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Sinner e Alcaraz, l'alternanza ristretta al vertice non convince: nuova frecciatina di Toni Nadal, che prevede il ritiro di Djokovic

  • Postato il 22 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Sinner e Alcaraz, l'alternanza ristretta al vertice non convince: nuova frecciatina di Toni Nadal, che prevede il ritiro di Djokovic

Se si esclude la vittoria di Alexander Zverev al Roland Garros, arrivata in un torneo che di fatto sotto molti aspetti ha rappresentato una vera e propria eccezione, a partire dal 2024 Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno dominato il circuito maschile, conquistando tutti i tornei dello slam, facendo incetta di titoli Masters 1000 e alternandosi in vetta al ranking senza che nessun’altra riuscisse ad avvicinarsi. Un dominio che però secondo Toni Nadal sarebbe favorito da un circuito meno competitivo e dall’assenza di reali rivali come quelli che un tempo davano filo da torcere ai vari Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic.

Toni Nadal contro il circuito maschile

Da tempo nel tennis maschile si ha la sensazione che la distanza tra i migliori giocatori del circuito (a eccezione di Sinner e Alcaraz) e quelli un po’ più indietro in classifica si sia molto assottigliata, tanto che non sorprende nemmeno più vedere un top-10 venire sconfitto da uno fuori dai primi 50 della classifica ATP, come accaduto per esempio in occasione dell’ultimo Roland Garros. Una caratteristica che secondo alcuni è sintomatica dell’aumento della competitività nel tennis maschile, ma che secondo altri invece testimonia un livello sempre più basso rispetto al passato, come nel caso di Toni Nadal, che in un intervento a ESPN si è detto molto critico con il tennis attuale:

È chiaro che Alcaraz è un tennista molto completo e brillante, e che Sinner ha un controllo totale della palla, ma prima era un piacere vedere giocare altri uomini come Murray, Berdych, Ferrer, Del Potro. Non perdevano mai contro qualcuno inferiore a loro, li vedevi sempre nei quarti di finale. Ora puoi vedere un top 10 perdere contro il numero 90 del mondo, e a me questo non piace”.

Ennesima frecciatina al dominio di Sinner e Alcaraz

Quella dello zio di Rafa sembra, oltre a una critica al tennis moderno, anche una nuova frecciatina a Sinner e Alcaraz. Già in passato infatti Toni Nadal – e altri, tra cui l’ex n°5 ATP Jo-Wilfried Tsongaavevano sminuito il dominio di Jannik e Carlos, insinuando che rispetto ai predecessori Federer, Nadal e Djokovic l’azzurro e lo spagnolo abbiano meno rivali all’altezza in grado di impensierirli e dunque vita più facile a imporsi nei vari tornei. Opinioni che avevano inevitabilmente scatenato varie reazioni e che sembrano essere un po’ figlie anche della nostalgia per il periodo dei Big3 che, in un modo o nell’altro, li ha visti protagonisti.

Toni Nadal manda in pensione Djokovic

Era dei Big3 che piano piano si avvia a scomparire definitivamente dal circuito maschile, visto che l’unico rappresentate rimasto in attività, Djokovic, ha compiuto da un mese 39 anni. Nonostante l’età che avanza, i dolori fisici e i risultati in campo che inevitabilmente non sono più paragonabili a quelli di un tempo Nole non ha ancora parlato di ritiro, arrivando anzi tempo fa a dichiarare che gli piacerebbe salutare il tennis in occasione delle Olimpiadi di Los Angeles 2028.

Secondo Toni Nadal però questa in corso sarà l’ultima stagione da professionista di Nole, che poi appenderà la racchetta al chiodo: “Sta competendo per cercare di vincere un altro Grande Slam; altrimenti, qual sarebbe l’interesse per un giocatore che ha già vinto tutto? Per questo motivo penso che stiamo assistendo alla sua ultima stagione. Prima di Roland Garros mi chiesero se vedessi Djokovic vincere il torneo, e risposi di no; non perché non lo consideri abbastanza bravo, ma perché gli anni passano. Quando devi giocare ogni due giorni e in partite al meglio dei cinque set, la ripresa non è più la stessa. Il movimento non avviene nello stesso modo, arrivi un po’ in ritardo, e tutto questo si riflette nel gioco”. Previsione che solo il tempo ci potrà dire se si realizzerà o meno, ma già in passato altri avevano mandato precocemente in pensione Nole, il quale sembra ringalluzzirsi ogni volta che qualcuno lo dà per finito.

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Virgilio.it

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