Sci Alpino, FIS nella bufera tra bilancio in rosso e l'addio di Waldner. Elezioni federali, Roda per il tris
- Postato il 8 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Piove sul bagnato sulla FIS, la federazione internazionale dello sci alpino. Piove e non nevica, perché di neve sull’arco alpino (e non solo) se ne vede sempre di meno, e questo porta alla luce del sole tante magagne che da qualche tempo ormai interessano l’ente che organizza le gare di Coppa del Mondo. Tanto che a due sole settimane dall’opening race di Soelden il direttore di gara delle competizioni maschili ha deciso di fare un passo indietro, provocando un vero e proprio terremoto ad alte latitudini. E dando adito a più di un dubbio sul reale motivo dell’addio.
- Un passo indietro necessario: "Troppa pressione"
- FIS, una grana tira l'altra: il bilancio è in rosso
- Elezioni FISI, Roda punta al terzo mandato
Un passo indietro necessario: “Troppa pressione”
Markus Waldner da 12 anni era race director del circuito maschile. Stava per cominciare la stagione numero 13, e pochi giorni fa era regolarmente presente a Ginevra al meeting di inizio stagione organizzato dai vertici FIS. Che non stavano fiutando nulla di quello che si sarebbe materializzato oggi (appena pochi giorni più tardi) con le dimissioni del direttore di gara altoatesino.
“Non è una decisione che prendo alla leggera”, ha affermato Waldner in un comunicato che è stato pubblicato sui canali ufficiali FIS. “Essere responsabile dello sci alpino ai massimi livelli è un privilegio, ma è anche un ruolo che comporta una pressione enorme. Nel corso degli anni, con l’evoluzione e la crescita della FIS e di questo sport, la pressione è aumentata progressivamente, al punto che oggi sento di non avere più le energie e la mentalità necessarie per affrontare un’altra stagione completa come avrei voluto”.
Nel comunicato si parla però di un nuovo incarico (evidentemente meno “stressante”) che verrà concordato con la federazione, decisa a non disperdere il valore umano e tecnico di Waldner in una fase di crescita ed espansione, ma anche di forti criticità tra climate change e richieste di maggiore sicurezza.
FIS, una grana tira l’altra: il bilancio è in rosso
Per la FIS le dimissioni del race director rappresentano un’altra brutta gatta da pelare. Intanto a Soelden sarà in prima battuta Peter Gerdol il sostituto, “prestato” direttamente dalla direzione gara femminile. Waldner ha aggiunto che in questa fase di transizione resterà comunque a disposizione dei suoi successori, regolarmente presente sul ghiacciaio del Rettenbach e poi, se necessario, anche a sostegno della figura che dovrà raccoglierne l’eredità (tra i papabili c’è anche l’altro altoatesino Raimund Plancker, dal 2022 assistente di Waldner nel collegio della direzione gara delle discipline veloci, ma con trascorsi da tecnico nei quadri federali FISI).
Il tutto però arriva in un momento particolarmente agitato per la FIS, che a Ginevra nell’ultimo meeting ha certificato un bilancio di nuovo in rosso (in 4 anni perso il 47% del patrimonio netto) e adesso proverà a rilanciarsi tagliando parte del personale e aprendo a nuovi investitori. Per ora è stata bocciata l’ipotesi di calendarizzare i mondiali annualmente, anziché ogni due anni, ma se ne riparlerà dal 2032, perché rinunciare agli introiti di una rassegna iridata per le attuali casse della federazione internazionale oggi è forse un’ipotesi che non può essere presa in debita considerazione.
Elezioni FISI, Roda punta al terzo mandato
Sabato intanto la FISI tornerà alle urne per eleggere il nuovo presidente. Che se otterrà il 66,67% dei voti sarà lo stesso di prima: Flavio Roda va per il terzo mandato, ma gli servirà appunto la maggioranza qualificata e la lotta sarà sul filo dei voti con gli sfidanti Roberto Bortoluzzi e Antonio Noris, ai quali invece basterà ottenere il 50%+1 di preferenze per essere eletto presidente federale.
Il rischio concreto è quello di assistere a un nulla di fatto: se nessuno dei tre candidati raggiungerà la soglia prevista dal rispettivo quorum non ci sarà un ballottaggio immediato, ma la nuova tornata elettorale verrà riprogrammata entro 90 giorni, quindi durante la stagione delle gare agonistiche (non proprio una grossa pensata…).
Roda parte comunque in vantaggio e secondo molti dovrebbe riuscire a ottenere i voti necessari per il terzo mandato, sostenuto principalmente da Trentino, Alto Adige e area del Centro-Sud (spaccate Lombardia, Veneto, Friuli e Piemonte). Ma occhio a possibili “imboscate”.