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“Se uno di loro ti morde ti stacca un dito. Non lasciano nulla dietro di se”: è allarme per il pesce palla velenoso Lagocephalus sceleratus, il nuovo incubo del Mediterraneo

  • Postato il 3 luglio 2026
  • Animal House
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Se uno di loro ti morde ti stacca un dito. Non lasciano nulla dietro di se”: è allarme per il pesce palla velenoso Lagocephalus sceleratus, il nuovo incubo del Mediterraneo

Nel Mediterraneo orientale, in particolare nelle acque della Grecia e attorno a Creta, si sta diffondendo sempre più il pesce palla velenoso Lagocephalus sceleratus, una specie invasiva arrivata dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez. Questo fenomeno, detto “lessepsiano” dal nome di Ferdinand de Lesseps, sta portando nel Mediterraneo diverse specie aliene, e sta portando a impatti sempre più evidenti sugli ecosistemi locali. Il pesce palla viene descritto dai pescatori come estremamente aggressivo e distruttivo: può danneggiare le reti, divorare il pescato e raggiungere dimensioni superiori al metro. “Se uno di loro ti morde, ti stacca semplicemente un dito. Stanno distruggendo il mare. Non lasciano nulla dietro di sé”, ha raccontato il pescatore quarantatreenne Alexis Charalampakis.

Oltre alla sua aggressività, il problema principale è ecologico: è un predatore senza quasi nemici naturali nel Mediterraneo, si nutre di pesci, crostacei e molluschi e contribuisce a ridurre le catture delle specie locali. Inoltre è altamente tossico per la presenza di tetrodotossina, una sostanza che può causare paralisi, insufficienza respiratoria e morte, e questo lo rende estremamente pericoloso anche per l’uomo.

Gli effetti si riflettono anche sull’economia della pesca: in alcune zone i danni stimati arrivano a migliaia di euro per peschereccio ogni anno, e i pescatori sono costretti a chiedere incentivi e interventi statali per la sua rimozione. Sono stati segnalati anche casi di morsi a bagnanti, come vicino ad Atene, che hanno aumentato l’allarme tra i cittadini e autorità.

Possibili soluzioni e gestione del problema

Gli scienziati stanno studiando soluzioni per contenerne l’impatto, compresa la possibilità di neutralizzare la tossina e rendere il pesce utilizzabile dopo trattamenti specifici. Oggi però viene classificato come rifiuto pericoloso e deve essere smaltito secondo procedure rigide; tra le ipotesi future c’è la trasformazione in fertilizzanti o mangimi, ma la gestione resta complessa.

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Il Fatto Quotidiano

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