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Scoperti i relitti dei veri Pirati dei Caraibi

  • Postato il 9 giugno 2026
  • Di Focus.it
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Scoperti i relitti dei veri Pirati dei Caraibi
Tra Cinquecento e Ottocento, pirati e corsari infestarono i mari di tutto il globo a caccia di velieri che trasportavano merci e tesori. Molti di questi (ma anche molte navi pirata) finirono negli abissi con i loro carichi e i loro segreti. Per la prima volta nella storia dell'archeologia marina, una spedizione internazionale ha scoperto una serie di relitti collegati ai leggendari Pirati dei Caraibi, che hanno ispirato la saga hollywoodiana, nel porto di Nassau, sull'isola di New Providence, nelle Bahamas.. Tra il 1690 e il 1720, questa baia è stata il rifugio impenetrabile di predoni del calibro di Edward Teach (il famoso Barbanera) e John Rackham (detto Calico Jack). Qui i pirati pianificavano i loro assalti alle rotte spagnole e inglesi, spartendosi bottini immensi. Nel corso della cosiddetta "epoca d'oro della pirateria", tra XVII e XVIII secolo, il Mar dei Caraibi, con le sue acque calme e poco profonde, divenne l'ambiente ideale per pirati, corsari e filibustieri.. Perché proprio qui? Le ragioni principali sono due: l'intenso traffico marittimo dovuto al colonialismo europeo e la necessità, per questi avventurieri, di avere porti sicuri dove rifugiarsi. Con la firma del Trattato di Tordesillas del 1494, che aveva lo scopo di regolare la contesa tra il Regno di Castiglia e il Portogallo in merito ai territori nel Nuovo Mondo, tutte le località a ovest del 46° meridiano erano andate alla Spagna, che fece dei Caraibi lo snodo di nuove rotte commerciali. Iniziò così un grande afflusso, verso quelle acque, di pirati e corsari di diversi Stati, come Inghilterra, Francia e Olanda. Tra un'incursione e un arrembaggio, gli spericolati predoni dei mari avevano bisogno di fermarsi in un posto riparato, meglio se "isolato", per spartirsi il bottino, riparare le navi e organizzare un nuovo assalto.. La firma dei pirati Durante l'esplorazione subacquea sono stati scoperti sei relitti. Tra i ritrovamenti c'è anche uno scafo in legno carbonizzato, appesantito da una zavorra di pietre. Accanto ai resti del legno bruciato, gli archeologi hanno trovato un cannone in ferro, una mola per affilare le spade e 25 palle di piombo per moschetti. «Bruciare le navi fino alla linea di galleggiamento era una tecnica adottata dai pirati per nascondere i propri reati alle autorità», ha spiegato Michael Pateman, co-direttore della spedizione. I pirati, dopo aver assaltato un'imbarcazione mercantile e averla depredata dei suoi tesori e dei cannoni, le davano fuoco per cancellare ogni prova del reato. Quello scafo bruciato è il "biglietto da visita" di un attacco pirata in stile Barbanera (Blackbeard come lo chiamavano i suoi connazionali).. Il pirata per eccellenza Edward Teach (1680-1718), in arte Barbanera, si imbarcò giovanissimo, facendo la gavetta su diverse navi, per diventare poi uno dei tanti corsari al soldo della corona inglese durante la cosiddetta Guerra della regina Anna (1702-1713), che coinvolse Spagna, Francia, Gran Bretagna e le rispettive colonie nel Nuovo Mondo. Nel 1716 sull'isola di New Providence (Bahamas), incontrò il capitano Benjamin Hornigold, che gli fece fare carriera nel mondo della pirateria.. In poco più di un anno i due abbordarono, catturarono e depredarono una ventina di navi. Ma la più importante, quella a cui il suo nome rimase legato per sempre, finì tra le sue grinfie nel 1717, poco dopo il ritiro di Hornigold dalla pirateria: si trattava della Concorde, una nave inglese passata in mano francese, che trasportava schiavi nella Guyana. In ricordo del suo passato da corsaro il pirata la ribattezzò Queen's Anne Revenge, l'armò con 40 cannoni e con lei navigò seminando il terrore lungo le coste della Virginia e della Carolina fino al Mar dei Caraibi.. L'isola del tesoro Sempre nella stessa zona, il team ha individuato un altro relitto commerciale inglese databile intorno al 1740. Al suo interno sono state trovate bottiglie di vetro per il vino, attrezzature di bordo e ben 143 pipe in argilla da tabacco, decorate con lo stemma reale d'Inghilterra, un unicorno e una corona..
Autore
Focus.it

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