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Scuole in trincea, l’esempio della Foglietta di Sestri dove i piani di integrazione coinvolgono anche le madri

  • Postato il 22 luglio 2026
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  • Di Genova24
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Scuole in trincea, l’esempio della Foglietta di Sestri dove i piani di integrazione coinvolgono anche le madri

Genova. Spesso il dibattito pubblico tende a descrivere le classi ad alta densità di alunni stranieri come contesti in sofferenza o a rischio deprivazione. In un’epoca in cui in tanti parlano di integrazione restando al livello della teoria, l’esperienza pratica dell’Istituto Comprensivo Sestri Est dimostra che la buona volontà dei dirigenti e del corpo docente unita all’uso strategico delle risorse pubbliche ed europee può già essere un aiuto importante per trasformare le criticità nel proprio principale punto di forza. Non senza difficoltà.

Sono quattro gli istituti che fanno parte del Sestri Est: la scuola dell’infanzia Il Boschetto, la scuola primaria Foglietta, la scuola primaria Tommaseo e la scuola secondaria di primo grado Gramsci. Nella composizione interculturale delle scuole spicca la Foglietta che ha la maggioranza dei bambini iscritti con cittadinanza straniera: 136 contro i 93 italiani. Di quei 136, 70 sono bengalesi, 15 albanesi, 10 marocchini, 12 ecuadoriani e così via.

La visione della dirigente scolastica Maddalena Carlini è chiara: “Oggi l’accoglienza scolastica dei minori non italiani non può più risolversi nelle prassi e nei protocolli, ma deve far parte del codice genetico dell’Istituzione educativa, diventare paradigma di identità, impareggiabile opportunità per aprire il sistema a tutte le differenze: culturali, sociali, fisiche e cognitive”.

Il compito dell’educatore, sottolinea Carlini, è “educare alla speranza, favorire la motivazione nel percorso di studi e nelle possibilità future, la gratificazione per i progressi”.

I progetti di integrazione dell’Ic Sestri Est

Uno degli aspetti più innovativi del modello pedagogico adottato da Carlini, che è al vertice dell’Ic Sestri Est da 14 anni, è che l’integrazione degli alunni non possa prescindere dal coinvolgimento profondo delle famiglie. Nelle comunità straniere del territorio, in prevalenza dal Bangladesh, mentre i padri apprendono la lingua italiana nei contesti lavorativi e i figli la assorbono a scuola, le madri rischiano spesso l’isolamento domestico. “Questa asimmetria genera una complessa inversione di ruoli, in cui i figli diventano `mediatori familiari`, sottolinea Carlini. Proprio per superare questa frattura, l’Istituto che è capofila della Rete Fami per il Ponente genovese (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell’Ue), ha attivato un progetto pionieristico all’interno dei propri plessi: docenti interne tengono laboratori di italiano L2 per le mamme che sono integrati da corsi in convenzione con il Cpia Centro Ponente (la scuola statale per adulti) per il rilascio degli attestati A1 e A2. Inoltre è stato pensato uno spazio per i piccoli: un’aula adibita all’intrattenimento dei figli in età prescolare, seguiti da educatrici esperte dell’associazione Punto Luce (Save the Children) e infine si è pensato anche all’accoglienza logistica: uno spazio adibito a parcheggio passeggini negli edifici della scuola. “L’obiettivo è appunto far tornare centrale e dignitoso il ruolo delle madri” aggiunge la dirigente scolastica.

I progetti contro la dispersione scolastica per i più grandi

I genitori sono coinvolti anche nel contrasto alla dispersione scolastica e a quella segregazione formativa, così la definisce Carlini, che è causata dalla scelta della scuola secondaria di secondo grado, quasi sempre concentrata nelle scuole tecniche e professionali.

Sulla dispersione scolastica l’Ic Sestri Est sta strutturando un percorso di appoggio alle famiglie, ma anche di mentoring con i giovanissimi accompagnati da un adulto esterno comunque di età il più vicina possibile allo studente e mettendo a disposizione uno sportello ad hoc.

“Altre azioni che mettiamo in campo sono percorsi di potenziamento delle motivazioni, della consapevolezza di sé, della gestione delle emozioni e dello stress”, spiega Carlini.

A sistema ci sono già altri progetti: l’Ic partecipa stabilmente al concorso letterario annuale su Giacomo Leopardi, la presenza alle rappresentazioni del Teatro Carlo Felice, un corso per l’uso consapevole del web e dei social, l’educazione civica sul territorio partecipando alle ricorrenze storiche e civili.

Altri elementi di supporto alle famiglie

Gli altri elementi di supporto alle famiglie spesso in condizione di svantaggio socio-economico riguardano i servizi pre e post scuola gratuiti: “Abbiamo stretto una convenzione con un consorzio di associazioni sportive locali di volley, basket, taekwondo. In cambio dell’uso gratuito delle palestre scolastiche al termine delle lezioni, le associazioni offrono anche lezioni di educazione motoria in orario curricolare nelle classi della primaria sprovviste di docente specializzato”.

A ciò si affianca la collaborazione con la Compagnia del Teatro Akropolis, che propone percorsi di didattica teatrale per sviluppare le abilità sociali, la correttezza posturale e la sicurezza relazionale dei ragazzi.

Cosa manca

Non è tutto rose e fiori: “Sono quattro le aree di debolezza che richiederebbero risposte istituzionali più stabili: manca uno sportello psicologico permanente, necessario per intercettare precocemente le cause del malessere preadolescenziale, che talvolta esplode in comportamenti ostili o immotivati. Manca l’organico aggiuntivo per sostenere in maniera personalizzata gli alunni con bisogni educativi speciali o fragilità temporanee, è sempre assente la figura del mediatore culturale anche se è stato richiesto più volte”. A questo si aggiunge la necessità di piccoli interventi di manutenzione: “La sostituzione delle tende, per esempio, migliorerebbe l’estetica e di conseguenza anche la sensazione di benessere degli alunni”.

Autore
Genova24

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