Scolmatore Bisagno, da settembre 40mila metri cubi al mese. Ma lo smarino è ancora un’incognita
- Postato il 5 agosto 2026
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- Di Genova24
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Genova. Accelerata in vista per i lavori dello scolmatore del Bisagno, dopo anni di pesantissimi ritardi. “Entro la fine di agosto è previsto il raggiungimento di ulteriori 25mila metri cubi di materiale scavato e da settembre, con l’impianto a pieno regime e l’avvio anche del turno serale, il ritmo di avanzamento salirà a una media compresa tra 30 e 40mila metri cubi di scavo al mese“, ha spiegato l’assessore e commissario di governo Giacomo Giampedrone rispondendo a un’interrogazione del Pd in consiglio regionale.
Ma il tema, oltre al rispetto dei tempi fondamentale per raggiungere l’obiettivo dell’entrata in funzione dal 1° gennaio 2027 in caso di emergenze, è la gestione del materiale di scavo. Il progetto prevedeva il riutilizzo dei 700mila metri cubi di smarino per il ripascimento delle spiagge di Genova e Arenzano. E lo stesso assessore Giampedrone, dopo gli intoppi legati al ritrovamento inaspettato di argilla, aveva lanciato l’allarme sulla possibile esplosione degli extra costi perché quel materiale potrebbe non essere idoneo – del tutto in parte – al riutilizzo sul litorale.
“Nel corso del mese di settembre sarà fatto un punto di aggiornamento sia sull’andamento delle lavorazioni che sugli esiti delle verifiche relative alla qualità del nuovo materiale scavato e alle sue tempistiche e possibili modalità di riutilizzo – riferisce Giampedrone -. Se il materiale risulterà idoneo al ripascimento, sarà destinato a questo utilizzo come da previsione di Via. In caso contrario, l’obiettivo sarà il suo riutilizzo in altre opere compatibili, limitando al massimo la necessità di smaltimento come rifiuto, che rappresenta comunque un’ipotesi residuale”.
Il ripascimento è comunque “una priorità”, ha precisato l’assessore in aula. Dopodiché il materiale non idoneo dovrà essere comunque impiegato in “economie circolari, quindi senza aggravio di costi se non quello del trasporto”. E su questo l’amministrazione prevede “una buona capacità di riuscita”. Per finanziare i ripascimenti mancanti “è assolutamente pensabile che la Regione possa integrare con fondi di protezione civile o fondi legati al dissesto questo tipo di intervento“.
“Ancora una volta assistiamo a polemiche che non trovano riscontro nell’andamento del cantiere dello scolmatore – la replica di Giampedrone -. Chi oggi solleva dubbi pretestuosi dovrebbe invece riconoscere il lavoro della struttura commissariale, che sta portando avanti una delle opere più importanti di sicurezza idraulica del Paese, affrontando e superando inevitabili complessità tecniche e garantendo continuità operativa. Non esiste alcuna incertezza sul riutilizzo dei materiali scavati: esistono al contrario piani di lavoro ben definiti e una gestione del materiale che verrà affrontata sulla base delle verifiche della compatibilità del materiale con il tipo di riutilizzo”.
“Tutte le valutazioni attualmente in corso sono di natura tecnica e vengono effettuate nel rispetto delle autorizzazioni previste – prosegue Giampedrone – Il cantiere sta lavorando al massimo della capacità consentita su tutti i fronti di lavoro e continuerà a farlo fino alla fine dei lavori. In questi mesi abbiamo affrontato e superato criticità importanti, dalle interdittive antimafia poi annullate fino al montaggio della talpa, non previsto nella configurazione iniziale dell’opera, garantendo sempre e comunque la piena operatività del cantiere. Continueremo a lavorare con questo approccio fino al completamento dell’intervento, senza lasciarci distrarre da polemiche che riteniamo esclusivamente strumentali da parte di chi, anziché collaborare, si augurerebbe piuttosto che quest’opera non venisse portata a termine. Stiamo parlando di un’infrastruttura molto complessa nella sua realizzazione e assolutamente fondamentale per la sicurezza di Genova e della Liguria”.