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Sinner, oltre l’infortunio c’è un problema di comunicazione: il silenzio è assordante, perché l’appello di Barazzutti è rimasto inascoltato

  • Postato il 3 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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Sinner, oltre l’infortunio c’è un problema di comunicazione: il silenzio è assordante, perché l’appello di Barazzutti è rimasto inascoltato

Il tennis da sempre segue una strada decisamente diversa rispetto agli altri, soprattutto se confrontata con gli sport di squadra. Se nel calcio le comunicazioni sugli infortuni sono spesso tempestive e dettagliati, nel mondo della racchetta si preferisce un percorso diverso, che spesso resta molto sul vago. Lo si fa per rispetto della privacy e forse anche per non concedere armi ai propri rivali, ma forse nel caso di Jannik Sinner e del suo infortunio al ginocchio, il silenzio è andato un po’ troppo oltre.

L’infortunio di Jannik e la strategia del silenzio

L’ultima volta in campo risale al 12 luglio, sono passati quasi tre mesi da quando Jannik Sinner sull’erba inglese ha conquistato l’unico slam della sua stagione e il suo secondo in Inghilterra. In quel momento, con l’esultanza quasi liberatoria, il numero 1 del mondo sembrava scrollarsi di dosso le ansie seguite a Parigi quando quel crollo fisico contro l’argentino Cerundolo aveva fatto preoccupare tutti. In pochi si sarebbero mai aspettati che il momento più difficile della carriera del tennista italiano doveva cominciare. Anzi da quel momento è cominciato il conto alla rovescia per rivederlo in campo: Canada, Cincinnati, gli US Open…invece sono arrivati una serie infinita di forfait, spesso annunciati all’ultimo minuto.

Con il passare dei giorni cominciano i dubbi, soprattutto quando arrivano le rinunce ai tornei che precedono lo slam americano. Comincia a emergere un problema al ginocchio ma sulla sua natura non c’è nessuna certezza, arrivano solo rinunce in serie: prima al tour nordamericano, ora a quello asiatico. In mezzo la scelta di un silenzio totale sulle condizioni del numero 1 al mondo.

Il problema di comunicazione

I tennisti non amano condividere troppo quando si parla di infortuni, ci sono tanti fattori da considerare ma forse nel caso di Jannik Sinner, la scelta di rimanere in totale silenzio sull’infortunio al ginocchio ha preso una piega sbagliata. La sensazione è che quando è emersa la problematica si pensava a un infortunio di poco conto, che poi si è trasformato in qualcosa di più. Ma la strategia non è cambiata, comunicazioni stringate e nessuna chiarezza su quello che sta succedendo. Nel corso degli ultimi mesi si è andati avanti a suon di rivelazioni strappate, indiscrezioni su visite in un ospedale piuttosto che in un altro, foto sui social che nascondevano indizi (come nel caso di Lione). Sinner ha di fatto rinunciato a prendere in mano la narrazione su quanto stava avvenendo, lasciandola di fatto a speculazioni e voci più o meno accertate.

L’appello di Barazzutti rimasto inascoltato

In questi lunghi mesi in attesa di una notizia ufficiale, la voce di Corrado Barazzutti è stata quella che si è esposta con chiarezza e decisione. L’ex eroe di Davis nel corso di un’intervista a Tuttosport si è esposto proprio sul tema della comunicazione: “Quello che mi chiedo è perché non si possa fare un comunicato per dire: questo è il problema. Capisco la privacy ma parliamo del numero 1 del mondo, e un comunicato chiamato avrebbe dato un’idea a tutti, anche per evitare speculazioni”. Appello rimasto inascoltato almeno al momento e che nelle ultime ore mette in evidenza il vero errore del team di Sinner.

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Virgilio.it

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