Servizio sanitario pubblico: L’analisi di laino sui libri del professor Ettore Jorio
- Postato il 6 luglio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Servizio sanitario pubblico: L’analisi di laino sui libri del professor Ettore Jorio
Servizio sanitario pubblico: l’analisi dell’ex dirigente Tullio Laino sui due libri del professor Ettore Jorio: Le politiche Sociosanitarie e Diritto Sanitario.
L’uscita delle ultime due opere editoriali del Professore Ettore Jorio, Le politiche Sociosanitarie e Diritto Sanitario, consolidano il quadro di grande rigore normativo e dottrinale del Servizio Sanitario Pubblico, frutto di conoscenza, competenza, impegno.
La pluriennale esperienza di Ettore Jorio, quale giurista, studioso e formatore, costituisce, senza dubbio alcuno, un faro illuminante in un panorama molto complesso, come quello sanitario, molto spesso usurpato da improvvisatori e propagandisti per uso politico/ economico di basso livello.
NEL LIBRI DEL PROFESSORE ETTORE JORIO: DAL SISTEMA MUTUALISTICO ALLA NASCITA E ALLA DIFESA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE URBANO
I due volumi riportano, sul piano storico, esegetico, normativo, dottrinale, gestionale e programmatico, la materia sanitaria al centro dell’interesse pubblico. Risalta, in chiave univoca, la difesa strenua ed inconfutabile del Servizio Sanitario Nazionale, istituito con la Legge n. 833/78, in applicazione degli articoli 3 e 32 della Costituzione e del principio universalistico e solidaristico della tutela del diritto alla salute, inteso quale stato di benessere fisico, psichico e sociale, a superamento del sistema mutualistico, che garantiva, invece, una differente prestazione in ragione della capacità contributiva dei cittadini.
La nascita del SSN ha rappresentato, altresì, al netto di ogni altra diversa interpretazione, un momento di saldatura politica ed istituzionale, attraverso le istituzioni delle Unità Sanitarie Locali, quali organi di emanazione dei Comuni, e il riconoscimento ai Sindaci del ruolo di primi rilevatori dei fabbisogni sanitari e sociali delle popolazioni amministrate.
IL PROCESSO DI AZIENDALIZZAZIONE, IL PAREGGIO DI BILANCIO E L’IMPATTO NEGATIVO DEI PIANI DI RIENTRO
Un’ottica di integrazione sociosanitaria, sancita in linea principale, ma mai realmente attuata, per effetto di una programmazione frammentaria e disarticolata, che ha trovato la sua cartina di tornasole nel processo di aziendalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, avvenuta con il Decreto Legislativo n.502/92, e successive modificazioni ed integrazioni.
L’aziendalizzazione della tutela della salute ha comportato il principio di sostenibilità del debito pubblico, sfociato normativamente nella Legge Costituzionale n.1/2012, che ha introdotto nell’ordinamento legislativo l’obbligo del pareggio di bilancio, con la contrazione delle spese di investimento produttivo, in rapporto alle situazioni favorevoli o sfavorevoli dell’andamento economico. Di non minore impatto negativo, ai fini della garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza, sono da considerarsi gli istituti del Piano di Rientro dai Disavanzi Sanitari Regionali e del Commissariamento, i quali, ben lungi dal raggiungere gli obiettivi prefissati, hanno determinato una situazione di aggravio dei disavanzi finanziari, di allungamento dei tempi di attesa, di aumento della mobilità sanitaria passiva interregionale.
DAI LIBRI DEL PROFESSORE ETTORE JORIO, ALLA REGIONALIZZAZIONE DEL TITOLO V E LA REVISIONE DEI CRITERI DI RIPARTO DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE
Nel quadro ordinamentale della problematica legata alla tutela dei principi del Servizio Sanitario Pubblico si inserisce la regionalizzazione del SSN, adottata con la Legge Costituzionale n. 3/2001, di riforma del Titolo V, parte seconda, della Costituzione, la quale ha prodotto una diversificazione circa la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza, in assenza di una pratica ed operativa definizione dei costi e dei fabbisogni standard, nonché dei meccanismi perequativi. Il risultato è stato l’insorgere di un permanente conflitto di attribuzione tra Stato e Regioni, che ha aumentato il lavoro della Corte Costituzionale.
Risalta, per effetto, come evidenziato dall’Autore, l’ostacolo concreto all’attuazione di una politica di integrazione sociosanitaria, quale diritto inalienabile dei cittadini e antidoto ad una artificiosa dicotomia tra diritti sanitari e sociali. In tale contesto, ai fini di una piena e conferente politica di integrazione sociosanitaria, occorre procedere ad una revisione dei criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale, in atto basati sul parametro capitario pesato, uniformando gli stessi ai parametri di morbilità, comorbilità, vulnerabilità sociale, deprivazione socioeconomica. Nei due testi pubblicati, l’Autore pone la propria attenzione sul D.M. n.70 del 2 Aprile 2015, recante la riorganizzazione della rete ospedaliera e sul D.M. n.77/2022, di riordino della rete di assistenza territoriale.
LA PENALIZZAZIONE DELLE AREE INTERNE E I RITARDI DEL PNRR NELL’ASSISTENZA TERRITORIALE
La riorganizzazione della rete ospedaliera ha adottato un criterio classificatorio basato sui bacini di utenza, non tenendo in considerazione i dati epidemiologici di morbilità e comorbilità, nonché i riscontri di conformazione orografica dei territori. Ne è scaturita la penalizzazione, sul piano assistenziale, delle aree interne, montane o disagiate, deprivate degli standard assistenziali minimi e trasformati in punti di smistamento sulla rete Hub e Spoke, già in stato di grave criticità per quanto concerne soprattutto le dotazioni organiche.
Il D.M. n.77/2022, concepito per garantire, con i fondi della Missione 6 del PNRR, la capillarizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale e la tanto auspicata continuità Ospedale-Territorio, risulta essere in grave ritardo attuativo.
DALL’ANALISI DEI LIBRI DEL PROFESSORE ETTORE JORIO: IL RISCHIO DEL REGIONALISMO DIFFERENZIATO E LA FRAMMENTAZIONE DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA
Le riserve consistono nella creazione di sole strutture murarie, prive di tecnologie e di dotazioni organiche. Ne consegue, in ragione delle deficienze programmatiche e gestionali del nostro SSN, che i termini quali LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni), LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali), LIVEAS (Livelli Essenziali di Assistenza Sociale) assumono il significato di pura frammentazione terminologica, priva di riscontri concreti. Ad aggravare le criticità evidenziate è subentrata la problematica recata dal regionalismo differenziato e, pertanto, rischiano di riverberarsi, in negativo, sul panorama della tutela della salute. Emerge, in termini inequivocabili, sul piano normativo e dottrinale, che i due volumi del Prof. Ettore Jorio, Le politiche Sociosanitarie e Diritto Sanitario, portano a concludere per una tutela ineludibile del diritto alla salute e una strenua difesa della piena integrazione sociosanitaria, in una logica di federalismo solidale e sussidiario.
* Tullio Laino, già dirigente medico dell’Asp di Cosenza
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