Sicurezza e rimpatri, Piantedosi atteso a Genova: sul tavolo anche l’ipotesi Cpr
- Postato il 12 giugno 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi arriverà a Genova per affrontare il tema della sicurezza in città. E dopo le parole della sindaca Silvia Salis sul tema rimpatri, espresse durante la conferenza stampa di un anno di giunta, il Viminale starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di aprire un Cpr nel capoluogo ligure.
Il Viminale, stando a quanto riportati da Adnkronos, intende cogliere ”l’apertura” della sindaca sulla ”necessità di aumentare ulteriormente i rimpatri” e ”per questo si impegnerà perché possa essere trovata una soluzione per realizzare a Genova, in accordo con il Comune e la Regione, un Cpr che consentirà un aumento dei rimpatri degli immigrati irregolari pericolosi”.
Un passo indietro. La visita di Piantedosi era stata anticipata dalla stessa sindaca in conferenza: “Attendiamo lui per firmare i patti sulla sicurezza, speriamo prima dell’estate. Sono strumenti utili, prevedono zone di vigilanza rinforzate e un maggiore afflusso di unità in città, ma non può essere l’unico strumento”.
Il tema è annoso, ma quanto mai attuale. L’omicidio di Pietro Alberto Paolo Signor a Villetta Di Negro, in pieno giorno, ha suscitato un’ondata di preoccupazione anche alla luce dell’ipotesi, sempre più probabile, che Cisse Camara lo abbia ucciso in preda agli effetti della droga, oltre che di una polmonite. Qualche giorno fa l’accoltellamento in vico delle Vigne, a metà mattinata: una spedizione punitiva in un b&b ai danni di un 27enne che dopo essere stato ferito si è accasciato all’ingresso di un negozio in una pozza di sangue. Anche in questo caso tra le ipotesi c’è la droga, forse un regolamento di conti.
Salis aveva già parlato della questione in consiglio comunale, e giovedì è tornata a evidenziare la carenza di personale della polizia locale e degli agenti della Polizia di Stato. Soprattutto, si è espressa in modo diretto sui rimpatri: “C’è confusione in questo Paese, non è la sindaca che deve fare i rimpatri. È necessario fare chiarezza su come vengono gestiti”, ha detto la prima cittadina, snocciolando numeri: “Secondi i dati Eurostat del 2025 sui rimpatri, la Germania ha rimpatriato 29mila persone, la Francia 14mila. L’Italia, pur essendo porto di approdo, 4.700. Quando fermi un soggetto irregolare e lo segnali, se non ci sono protocolli di rimpatrio, due giorni dopo questo soggetto è nuovamente sul territorio. Questi sono temi che fanno parte del grande ambito della sicurezza, tutti collegati tra loro, che ricadono sulle grandi città”.
Una “apertura”, riporta Adnkronos, che sarebbe stata colta da Piantedosi e che sarà al centro dell’incontro, ancora non fissato, in città. Salis ha anche puntato i fari sul tema della tossicodipendenza, che ha definito “dilagante” soprattutto in centro storico, richiamando il ruolo della Regione nella risposta sanitaria. Ed è di ieri la notizia che proprio la Regione avvierà a partire da luglio un progetto sperimentale per la creazione di luoghi protetti dedicati alla gestione delle situazioni di maggiore fragilità legate al consumo di sostanze nel centro storico.