiettivo indicato dal team, che punta alla trasferta asiatica: “Ora aspettiamo prima di dire che parteciperà ai tornei di Pechino e Shanghai. Nelle prossime settimane dovrà verificare se riesce a riprendersi”.
Lo stesso Bertolucci, parlando all’Adnkronos, invita alla prudenza sui tempi: “Starà al suo staff dire quali saranno i tempi di recupero, speriamo di rivederlo presto in campo”. La sua assenza pesa anche perché cancella un altro possibile capitolo della rivalità con Carlos Alcaraz. “Pesa molto, a livello mondiale. Lo sport ormai è sempre più fisico, agli atleti si chiede sempre di più. Soprattutto nel tennis, in cui non c’è la riserva, gli infortuni sono dietro l’angolo. Draper è fuori da un anno, idem Rune. Alcaraz rientrerà proprio ora a New York dopo quattro mesi di stop, speriamo di rivedere presto in campo anche Jannik per il finale di stagione indoor”.
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