Shoko Kawata, la prima sindaca del Giappone che usufruisce del congedo di maternità
- Postato il 20 luglio 2026
- Politica
- Di Blitz
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Shoko Kawata ha fatto storia diventando la prima sindaca giapponese a richiedere e usufruire del congedo di maternità durante il suo mandato amministrativo. Questo evento rappresenta un passo significativo verso una maggiore parità di genere e modernizzazione delle politiche sul lavoro in Giappone, tradizionalmente caratterizzato da una divisione rigida dei ruoli familiari e professionali. La sua scelta sfida gli stereotipi e apre un dibattito importante sui diritti delle donne in posizioni di potere.
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Si chiama Shoko Kawata e il suo nome è salito alla ribalta delle cronache internazionali perché è diventata la prima sindaca del Giappone a usufruire del congedo di maternità, decisione che ha suscitato alcune critiche in patria, attirando quindi l’attenzione dei media. A riportare il caso è il sito di Reuters, spiegando che Kawata, prima cittadina di Yawata, una città di circa 69.000 abitanti nel Giappone occidentale, aveva annunciato l’intenzione di avere figli quando sarebbe diventata la sindaca più giovane della terra nipponica nel 2023, all’età di 33 anni.
Mentre per i dipendenti comunali di Yawata sono garantite 16 settimane di congedo di maternità, non esisteva un protocollo simile per la carica di sindaco, ha spiegato, costringendola a crearne uno. “Sono rimasta molto sorpresa di apprendere di essere la prima sindaca a usufruire del congedo di maternità. Mi ha fatto capire che fino ad ora non ci sono state molte giovani donne, o donne in generale, che sono diventate sindache”, ha dichiarato Kawata a Reuters.
Sebbene Sanae Takaichi sia diventata la prima donna premier del Giappone lo scorso anno, nel Paese resta un grande divario di genere, particolarmente evidente nella politica, dominata dagli uomini. Non a caso, si è classificato 118esimo su 148 stati nell’ultimo rapporto del World Economic Forum sul divario di genere e 125esimo nella categoria dell’emancipazione politica. Le donne giapponesi hanno diritto per legge a circa 14 settimane di congedo di maternità e in genere ricevono circa due terzi del loro stipendio e un bonus nascita, sebbene alcune dipendenti pubbliche godano di condizioni migliori.
“Si parla tanto di parità di genere e di riforma del mondo del lavoro, ma dobbiamo costruire una società in cui le persone, in tutte le professioni, comprese quelle con ruoli di leadership, non esitino ad avere figli. Altrimenti, credo che il continuo declino demografico dovuto al calo delle nascite e il conseguente deterioramento economico siano inevitabili”, ha affermato Kawata. La sindaca ha riferito che la maggior parte dei residenti locali l’ha sostenuta e i colleghi l’hanno incoraggiata a prendersi il congedo, ma è rimasta delusa da alcune critiche sul web: “Persone che non avevano mai sentito parlare di me prima mi hanno conosciuta solo attraverso i servizi giornalistici sul congedo di maternità. Alcuni mi hanno criticata online, insinuando che non stessi svolgendo il mio lavoro e che fossi lì solo per prendermi il congedo. È stato deludente”.
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