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Se scoppia la guerra mondiale si va in Argentina

  • Postato il 9 agosto 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
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Se scoppia la guerra mondiale si va in Argentina
Se scoppia la guerra mondiale si va in Argentina

C’è stato un tempo in cui l’Argentina era il rifugio dei nazisti e dei banditi in fuga: la lontananza, i suoi spazi immensi e la scarsa densità della popolazione garantivano l’anonimato e l’oblio. Le vicissitudini politiche, ma soprattutto quelle economiche, l’hanno resa poi un Paese da cui forse era meglio stare alla larga. Ma a dispetto delle previsioni catastrofistiche dopo due anni e mezzo di cura Milei l’Argentina è tornata a essere il porto sicuro per eccellenza, «il miglior posto dove rifugiarsi in caso di Terza Guerra Mondiale».

Lo ha dichiarato al Financial Times l’imprenditore tecnologico argentino-spagnolo Martín Varsavsky che non solo è assolutamente convinto che la Terza Guerra Mondiale sia già una realtà le cui «linee del fronte sono già state tracciate», ma insieme ad altri cinque investitori - tra cui Alec Oxenford, imprenditore tecnologico e ambasciatore argentino a Washington, e Dan Lubetzky, fondatore dell’azienda alimentare Kind -, ha acquistato una proprietà di circa 32mila ettari nella provincia di Mendoza chiamata Wamani che sta trasformando in una sorta di rifugio completamente autosufficiente dove riparare in caso di conflitto nucleare, ma anche in quello di disastro climatico o di collasso economico.

Varsavsky sostiene che l’Argentina è anche idealmente ubicata a distanza di sicurezza dagli attuali teatri di guerra o da quelli potenziali, e che le riforme di libero mercato messe in atto dal presidente libertario nonché le sue promesse più stravaganti che hanno suscitato l'ammirazione della Silicon Valley, «di consentire la creazione di “società non umane” gestite da agenti di intelligenza artificiale», dice il FT -, garantiscano la stabilità necessaria per evitare cambiamenti repentini. Varsavsky peraltro, che ha acquistato Wamani nel dicembre 2023, poche settimane dopo l'elezione di Milei, non è nemmeno l’unico a pensarla così. Anche il miliardario Peter Thiel, che in passato aveva acquistato proprietà in Nuova Zelanda, ha comprato quest’anno una residenza a Buenos Aires. «Siamo giunti casualmente alla stessa conclusione: tra tutti i posti in cui ci si potrebbe rifugiare in caso di Terza guerra mondiale, l’Argentina è il migliore», ha detto Varsavsky.

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Autore
Libero Quotidiano

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