“Sembra di essere tornati al 1998”, l’incubo doping al Tour: non solo Pogacar, le rivelazioni sui controlli e la polemica su Seixas
- Postato il 22 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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L’incubo doping torna ad agitare il Tour de France, anche di notte. I controlli alle 5 del mattino ai danni di Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard rappresentano sol0 la punta dell’iceberg di quello che sta succedendo alla Grande Boucle. Il clima sta diventando sempre più pesante con i discorsi che da quello che succede nel corso delle tappe si sta spostando sempre di più a quello che succede intorno alla corsa.
- “Sembra di essere tornati al 1998”
- Non solo Pogacar e Vingagaard: la rivelazione sui controlli
- La guerra totale al doping e la polemica su Seixas
“Sembra di essere tornati al 1998”
“Un clima mai visto e senza precedenti”, così l’ex medico di gara del Tour de France, Jean-Pierre de Mondenard, ha descritto quello che sta succedendo negli ultimi giorni. All’interno delle squadre, tra i corridori e gli addetti ai lavori non si parla altro che di doping e di controlli. Mentre l’addetto stampa di uno dei team in gara parla di un clima per il quale “sembra di essere tornati al 1998”. Il riferimento è a quanto successo qualche giorno prima della partenza del Tour, che quell’anno cominciava dall’Irlanda. Gli agenti della dogana francese fermano una delle auto della Festina, una delle squadre più forti in quel periodo, e trovano un “bottino” con oltre 400 fiale di Epo, ormone della crescita, testosteroni e anabolizzanti.
Non solo Pogacar e Vingagaard: la rivelazione sui controlli
A finire nel mirino dell’antidoping però non sono stati solo i big della classifica generale. Nei giorni scorsi ha fatto scalpore la decisione dell’ITA che grazie all’approvazione di un giudice francese ha effettuato un controllo antidoping in piena notte a Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard (nella notte precedente la tappa in cui il danese è caduto e si è poi ritirato). Ma secondo le ultime informazioni, i controlli non sono cominciati in quel momento. Anzi sin dai primi giorni c’è stata un’attenzione molto alta da parte dell’agenzia che si occupa dell’antidoping nel mondo del ciclismo e sempre alla 5 del mattino sarebbe stato controllato anche Matej Mohoric della Bahrain e sorte simile l’avrebbero subita anche altre squadre presenti al Tour che però non hanno rivelato l’accaduto.
La guerra totale al doping e la polemica su Seixas
La guerra al doping deve essere totale. Le agenzie che si occupano di questa battaglia sembrano aver scelto questa edizione del Tour de France per una dimostrazione di forza. Cosa abbia scatenato questa nuova ondata di controlli e di preoccupazione non è stato rivelato. Di sicuro nel corso degli anni le prestazioni dei ciclisti continuano a migliorare e le medie in corsa sono altissime ma non tutto può essere ricondotto al doping, l’evoluzione dal punto di vista dei materiali, dell’alimentazione e della preparazione fa la differenza. L’UCI, l’unione ciclista internazionale, ha preso posizione schierandosi dalla parte dei controlli anche notturni: “L’UCI – si legge in un comunicato diramato oggi – sostiene pianamente l’ITA e l’utilizzo di ogni mezzo a sua disposizione per svolgere la propria missione nel modo più efficace possibile. I controlli al di fuori dell’orario normale rimangono una misura eccezionale ma rispondono a un interesse superiore: la lotta al doping”.
Tra le tante polemiche che sono circolate nel corso degli ultimi giorni anche una che riguarda la promessa francese Paul Seixas. In un clima che sembra diventato di caccia alle streghe c’è anche chi ha accusato gli ispettori dell’ITA di aver eseguito i controlli a Pogacar e Vingegaard a quell’ora di notte per favorire il corridore di casa. Il ciclismo rivive un incubo che sembrava far parte del passato anche se al momento alimentato solo da sospetti.