Sinner a Roma per chiudere il cerchio del Golden Masters, ma il record non cancellerebbe l’invidia per Alcaraz
- Postato il 5 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Dalla sua prima vittoria in un 1000 alla possibilità di diventare il secondo giocatore di sempre dopo Novak Djokovic (e il più giovane) a completare il Career Golden Masters. A distanza di sette anni dal suo esordio agli Internazionali d’Italia Jannik Sinner si presenta a Roma con la possibilità di chiudere il cerchio dei Masters 1000 stabilendo un incredibile record, che però non cancellerebbe il sentimento di lontananza fisica della famiglia durante la stagione.
- Sinner a Roma, dalla prima vittoria in un 1000 alla possibilità di completare il Career Golden Masters
- Le difficoltà di crescere lontano dalla famiglia
- Sinner: “Vorrei stare più con la mia famiglia, come Alcaraz”
Sinner a Roma, dalla prima vittoria in un 1000 alla possibilità di completare il Career Golden Masters
Sette anni fa a Roma, grazie a una wild card concessagli dagli organizzatori, Sinner faceva il suo esordio in un Masters 1000 battendo Steve Johnson (al quale aveva anche cancellato anche un match point) diventando a 17 e 8 mesi l’italiano più giovane di sempre a vincere un match in un torneo di questa categoria.
Oggi Jannik invece si presenta agli Internazionali d’Italia con la possibilità di chiudere il cerchio dei Masters 1000 e stabilire un record impressionante. Nel corso di questi sette anni infatti Sinner è letteralmente esploso, diventando il dominatore incontrastato del circuito maschile insieme al rivale Carlos Alcaraz e conquistando la bellezza di otto distinti tornei Masters 1000 su nove.
L’ultimo mancante nel palmares di Jannik? Proprio quello di Roma, dove sette anni dopo la sua prima a partita vinta in un 1000 può chiudere il cerchio e diventare il secondo giocatore di sempre a completare il Career Golden Masters (ovvero vincere tutti e nove i tornei di questo livello) dopo Djokovic, che però ci riuscì a 31 anni, mentre l’azzurro potrebbe farcela prima di raggiungere il quarto di secolo.
Le difficoltà di crescere lontano dalla famiglia
I successi e i record di Sinner non sono però arrivati senza sacrifici, sacrifici che Jannik ha dovuto compiere sin da giovane, decidendo di lasciare casa per inseguire il suo sogno, una scelta complicata da fare e da gestire, come ha spiegato lo stesso numero 1 del mondo nella conferenza stampa post vittoria a Madrid:
“Mi considero davvero fortunato. Quando avevo 13 anni, ho scelto di allontanarmi da casa per provare a diventare un tennista professionista. Non è stato facile gestire quella situazione per la mia famiglia, soprattutto per mia madre, che avrebbe voluto avermi accanto. Non è stato semplice neanche per me, ma è stata sicuramente più dura per i miei genitori che avrebbero voluto vedermi crescere”.
Sinner: “Vorrei stare più con la mia famiglia, come Alcaraz”
E proprio la distanza e la lontananza della famiglia è uno dei temi che più spesso ritornano nelle dichiarazioni di Sinner, che vorrebbe riuscire a passare più tempo con i propri parenti e genitori, anche quando è in giro per il mondo per disputare i suoi tornei, un po’ come riesce a fare ad esempio Alcaraz, per il quale inevitabilmente potrebbe provare un po’ di invidia da questo punto di vista. Un’invidia umana, che non potrebbe essere cancellata dall’ennesimo record:
“Vorrei stare di più con loro, così come con i genitori di mia madre, che sono ancora entrambi vivi. Mi piace vedere Carlos Alcaraz che viaggia insieme alla sua famiglia nella maggior parte dei tornei, è molto bello. Quando una persona viene a mancare, ti penti di non averci passato più tempo assieme. Mia madre e mio padre sono una fonte di ispirazione per me e cerco di essere un po’ come loro, così ho la certezza di essere una brava persona”.