Sicurezza, la Val Bisagno ribolle: stasera il presidio “Ora Basta”. Ma nasce la contro-protesta: “No alla guerra ai poveri”
- Postato il 9 luglio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Nemmeno il tempo di archiviare i momenti di tensione registrati alla fiaccolata per la sicurezza di Sestri Ponente, che il dibattito sulla sicurezza pubblica e sul degrado urbano torna a infiammare un’altra zona calda di Genova: la Val Bisagno. Per questa sera, infatti, è stato organizzato un presidio da parte del Comitato Insieme per la Val Bisagno in via Piacenza a San Gottardo. Una mobilitazione che ha visto da subito la contrapposizione di un gruppo di ragazzi dei quartieri della val Bisagno “Avanti Val Bisagno”, che ha risposto con un manifesto intitolato “dividere chi sta in basso per lasciare tranquilli quelli che stanno in alto”.
La mobilitazione per la sicurezza: “Ora basta, vogliamo vivere senza paura”
La locandina diffusa dal dividere chi sta in basso per lasciare tranquilli quelli che stanno in alto lancia a caratteri cubitali il motivo della mobilitazione “Ora Basta – si legge – Vogliamo vivere e lavorare senza paura e timore per l’incolumità nostra e dei nostri familiari“. Un messaggio che raccoglie “l’eredità” di quanto successo a Sestri Ponente, e che prende spunto dai recenti episodi di risse avvenute nelle strade della vallata. Per i promotori della protesta di via Piacenza, la richiesta alle istituzioni è netta: maggiori controlli, più luci e un contrasto fermo a quel degrado che rischia di compromettere il tessuto commerciale e la quotidianità delle famiglie della vallata.
La risposta di “Avanti Valbisagno”: “La sicurezza non si fa con la caccia all’ultimo della fila”
A stretto giro, però, è arrivata la replica del gruppo dei ragazzi dei quartieri della vallata denominato “Avanti Valbisagno“, che ha diffuso un “contro-volantino” dai toni diametralmente opposti, accusando la destra e i comitati securitari di alimentare una vera e propria “guerra tra poveri”.
“Ogni volta è la stessa storia: quando un quartiere viene abbandonato, invece di risolvere i problemi si cerca un nemico tra chi vive le stesse difficoltà – si legge nel manifesta – Il bersaglio diventano i poveri, i migranti, chi è senza casa, chi tira avanti come può. È il vecchio gioco della guerra tra poveri: dividere chi sta in basso per lasciare tranquilli quelli che stanno in alto; dal centro destra al centro sinistra le periferie continuano a essere l’ultima ruota del carro.”
Il testo di “Avanti Valbisagno” prosegue rifiutando esplicitamente quella che definiscono una trappola retorica: “Noi questa trappola non la accettiamo. La sicurezza non si costruisce con la paura, con la repressione o con la caccia all’ultimo della fila. Se mancano lavoro, case popolari, trasporti, scuole, spazi di aggregazione e servizi, il problema non sono i poveri: è l’abbandono dei quartieri.” Il neonato gruppo punta il dito contro le carenze strutturali della vallata e accusa i promotori della protesta di distogliere lo sguardo dalle reali responsabilità politiche: “Ci vogliono arrabbiati con il vicino di casa invece che con chi ha tagliato risorse, lasciato interi quartieri al degrado e trasformato il disagio sociale in un problema di ordine pubblico“. La conclusione lancia una contro-proposta basata sul mutualismo: “La vera sicurezza nasce dalla giustizia sociale, dalla solidarietà e da quartieri vivi, non da campagne che seminano odio e diffidenza. La nostra parola d’ordine resta la stessa: guerra alla povertà, non ai poveri”.