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Selena Peroly, delirio dell'influencer africana contro gli agenti: "Razzisti, in galera"

  • Postato il 15 maggio 2026
  • Milano
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
Selena Peroly, delirio dell'influencer africana contro gli agenti: "Razzisti, in galera"
Selena Peroly, delirio dell'influencer africana contro gli agenti: "Razzisti, in galera"

Prima le accuse di «razzismo» e di «abusi di potere» ai poliziotti che sabato scorso hanno osato chiedere i documenti a un gruppo di senegalesi fuori da un locale già gravato da numerosi esposti dei residenti, poi la gogna social con tanto di foto, nome e cognome del dirigente che ha ordinato i controlli, infine addirittura la richiesta di «galera» per le divise. Sui canali social di Selena Peroly, l’influencer di origini camerunensi che ha creato il “caso Milano”, la frizione ormai è saltata completamente. «Io credo sinceramente che starò meglio quando quest’uomo (il dirigente di cui sopra, ndr) sarà fuori dal corpo della Polizia. È una mela marcia che rovina il nome della Polizia», scrive la creator digitale in una delle sue storie. In un altro commento rincara la dose: «Penso che il poliziotto Angelo De Simone meriti la galera e che gli sia tolta la divisa. Il ruolo di un poliziotto è proteggere tutti i cittadini, non fare distinzioni in base al colore della pelle o al cibo che si mangia».

Si dà però il caso che il dirigente del Commissariato Garibaldi-Venezia, nella metropoli, sia uno dei più stimati da cittadini e commercianti, italiani o stranieri che siano, tanto che - come raccontato nei giorni scorsi proprio sulle pagine milanesi del nostro giornale- i vari comitati di quartiere per lui hanno anche preparato una targa celebrativa. «Quando lo chiami, interviene subito. Avercene di persone così», è il commento più ricorrente. L’attivista se l’è poi presa con Libero e con la Lega che ha rilanciato il nostro pezzo intitolato “La polizia osa controllare un gruppo di senegalesi. La sinistra: «È razzismo».

 

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E per gli agenti c’è la gogna”. Sentite un po’: «Perché non fate un favore a tutti e la smettete di fare propaganda d’odio? Alla fine si sa che siete razzisti, ma secondo la legislazione nazionale ogni cittadino è uguale davanti alla legge. Per gli agenti non ci sarà gogna: ci sarà la galera! Vogliono guerra? Noi non ci piegheremo». Addirittura... Apprendiamo della sua volontà di sostituirsi al potere giudiziario e di scendere in piazza, ma ci teniamo a far notare alla signora che razzismo è evitare di sottoporsi a un controllo perché nero, giallo o rosso, non certo chiedere la carta d’identità a chicchessia in un luogo pubblico per una semplice identificazione.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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