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Sicurezza nel centro storico, associazioni e comitati in subbuglio. Viscogliosi: “Abbiamo messo tutto in campo”

  • Postato il 10 giugno 2026
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  • Di Genova24
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Sicurezza nel centro storico, associazioni e comitati in subbuglio. Viscogliosi: “Abbiamo messo tutto in campo”

Genova. L’escalation di fatti di cronaca legati ad aggressioni e spaccio nel centro storico di Genova sta alimentando il dibattito non solo nelle sedi istituzionali, con una parte del consiglio comunale di Genova dedicato alla sicurezza, ma anche a livello di abitanti e cittadini che sono impegnati da anni nel tenere vive zone dei caruggi strappandole al degrado. Non senza polemiche.

C’è chi ritiene sia necessario accelerare su un coordinamento vero tra istituzioni e associazioni che vivono il territorio privilegiando spazi fisici: è il caso, per esempio, dell’Associazione Ama, Abitanti della Maddalena, i cui soci-abitanti, volontari, organizzano iniziative e tengono aperto lo spazio culturale di via della Maddalena 48a tre giorni a settimana.

Dopo la giornata di ieri, 9 giugno, purtroppo ricca di fatti di cronaca negativi legati alla violenza nel centro storico, l’Associazione è intervenuta in modo duro evidenziando che tutto ciò che è stato fatto in ottica repressiva non ha funzionato: “A cosa serve la Bossi Fini? A cosa sono serviti i pattuglioni di Bucci? A cosa è servito cospargerci di telecamere in tutto il centro storico? Noi lo diciamo da tempo e continuiamo a ripeterlo, A niente“. Scrive su Facebook l’associazione.

“Si sapeva benissimo e quel che dovevamo dire in questi anni l’abbiamo già detto e siamo chiaramente anche un po’ stufi di ripetere ogni volta sempre le stesse cose in ogni sede ma lo rifacciamo. Serve un accordo coordinato tra le istituzioni prefettura, questura, Comune di Genova, Regione Liguria, perché per ora non esiste. Non c’è. Punto. È inutile che stiamo a raccontarci storie”.

Secondo l’Associazione “Serve che in questo coordinamento vengano ascoltate le associazioni e i soggetti esperti e super partes e quindi ne consegue che vanno momentaneamente limitati i comitati che si occupano di cose spiccie e che si concentrano solo nella pratica costante di confondere con reazioni di pancia che rischiano di mettere a rischio un tessuto sociale già abbondantemente mortificato e sfibrato.
Servono spazi culturali fisici ma soprattutto umani che prendano in carico i soggetti fragili”.

Arianna Viscogliosi, assessora alla Sicurezza del Comune, replica “Ogni settimana incontriamo il questore e segnaliamo le situazioni più problematiche. Abbiamo messo tutto in campo”. La situazione nel centro storico a livello di sicurezza soffre di problematiche diverse: “Nella Maddalena c’è abuso di alcol, prostituzione e malavita, mentre in zona Darsena-Prè lo spaccio e il consumo di crack sono il principale problema”, afferma Viscogliosi. Il crack rende le persone aggressive e il caso per esempio dell’aggressione di ieri alla turista in coda per la focaccia ne è stato un esempio. “La questione, lo dice sempre la collega Cristina Lodi, è legata all’assenza di presa in carico sanitaria da parte della Regione, serve un primo presidio che si occupi di queste persone”. Ma una maggiore presenza delle forze dell’ordine è la richiesta di tanti abitanti e commercianti.

Nel 2024 Raffaella Paita (Iv) aveva chiesto l’aiuto dell’esercito per il centro storico dopo un accoltellamento in Sottoripa e l’idea, non condivisa da tutte le forze politiche della maggioranza Salis, è tornata in auge in queste settimane proprio nei tavoli istituzionali di confronto sulla sicurezza per un maggiore presidio alla luce delle carenze di personale delle forze dell’ordine evidenziate ieri anche dalla stessa sindaca. La potenziale diversità di vedute, tema spinoso nel campo largo, non a caso è stata sottilineata ieri dall’opposizione in consiglio comunale ieri durante la discussione di un odg sulla sicurezza.

L’invito di Viscogliosi è di non soffiare sul fuoco in una situazione già di per sé molto difficile. La situazione più esplosiva in questo momento è in zona Prè-Darsena dove agisce il Comitato Diritti & Legalità, tra i più attivi in questi ultimi mesi, formato da abitanti e commercianti della zona. Il Comitato raccoglie sui social immagini e video che mostrano una quotidianità fatta di degrado: “La domanda è sempre la stessa: fino a quando dovremo considerare normale ciò che normale non è?” è il grido di allarme del comitato. “Non si tratta più di episodi isolati, ma di un degrado che si ripresenta con una frequenza tale da trasformare l’eccezione in abitudine. E quando una città si abitua a questo, ha già perso qualcosa. Chi amministra continui pure con tavoli, focus e dichiarazioni. I cittadini, invece, continuano a fare i conti con la realtà: sporco, incuria e una qualità della vita che peggiora giorno dopo giorno. La Darsena merita di meglio. Genova merita di meglio”.

“Fate presto per favore, così non si può vivere” è il grido di Christian Spadarotto, presidente dell’Associazione via del Campo e Caruggi, che commenta: “Da una parte leggo che è colpa di chi governa ora, dall’altra che è colpa di chi ha governato prima. Ogni santissimo giorno niente di nuovo, sempre la stessa nenia mentre qui ci si scanna. Sterili diatribe politiche di bassissimo livello che diventano un mezzo per racimolare consensi. Alla seconda riga ci si è già dimenticati del problema concreto perche l’importante è continuare ad attaccare o difendersi: alla faccia del fottuto populismo, a me interessano i like. Allora forse vale la pena comunicarvi nuovamente che siamo in grande sofferenza, da tanti anni, così vi mettete il cuore in pace da una parte e dall’altra. La violenza è in continuo aumento e abbiamo un disperato bisogno di quella politica sana che decida di fare qualcosa di concreto per quel territorio che dovrebbe gestire. Penso che sia venuto il tempo di esercitare pragmaticamente la vostra funzione. Penso che sia venuto il tempo di prendere coscienza della gravità della situazione perchè la prossima vittima in questo contesto potrebbe esserci ogni giorno”.

Di sicuro i cittadini volenterosi che si impegnano in prima persona in modo concreto possono essere un aiuto, ma solo se l’azione è coordinata, sostenuta e continuativa.

Che cosa ha funzionato in passato, lo sostiene Andrea Piccardo, titolare di Mielaus e segretario dell’Associazione Ama, è stato il patto per lo Sviluppo della Maddalena: “La confisca Canfarotta è stata frutto di coordinamento e ascolto. Noi sappiamo quello che succede in zona. Questo ascolto ha iniziato una china discendente nel periodo del sindaco Doria ed è proseguito sinora”. Piccardo fa un esempio di come alcune segnalazioni restino di fatto inascoltate anche davanti all’evidenza: un appartamento in cui vivono dei rider ha rischiato di esplodere per accumulo di gas da una bombola in un’intercapedine costruita abusivamente. L’intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato il peggio, ma la situazione è rimasta comunque la stessa, con persone sfruttate che mettono a rischio il quartiere intero.

Ama è un faro nel buio che è diventato negli anni una biblioteca di quartiere e sede di incontro con scrittori genovesi. La biblioteca vive di donazioni e si può scegliere un libro a prestito (non è necessario essere soci, ma il libro va riportato entro un mese) oppure prendere un libro a scambio/offerta libera: quest’ultima possibilità permette di arricchire di sempre nuovi titoli lo scaffale del prestito della Biblioteca e di contribuire alle spese di gestione (affitto e bollette sono a carico dei volontari).

Il lunedì dalle 15 alle 17 la sede di via della Maddalena 48a ospita per esempio 52 gomitoli, gruppo di persone a cui piace lavorare a maglia e all‘uncinetto.

L’associazione promuove anche il mercatino dell’usato Repessin (l’ultima edizione a fine maggio ha avuto un grande successo), ma anche iniziative nel corso dell’anno: ad aprile una rassegna dedicata alla Resistenza, la scorsa estate la presentazione di libri all’aperto in varie piazze.

I cittadini del comitato Giardini Malinverni, per esempio, stanno animando il parco pubblico poco sopra la stazione Principe. Grazie alle persone che hanno portato giochi ora è allestito un campetto da pallone per i bimbi del quartiere. Nei giardini è possibile trovare anche biciclette, skate, giochi adatti ai più piccoli.

E sempre in ambito di luci che si riaccendono, uno degli ultimi beni strappati alla criminalità è stato inaugurato in piazzetta San Giorgio e destinato al progetto “Musicofilìa” dell’associazione Echoart, uno spazio dove il suono diventa esperienza, visione e crescita tra ascolti, laboratori, formazione, musicoterapia e teen radio.

Autore
Genova24

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