Sinner: Djokovic, Federer e Nadal sarebbero andati a Montreal per il record dei Masters, ma il ritiro di Jannik è colpa dell’ATP
- Postato il 31 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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La decisione di Jannik Sinner di non prendere parte all’Open del Canada rinunciando così a non provare a conquistare tutti e nove i Master 1000 nella stessa stagione dopo aver vinto i primi cinque dell’anno ha acceso un vero e proprio dibattito e attirato critiche al numero 1. A impedirgli di raggiungere un incredibile traguardo mai riuscito a nessuno prima sono state alcune decisioni fatte negli ultimi anni dall’ATP, che stanno complicando la vita ai giocatori e ai tornei stessi.
- Il motivo dietro la scelta di Sinner
- Se Sinner si è ritirato da Montreal è colpa soprattutto dell’ATP
- Djokovic, Federer e Nadal avrebbero cercato il record dei Masters, ma erano altri tempi
- Trovare una soluzione per l’ATP non sarà facile
Il motivo dietro la scelta di Sinner
Dopo aver disputato e vinto tutti i primi cinque Masters 1000 della stagione Sinner ha deciso di non prendere parte a quello di Montreal che prenderà il via i primi giorni di agosto. Una decisione che era nell’aria e con ogni probabilità collegata anche a quanto successo circa due mesi fa al Roland Garros, quando dopo aver disputato una serie di 30 partite in poco più di 70 giorni ha subito un tracollo improvviso al 2° turno dell’Open di Francia.
Memore della disavventura parigina infatti Jannik ha deciso di non sottoporsi a un ulteriore tour de force che lo avrebbe portato a disputare – nel migliore (ma anche più probabile) dei casi – 19 partite in 40 giorni, preferendo concentrare le proprie energie fisiche e mentali su quello che è il suo obiettivo principale, ovvero lo US Open, e per il Masters 1000 di Cincinnati, che gli sarà utile anche in preparazione dell’ultimo slam dell’anno.
Se Sinner si è ritirato da Montreal è colpa soprattutto dell’ATP
Il fatto di aver rinunciato a realizzare un’impresa storica come quella di vincere tutti e nove i Masters 1000 nella stessa stagione ha fatto storcere il naso a molti appassionati e addetti ai lavori. A spingere Sinner in questa direzione è stato però, in un certo senso, l’ATP, quell’ATP che tanto vorrebbe avvicinare il blasone dei Masters 1000 (fiore all’occhiello del circuito escluse le Finals di fine anno) ai tornei dello Slam, ma che con le sue regole sembra aver ottenuto l’effetto contrario.
La scelta di allungare i Masters a due settimane (mentre prima ne duravano tendenzialmente solo una) ha finito infatti per sfavorire i top player (quasi tutti molto critici con questo nuovo formato e col calendario), congestionando ulteriormente un calendario di per sé già estremamente fitto e portando i migliori giocatori del circuito a rinunciare sempre più spesso ai Masters 1000, che si ritrovano così impoveriti di talenti e potenziali protagonisti e quindi meno appetibili per pubblico e sponsor.
L’allungamento dei tornei infatti obbliga i migliori giocatori a disputare più partite per vincere il trofeo e a rimanere più a lungo lontano da casa, situazione che finisce con lo stancare maggiormente i tennisti nonostante rispetto a prima abbiano più tempo a disposizione tra un match e l’altro. Il tutto per avvicinare i Masters 1000 al formato degli slam, che appunto durano due settimane e prevedono un totale di sette incontri (nei tornei ATP le teste di serie però sono esentate dal disputare quello di primo turno).
Djokovic, Federer e Nadal avrebbero cercato il record dei Masters, ma erano altri tempi
Con ogni probabilità, se Sinner si fosse trovato in questa stessa situazione ma dieci o venti anni fa, non si sarebbe ritirato da Montreal e avrebbe provato a vincere tutti i Masters 1000 nella stessa stagione. Col vecchio formato dei tornei Jannik avrebbe infatti avuto circa dieci giorni in più di riposo dopo Wimbledon e meno partite alle spalle durante l’anno.
Insomma, se Djokovic, Federer e Nadal nel loro prima avessero vinto i primi cinque Masters 1000 della stagione quasi sicuramente avrebbero provato a realizzare un’impresa che, forse, prima di Sinner nessuno aveva nemmeno osato immaginare. Ma lo avrebbero fatto solamente perché il calendario glielo avrebbe concesso, come dimostra anche la loro carriera. Prendendo in esame le stagioni migliori dei Big3 (ed escludendo quelle in cui magari erano in là con gli anni e avevano bisogno dunque di maggiore riposo) si nota come Roger (per cui la programmazione intelligente era un dogma) abbia disputato tutti i nove Masters 1000 in tre diverse stagioni, Rafa in quattro e Nole ben in sei, il tutto mentre Sinner e Alcaraz non lo hanno mai fatto nel corso delle loro carriere, per molti aspetti paragonabili a quelle dei Big3 da giovani. Un dato che non può essere figlio del caso, ma che evidenzia come il calendario di oggi sfavorisca questo genere di imprese.
Trovare una soluzione per l’ATP non sarà facile
Trovare una soluzione per l’ATP non sarà facile. Se da un lato è vero che questo nuovo formato non piace ai top player, dall’altro va evidenziato come l’allungamento a due settimane abbia aumentato i ricavi dei tornei, cosa che ha permesso di distribuire i premi dei Masters 1000 a più giocatori (sempre comunque quasi tutti tennisti della top-100). Il crescente numero di forfait, alcuni dovuti agli infortuni (anch’essi causati spesso dall’ingente sforzo fisico richiesto dal fittissimo calendario), da parte di top player da questi eventi rischia però di svalutare i Masters, rendendoli dunque sempre meno interessanti per pubblico, televisioni e sponsor, un aspetto che a lungo andare potrebbe anche comportare un calo delle entrate.
Dovrà essere brava l’ATP ha trovare un compromesso che accontenti e faccia gli interessi di tutti, magari accorciando la lunga stagione, riducendo il numero di Masters di due settimane o rivedendo la distribuzione di alcuni eventi, tenendo in considerazione che tra qualche anno i “1000” in calendario dovrebbero diventare dieci.