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In sintesi
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Senza la luna, sarebbe forse un mondo meno ricco di ispirazione, e certamente più buio di notte, sotto la sola fioca luce delle stelle. Artisti e innamorati non avrebbero chiari di Luna da contemplare, gli astrofili si ritroverebbero senza il loro bersaglio più familiare, mentre Galileo e Newton non avrebbero avuto quel laboratorio naturale che contribuì a ispirare le loro grandi intuizioni scientifiche. Niente missioni Apollo, niente eclissi di Sole, né tanto meno di Luna.
È questo, a grandi linee, lo scenario in cui ci troveremmo se, al posto della Luna, ci fosse un buco nero. Un quadro sorprendente, sul quale può valere la pena di riflettere per riscoprire il rapporto con il nostro satellite e per confrontarci più da vicino con gli oggetti più misteriosi dell'universo.. Tutta concentrata nel centro
Nell'immaginario collettivo, l'idea di buco nero evoca un gigantesco mostro cosmico capace di inghiottire stelle e pianeti - ed è quello che effettivamente succede in molte parti del cosmo. Nel nostro caso, però, potremmo stare tranquilli. Immaginiamo infatti che il buco nero "lunare" abbia la stessa massa del nostro satellite.
Questa assunzione ha due conseguenze importanti. Innanzitutto un tale buco nero sarebbe piccolissimo, con un raggio di appena un decimo di millimetro. Per intenderci, meno di un granello di sabbia. In secondo luogo, in prima approssimazione la sua orbita resterebbe immutata. Si muoverebbe, infatti, come il centro di massa della Luna, quel punto ideale che definisce appunto il movimento del nostro satellite nello spazio. In pratica, è come se tutta la Luna fosse concentrata in quel punto, quindi il buco nero si muoverebbe intorno a noi sulla stessa orbita, senza inghiottirci. E sarebbe così piccolo che non lo vedremmo nemmeno.. Entriamo allora nelle specificità di questo oggetto. «Un buco nero è caratterizzato da tre proprietà essenziali», spiega Luciano Rezzolla, direttore dell'Istituto di Fisica Teorica alla Goethe Universität di Francoforte e tra i protagonisti della prima foto di un buco nero supermassiccio: «la massa, la rotazione ("spin") e la carica elettrica».
Per quel che ne sappiamo, la carica elettrica di solito è nulla, perché non si conoscono corpi celesti elettricamente carichi nell'universo. Quindi restano la massa e lo spin. Immaginiamo allora che siano come quelli della Luna, e vediamo che cosa cambierebbe.. Orologio biologico
Una delle differenze principali, come abbiamo immaginato all'inizio, sarebbe l'assenza della luce lunare. Le notti sarebbero dunque molto più buie e, soprattutto fuori dalle città, ci sarebbe verosimilmente un maggior uso di illuminazione artificiale, con conseguente aumento dei consumi energetici. A risentirne sarebbero molte specie viventi, almeno nel confronto con quelle che conosciamo.
«La scomparsa della luce lunare avrebbe sicuramente un impatto su quegli animali che la utilizzano come sincronizzatore dei loro orologi biologici», commenta Cristiano Bertolucci, docente di zoologia all'Università di Ferrara. «Tra i più sensibili ci sono gli organismi marini, come quelli del genere Platynereis, anellidi che possiedono fotorecettori specializzati nella percezione della debole luce lunare che regola la loro fisiologia. Anche i coralli sincronizzano il rilascio di uova e spermatozoi proprio con le fasi della Luna, così che milioni di gameti vengano liberati nello stesso momento aumentando le probabilità di fecondazione. Senza questo segnale astronomico, potrebbero insorgere problemi per la riproduzione». Cambierebbe anche l'equilibrio tra predatori notturni e prede.. «A differenza di rapaci come il barbagianni, che utilizzano soprattutto l'udito, un uccello notturno come il succiacapre, che cattura gli insetti in volo, durante le notti di Luna piena prolunga il tempo dedicato alla caccia, mentre con la Luna nuova riduce la propria attività. Senza il chiarore lunare dovrebbe probabilmente modificare le proprie strategie alimentari», chiarisce Bertolucci.
«Diverso il caso dei pipistrelli, che grazie all'ecolocalizzazione riuscirebbero a orientarsi e cacciare anche nel buio più totale». Se la Luna non fosse mai esistita, conclude il biologo, presumibilmente la vita si sarebbe comunque sviluppata, ma avrebbe trovato equilibri evolutivi completamente diversi.. Lampi improvvisi
Dal punto di vista astronomico, la Luna ha anche un importante effetto di stabilizzazione dell'asse di rotazione terrestre. Se non ci fosse affatto, il clima e le stagioni risulterebbero alterati, con variazioni molto marcate. Se però al suo posto ci fosse un buco nero di pari massa, poco o nulla cambierebbe. E lo stesso vale in prima approssimazione per le maree, che continuerebbero a scandire regolarmente il ritmo degli oceani. Per gli astronomi, però, una Luna-buco nero sarebbe un autentico fantasma: un puntino invisibile che non riflette la luce del Sole.. Secondo la Relatività generale, in realtà, un buco nero distorce fortemente lo spazio-tempo nelle sue vicinanze e devia la luce proveniente dagli astri che si trovano alle sue spalle, comportandosi come una lente (la cosiddetta "lente gravitazionale").
Grazie a questo fenomeno, gli astronomi riescono a "vedere" oggetti altrimenti invisibili, ma nel nostro caso l'effetto sarebbe confinato su scale minuscole, inferiori al millimetro, e sarebbe difficile misurarlo dalla Terra (mentre avvicinarsi, quello sì, sarebbe pericoloso). «L'unico indizio della sua presenza si avrebbe se un piccolo corpo celeste gli passasse troppo vicino: precipitando verso il buco nero, la materia si riscalderebbe fino a emettere un breve lampo di radiazione», dice Rezzolla.. Effetto fionda
Senza una superficie su cui atterrare, le vecchie missioni Apollo (con tutta la corsa alla Luna degli anni '60 e '70 del '900) non ci sarebbero state, così come oggi non ci sarebbe il programma Artemis di ritorno dell'uomo sul nostro satellite. Ma forse, in compenso, saremmo più proiettati verso la conquista di Marte. Nelle loro missioni planetarie, infatti, le sonde utilizzano il cosiddetto "effetto fionda": con la giusta traiettoria, passando molto vicino a un corpo celeste, sfruttano la sua gravità "rubandogli" una piccola parte di energia orbitale e aumentando così la propria velocità senza consumare carburante. . «L'effetto fionda dipende dalla massa», spiega Giacomo Tommei, docente di fisica matematica all'Università di Pisa. «Se al posto della Luna ci fosse un buco nero con la stessa massa, l'effetto sarebbe praticamente identico. Ma ci si potrebbe avvicinare molto di più (la Luna ha un raggio di 1.737 km) e ricevere una spinta maggiore». Avvicinarsi troppo significherebbe però entrare in una regione dove il campo gravitazionale cambia violentemente anche nell'arco di pochi metri. La parte anteriore della sonda verrebbe attratta più intensamente di quella posteriore, sottoponendo la struttura a tensioni enormi. «A meno di un centinaio di chilometri di distanza dal buco nero, si comincerebbe a rischiare la cosiddetta "spaghettificazione"», osserva Tommei: l'oggetto comincerebbe ad allungarsi fino a disintegrarsi.. Tutta un'altra storia
Nella nostra cultura, però, ben prima dell'arrivo delle sonde, la Luna era già stata un prezioso punto di osservazione per astronomi e scienziati. «I Babilonesi impararono a prevederne le eclissi con sorprendente precisione; Galileo vi osservò montagne e crateri dimostrando che i corpi celesti non erano sfere perfette; mentre Newton intuì che la stessa forza capace di far cadere una mela guidava anche il moto del nostro satellite attorno alla Terra, gettando le basi della teoria della gravitazione universale», chiosa Tommei. «In breve, la Luna è stata uno dei primi grandi laboratori della fisica e ha permesso di confrontare osservazioni e modelli matematici, aiutandoci a capire come funziona la gravità».. Se al suo posto ci fosse sempre stato un minuscolo buco nero, molte di queste osservazioni sarebbero state impossibili, o quantomeno ritardate nel tempo. Le maree sarebbero apparse molto più misteriose. Gli antichi avrebbero visto il mare avanzare e ritirarsi con regolarità senza poter collegare il fenomeno a qualcosa di visibile nel cielo.
La storia della scienza avrebbe probabilmente seguito un percorso diverso, con intuizioni destinate ad arrivare per vie traverse. Per non parlare dell'impatto sulla nostra cultura. Senza la Luna non sarebbero mai nati molti classici della poesia, le serenate dei musicisti e le infinite metafore che da millenni ispirano tutti noi. Il cambiamento più profondo provocato da quel minuscolo buco nero invisibile, insomma, avrebbe riguardato il modo in cui l'umanità ha imparato a guardare il cielo..
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