Sinner: “Quando vedo cose sulla mia famiglia mi dà un po’ fastidio. Provo a proteggerla, loro non cercano attenzioni”
- Postato il 12 maggio 2026
- Tennis
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Il successo non mi ha cambiato e non ha cambiato nemmeno la mia famiglia, sono persone normalissime”. In questi giorni al Foro Italico Jannik Sinner sta toccando con mano l’esplosione definitiva della sua popolarità in Italia. Il popolo del tennis, sempre più numeroso, vive con spasmodica attesa la sua avventura agli Internazionali 2026, con la grande speranza di vedere nuovamente un tennista italiano trionfare a Roma 50 anni dopo Adriano Panatta. La pressione e le attenzioni sono a livelli mai visti.
Sinner però lo sa. Anzi, non è mai scappato dalle aspettative. “Credo che tutto questo sia una cosa bella, non è arrivata per caso ma è cresciuta nel corso del tempo”, ha spiegato il numero 1 al mondo in conferenza stampa. “Penso sia cambiato tutto quando ho vinto il primo Slam in Australia, da quel momento è cambiata anche un po’ l’attenzione dell’Italia”, ha aggiunto l’altoatesino. Tutti si attendo da lui il trionfo, ma non è un problema: “Io sto vivendo tutto in maniera molto naturale, pensando a me stesso insieme al mio team”.
Sinner ammette invece che la fama può diventare un fastidio quando coinvolge chi gli sta intorno. A Roma, ad esempio, ci sono anche papà Hanspeter e mamma Siglinde. Ormai sono delle star anche i genitori di Sinner: “Provo però a proteggere la mia famiglia, che per me è la cosa più importante. Quando vanno su di me nessun problema, invece quando vedo cose sulla mia famiglia mi dà un po’ fastidio perché so che sono persone che non cercano l’attenzione“, ha sottolineato il numero 1 al mondo sempre in conferenza stampa.
Un messaggio chiaro: la sua sfera privata è il limite che Sinner non ha mai permesso a nessuno di oltrepassare. Per il resto, in campo, finora è riuscito a gestire tutto alla perfezione: “Sto cercando di controllare quello che posso controllare, ogni giocatore è diverso e devi preparare bene mentalmente la partita, devi essere sul pezzo, altrimenti fai fatica ad uscirne. Io sto pensando più al mio lavoro, perché appena hai un attimo di crisi in campo, poi non ne esci più e sto cercando di evitarlo“. Sinner ricorda poi come agli Internazionali stia facendo bene tutto il movimento azzurro: “Mi stupisco sempre che ci sia così tanta gente a seguirmi, ma penso che sia una cosa positiva. Non ci sono solo io, ci sono Cobolli, Musetti e tanti altri che stanno facendo cose positive e cercando di portare l’Italia più in alto possibile“.
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