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Sfida a WhatsApp: i messaggi col piccione virtuale

  • Postato il 31 agosto 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

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Sfida a WhatsApp: i messaggi col piccione virtuale
In un'epoca nella quale un messaggio attraversa il pianeta in una frazione di secondo, qualcuno ha pensato che il vero progresso fosse farlo arrivare molto, molto... più tardi. È l'idea alla base di Carrier Pidge e di Roost, due app indipendenti che cercano di riportare nella messaggistica digitale un elemento ormai dimenticato: l'attesa. Invece di consegnare immediatamente ciò che viene scritto, infatti, queste due app simulano il viaggio di un volatile tra mittente e destinatario, calcolandone la durata in base alla distanza geografica. Niente doppie spunte da controllare ogni trenta secondi, nessun obbligo psicologico di rispondere immediatamente, semplicemente il messaggio parte, il volatile virtuale prende il volo e non resta che aspettare.. Piccione digitale Carrier Pidge prende l'idea particolarmente sul serio. Dopo aver creato un profilo, si aggiungono gli amici e si indica un'area geografica approssimativa, non l'indirizzo preciso né la posizione continuamente tracciata. Quando viene scritto un messaggio, l'app calcola la distanza tra i due utenti tramite le coordinate e lo affida a un piccione viaggiatore virtuale che vola alla velocità tutto sommato ragguardevole di 110 miglia orarie, cioè poco meno di 177 km/h. Un testo inviato a poche strade di distanza può dunque impiegare soltanto alcuni secondi, mentre per attraversare un continente possono volerci ore. Si può persino seguire il viaggio su una mappa, completa di itinerario e orario stimato di arrivo. Per rendere la simulazione ancora più verosimile la velocità può variare casualmente del 25% (in più o in meno) e per di più lo 0,2% dei piccioni si "perde" durante il tragitto e il messaggio non arriverà mai, senza che né mittente né destinatario ricevano notifiche al riguardo. Mancano, infine, anche le conferme di lettura (le fatidiche spunte blu!), eliminando così un'altra delle piccole fonti d'ansia della messaggistica moderna.. Stormi sociali Roost Social parte dalla stessa filosofia, ma trasforma il piccione in una specie di Tamagotchi con le ali. Anche qui si aggiungono amici tramite username, si scrive il messaggio e si osserva sulla mappa il volatile che percorre realmente la distanza tra le due zone geografiche, ma senza la probabilità che il messaggio scompaia nel nulla. In compenso, si possono collezionare specie differenti – dai comuni piccioni fino ai corvi e a creature fantastiche – ciascuna dotata di una propria velocità, spesso ispirata a quella dell'animale reale. Gli uccelli possono essere nutriti e potenziati attraverso piccoli minigiochi che li fanno salire di livello: ovviamente, un volatile più veloce consegnerà prima il messaggio.. L'app comprende inoltre conversazioni di gruppo, chiamate "Nests", che possono arrivare a 21 partecipanti, messaggi fotografici e un sistema di amici di penna. La filosofia dichiarata dagli sviluppatori è "Friends, not feeds": nessun algoritmo che seleziona contenuti e basta con lo scrolling infinito. Sull'app appariranno, insomma, soltanto persone scelte dall'utente. Su Android, Roost ha già superato i 100.000 download, un risultato modesto rispetto ai miliardi di utenti di WhatsApp ma non proprio trascurabile per un social di questo genere.. Messaggistica lenta Perché tutto ciò? L'idea di base, volutamente buffa, nasce come risposta a un problema molto serio: la pressione provocata dalla continua reperibilità, dalle notifiche e dalle conversazioni che sembrano non finire davvero mai. Dietro il gioco c'è infatti un concetto studiato da tempo anche nella psicologia della comunicazione digitale: rendere più difficile o più lento un comportamento può modificarne la frequenza. È il principio della "frizione", già sfruttato per esempio dalle app che impongono qualche secondo di attesa prima di aprire un social network.. Carrier Pidge e Roost applicano lo stesso concetto direttamente alla conversazione: non impediscono cioè di comunicare, ma eliminano l'aspettativa di una risposta immediata. Naturalmente non sono strumenti adatti a un'emergenza, a un messaggio di lavoro o al classico "compra il latte" inviato mentre qualcuno è già davanti alla cassa del supermercato. Nessuna ricerca ha ancora dimostrato che usare piccioni virtuali migliori il benessere psicologico, l'esperimento, però, resta interessante perché le due app stanno cercando di capovolgere una delle regole fondamentali su cui la tecnologia ha costruito il proprio successo: l'immediatezza, ricordandoci che, probabilmente, la vera urgenza nel frenetico mondo di oggi è quella di prendersi una pausa..
Autore
Focus.it

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