Senza Sinner, Alcaraz e Djokovic il tennis deve "svendersi": per Zverev-Khachanov biglietti a 19 dollari
- Postato il 11 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Generazione sintesi AI in corso…
I big hanno salutato da un po’, chi senza neppure mettere piede a New York (vedi Sinner), chi uscendo addirittura all’esordio (è il caso di Djokovic), chi pagando dazio alla fatica e ai 4 mesi di inattività (chiaramente si parla di Alcaraz). Così a Flushing Meadows in semifinale buona parte degli uomini più attesi si sono dati assenti ingiustificati, e anche il pubblico ha finito per trovarsi spiazzato dalla situazione. Perché per quanto un derby tutto americano finirà per attirare un bello stuolo di appassionati sia all’Arthur Ashe che davanti alla TV (Shelton-Tiafoe in qualche modo alimentano il sogno americano), l’altra semifinale tra Zverev e Khachanov rischia di generare un clamoroso flop. Al punto che i biglietti della sfida sono stati rivenduti a prezzi stracciati.
- Zverev-Khachanov, una semifinale che non tira...
- Dalle polemiche per il caro biglietti alla svendita totale
Zverev-Khachanov, una semifinale che non tira…
Una semifinale slam solitamente è merce rara, anzi rarissima, e i costi per un biglietto possono lievitare in men che non si dica. Non stavolta, dove s’è assistito a una sorta di effetto “gambero”: i prezzi della semifinale tra Zverev e Khachanov sono andati progressivamente diminuendo, lasciando spazio a una marea di opportunità da cogliere a prezzi irrisori. Per un biglietto bastano anche 19 dollari: per carità, la postazione non è delle migliori (quasi in piccionaia), ma è comunque un prezzo veramente basso per una semifinale slam.
Nella stessa area, per assistere alla sfida tra Shelton e Tiafoe è necessario sborsare 248 dollari. A riprova del fatto che il prezzo non lo fanno i turni in sé, quanto piuttosto l’appeal dei giocatori in ballo. Con buona pace di Zverev e Khachanov, questa semifinale sembra non importare tanto a nessuno. E forse è proprio questo il problema: conta più la “sacralità” del torneo o chi arriva fino in fondo a contendersi il trofeo? Ancora una volta, la seconda sembrerebbe essere la risposta più adeguata al contesto.
Dalle polemiche per il caro biglietti alla svendita totale
Un paio di settimane fa, prima di cominciare a giocare, una delle polemiche innescate dal pubblico che voleva prendere posto a Flushing Meadows era riferita proprio ai costi (quasi) proibitivi dei biglietti. Tanto che assistere a una giornata intera di partite sui campi secondari (senza accesso all’Arthur Ashe) poteva arrivare a costare anche oltre 300 dollari, rispetto ai 35 degli Australian Open o ai 45 di Roland Garros e Wimbledon.
Cifre al rialzo che magari servivano a coprire i “buchi” aperti dalle richieste dei giocatori di vedere aumentato il money prize vicino alla soglia del 22%. Anche per assistere al torneo di doppio misto, con la formula “tutto in un giorno”, i prezzi non è che fossero più abbordabili, compresi tra 70 e 500 dollari. Ma evidentemente l’uscita dei tennisti più attesi ha finito per far depauperare il valore reale del prodotto offerto: Zverev sarà pure numero 2 del mondo, ma non tira come Sinner, Alcaraz o Djokovic. E questo per l’USTA è un bel problema.