Sinner e Alcaraz snobbati da Safin, il coach di Rublev al veleno: “Altro che Nadal e Djokovic. Sembra quasi ridicolo”
- Postato il 12 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Marat Safin accende il dibattito sul tennis contemporaneo, sostenendo che il livello competitivo attuale sia inferiore rispetto all'era dominata da Nadal e Djokovic. L'ex campione russo ritiene che Sinner e Alcaraz non avrebbero raggiunto le vette della classifica mondiale se confrontati con i campioni del passato. Le dichiarazioni hanno generato polemiche nel mondo del tennis professionistico, sollevando interrogativi sulla qualità del gioco moderno e sul valore dei ranking attuali.
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Parole destinate a far discutere. Alla vigilia della finale di Wimbledon tra Sinner e Zverev a sollevare un nuovo polverone ci pensa un po’ a sorpresa Marat Safin che demolisce senza mezzi termini la rivalità tra Jannik e Carlos Alcaraz. Il suo intervento in un podcast russo rischia di sollevare un polverone, anche perché ora Safin è pienamente coinvolto nel circuito come allenatore di Andrey Rublev.
Sinner-Alcaraz e il livello del tennis
I paragoni con le epoche passate sono all’ordine del giorno in ogni sport. E forse nel tennis più che mai. L’arrivo sulla scena, già da qualche anno, di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz ha scatenato la discussione e i confronti su quella che molto ritengono l’era d’oro del tennis mondiale, quella segnata da Federer, Nadal, Djokovic (ma anche da Murray). E Safin nel corso di un intervento in un podcast russo sembra avere un’opinione molto precisa: “Contro di loro probabilmente avrei perso ma non li vedo com e giocatori spaventosi. Non sono affatto come Federer. Quello di Roger è un livello completamente diverso e per arrivarci devono crescere ancora molto. Non voglio sminuire nessuno ma è il mio modo di vedere le cose”.
Il paragone con i Big 3
L’ex tennista russo sembra avere un’idea molto precisa del livello del tennis in questo momento e il paragone con i Big 3 è impietoso: “Se Sinner e Alcaraz avessero giocato ai tempi di Nadal e Djokovic non sarebbero stati numero 1 e 2 del mondo. Ma neanche se avessero giocato nei primi anni del 200. Non credo che sarebbero arrivati a quel livello. Il livello del mondo del tennis è sceso, non so perché sia così ma non è più lo stesso. Prima c’erano 30-40 giocatori che erano in grado di giocare un tennis straordinario. Ora al massimo ce ne sono dieci. Arrivano alle semifinali senza perdere nemmeno un set e questo mi sembra quasi ridicolo”.
L’impegno con Rublev
Per molti Marat Safin rimane un tennista di culto grazie al suo carisma, al suo tennis ma anche a qualche scenata di troppo in campo. La sua vittoria agli US Open del 2000 rimane un’impresa memorabile quando a soli 20 anni riesce a vincere la finale a New York con una prestazione dominante contro Pete Sampras. Dopo una carriera conclusa molto presto (a soli 29 anni), Safin ha fatto il suo ritorno nel mondo del tennis nelle vesti di allenatore accettando di diventare l’allenatore di Andrey Rublev, giocatore che per molti verso lo ricorda.