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Serbia: terme romane in un palazzo imperiale

  • Postato il 8 settembre 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

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Serbia: terme romane in un palazzo imperiale
Durante una campagna di scavi archeologici in Serbia è emerso un complesso termale, appartenuto a un imperatore romano e ai membri più in vista della sua corte. La scoperta riguarda i resti di un lussuoso balneum — così i romani chiamavano le terme private — nascosto ai piedi di una torre all'interno di un palazzo imperiale del IV secolo. Una collocazione che, secondo gli archeologi, non ha eguali noti in nessun altro sito dell'Impero romano.. Il ritrovamento è avvenuto a Vrelo-Šarkamen, uno dei siti tardoantichi più importanti della Serbia orientale, vicino alla città di Negotin. Il complesso, fortificato e monumentale, fu costruito agli inizi del IV secolo ed è legato alla figura di Massimino Daza (o Daia), imperatore romano dal 310 al 313 e originario proprio di quelle terre. Gli scavi, condotti a intermittenza da decenni, sono proseguiti quest'anno sotto la direzione di Marija Jović dell'Istituto di Archeologia e di Gordan Janjić del Museo della Krajina. Non è la prima volta che Šarkamen sorprende gli studiosi: trent'anni fa, nello stesso sito, era stato scoperto un mausoleo imperiale contenente uno straordinario tesoro di gioielli d'oro. Questa nuova scoperta dimostra che la residenza di Massimino era ancora più complessa e sontuosa di quanto si pensasse.. La cupola e la zona "tecnica" Il palazzo dell'imperatore presentava una torre monumentale nell'angolo sud-ovest della struttura. È proprio al livello più basso di questa torre che gli archeologi hanno individuato un impianto termale di forma circolare: una soluzione rara nell'architettura romana, dove le terme erano quasi sempre organizzate in modo lineare, con le stanze disposte in sequenza. La sala principale del balneum era coperta da una cupola dotata di sei finestre. L'accesso al complesso avveniva tramite un ingresso monumentale sul lato ovest, riservato al personale di servizio incaricato di alimentare il praefurnium, la fornace che scaldava gli ambienti.. Questa zona "tecnica" era separata dalle stanze destinate al bagno. Nell'area riservata agli impianti, gli archeologi hanno individuato la fornace che alimentava il riscaldamento a pavimento (il cosiddetto ipocausto) e la base di una caldaia in rame, un tempo utilizzata per scaldare l'acqua delle vasche. Il contenitore originale, tuttavia, non è stato ritrovato.. Tre vasche e una sauna per l'élite del palazzo Nella zona riservata al bagno vero e proprio sono state portate alla luce tre piscine — o vasche — insieme a un sudatorium, l'equivalente romano di un bagno turco o di una sauna: non si trattava di un semplice spazio igienico, ma di un ambiente privato progettato nei minimi dettagli per i membri più autorevoli della corte. A differenza delle grandi terme pubbliche che caratterizzavano le città romane, questa struttura era dunque riservata esclusivamente agli abitanti di più alto rango del palazzo.. I tetrarchi e la parabola di Massimino Daza Nato in quella che oggi è la Serbia con il nome di Daza, Massimino fu uno dei quattro tetrarchi dell'Impero romano. Nel 293 d.C. l'imperatore Diocleziano aveva diviso di fatto l'Impero in due metà, orientale e occidentale, ciascuna guidata da un imperatore anziano (Augusto) e uno "junior" (Cesare). Nel 305 il potere era nelle mani di Costanzo e Galerio come Augusti, e di Severo e Massimino Daza come Cesari, ma il sistema tetrarchico aveva già iniziato a incrinarsi. Massimino si proclamò Augusto nel 311, ma il suo regno durò appena due anni: morì nel 313, sconfitto in una guerra civile dal rivale Licinio..
Autore
Focus.it

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