Scaramuzza (Lega): “Il tetto del 30% di stranieri per classe non è razzismo, ma buon senso applicato alla scuola”
- Postato il 27 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Il tetto del 30% voluto dal Ministro Valditara non è ‘razzismo,’ chiamiamolo con il suo nome: buon senso applicato alla scuola. Perché in alcune classi italiane gli alunni stranieri che non parlano la lingua, o la parlano a fatica, sono ormai la stragrande maggioranza. Savona non ne è esente”. Così il consigliere comunale e capogruppo Lega Maurizio Scaramuzza.
“E poi ci si stupisce se il livello scolastico crolla, se i ragazzi restano indietro – prosegue Scaramuzza -. Provate voi a insegnare storia o matematica, con lo stesso ritmo e lo stesso insegnante, a una classe dove metà degli studenti non capisce l’italiano di base. Chi sostiene il contrario, semplicemente, non ha mai messo piede in un’aula. Oppure lo fa apposta, per propaganda. E lo dico senza giri di parole, questa non è una misura contro gli stranieri. È esattamente il contrario“.
“È una misura per l’integrazione vera, quella che passa dalla lingua e, non dimentichiamolo, anche dal rispetto. Lo stesso vale per il divieto di burqa e niqab annunciato dal Ministro: la scuola forma cittadini liberi e eguali, non può diventare la vetrina di un simbolo che nega alla radice la dignità della donna. Chi lo indossa – spesso senza aver scelto – finisce per essere invisibile invece che riconosciuto”.
“Concentrare decine di ragazzi stranieri tutti nella stessa aula, isolati dal resto della scuola: quella sì è ghettizzazione. Distribuirli, dare loro un percorso serio per imparare l’italiano, farli crescere insieme ai compagni: questo vuol dire includere sul serio. La sinistra si straccia le vesti, ma in tutti questi anni di problemi non ne ha risolto nemmeno uno”, conclude il consigliere.