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Si affida a Google Maps e finisce con il furgone al Rifugio Dordona, a circa 1960 metri di altitudine

  • Postato il 15 luglio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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In sintesi

Un conducente si è affidato completamente al navigatore satellitare per raggiungere Valleve in provincia di Sondrio, ma l'algoritmo di Google Maps lo ha indirizzato verso una destinazione completamente diversa. Il furgone di una nota catena di arredamenti ha risalito le montagne fino a 1960 metri di altitudine, fermandosi presso il Rifugio Dordona in località Fusine. L'episodio evidenzia i limiti ancora presenti nei sistemi di navigazione GPS e l'importanza di verificare i percorsi prima di partire, soprattutto in zone montane.

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Si affida a Google Maps e finisce con il furgone al Rifugio Dordona, a circa 1960 metri di altitudine

Affidarsi ai navigatori satellitari è ormai un’abitudine per milioni di automobilisti, ma seguire le indicazioni non sempre porta alla meta desiderata. È quanto accaduto venerdì scorso in località Fusine, piccolo centro della provincia di Sondrio, dove un furgone di Mondo Convenienza diretto a Valleve è arrivato invece fino alla zona del Rifugio Dordona, situato a circa 1.960 metri di altitudine. L’episodio è stato documentato dai gestori del rifugio, che hanno condiviso sui social un video diventato rapidamente virale. Con ogni probabilità, l’autista si è affidato al navigatore impostando la destinazione e seguendo il percorso suggerito, senza immaginare che la strada scelta non fosse adatta a un veicolo commerciale di quelle dimensioni.

Per chi conosce il territorio, la situazione non rappresenterà una sorpresa. Il tratto che conduce verso il rifugio è infatti poco indicato per mezzi pesanti o furgoni, soprattutto a causa delle caratteristiche della strada e del dislivello. Nonostante ciò, casi simili continuano a verificarsi. Secondo quanto raccontano alcuni residenti della zona, un episodio analogo si sarebbe verificato anche nel 2024, quando un carro funebre diretto a una chiesa per una cerimonia imboccò un percorso errato, finendo bloccato su un passo di montagna a causa della neve.

L’inconveniente ha letteralmente messo in evidenza uno dei grandi limiti dei navigatori moderni. Le applicazioni calcolano spesso il tragitto più rapido o più breve, ma non sempre riescono a valutare elementi fondamentali come la larghezza della carreggiata, il tipo di fondo stradale, le pendenze o l’idoneità del percorso in base al veicolo utilizzato. La situazione può complicarsi ulteriormente quando viene selezionata l’opzione per evitare i pedaggi, che porta il sistema a privilegiare strade secondarie, talvolta meno sicure o meno adatte. L’episodio si è concluso senza conseguenze per persone o mezzi.

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Il Fatto Quotidiano

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