Scandalo doping nel rugby georgiano: 36 anni di sospensioni! Tre giocatori squalificati giocarono contro l'Italia nel 2022
- Postato il 12 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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È uno scandalo senza precedenti e come tale necessita di pene senza precedenti. Perché in totale fanno 36 anni di sospensione per 6 giocatori e un membro dello staff medico della nazionale georgiana di rugby, tutti coinvolti nell’indagine portata avanti da Wada e World Rugby su un traffico di provette e uno scambio di urine per eludere controllo antidoping. I fatti risalgono al periodo 2022-2023, con particolare riferimento ai test match che hanno preceduto la partecipazione dei Lelos alla Coppa del Mondo 2023 disputata in Francia. E rischia di tramutarsi in un episodio come non se ne sono visti mai nell’universo della palla ovale.
- L'indagine Wada-World Rugby ha scoperchiato il misfatto
- Tre giocatori sospesi furono tra gli eroi di Batumi
- Il monito di World Rugby: "Per noi il doping è una questione seria"
L’indagine Wada-World Rugby ha scoperchiato il misfatto
Il meccanismo che avevano studiato i componenti dello staff medico della nazionale georgiana sembrava funzionare a meraviglia, prima che una fitta rete di sospetti e altri sotterfugi venisse portata a galla da un’indagine come mai se n’erano viste prima nel mondo del rugby. L’inchiesta, ribattezzata “Operation Obsidian”, ha portato così a scoprire che alcuni giocatori avevano assunto sostanze dopanti, ma non erano mai stati colti in flagrante perché i campioni di urine che venivano analizzato appartenevano ad altri compagni.
Soprattutto era stato il programma di monitoraggio biologico messo in atto da World Rugby a rilevare anomalie nei campioni di urina utilizzati nel corso dei controlli. Le indagini avrebbero scoperchiato una rete di “spie” che faceva sapere ai giocatori coinvolti dall’uso di sostanze vietate dalla Wada che sarebbero stati controllati, e pertanto questi venivano “invitati” a modificare i campioni, semplicemente utilizzato urina di altre persone.
E nella “rete” dei controlli sono finiti elementi di spicco di quella nazionale che uscì al primo turno nella Coppa del Mondo 2023 (tre ko. e uno “strano” pareggio col Portogallo), ma che vinse proprio contro i lusitano il Rugby European Championship (una sorta di europeo per nazionali fuori dal Sei Nazioni).
Tre giocatori sospesi furono tra gli eroi di Batumi
Il nome più altisonante è quello di Merab Sharikadze, che di quella Georgia era il capitano (104 caps in totale: dopo aver praticamente lasciato l’attività nel 2024, oggi è divenuto lottatore MMA): 11 anni di squalifica, la più pesante tra tutte quelle comminate dalla federazione internazionale. Sei anni di stop per il tallonatore Giorgi Chkoidze, tre anni per Lasha Khamaladze, Otar Lashkhi e Miriani Mobebadze, nove mesi per Lasha Lomidze. La responsabile medica della federazione georgiana, Nutsa Shamatava, è stata invece squalificata per nove anni.
Dei 6 giocatori squalificati, tre disputarono nel luglio del 2022 la famosa partita di Batumi nella quale l’Italia perse per la prima volta (e unica) nella storia contro i Lelos: Merab Sharikadze, Giorgi Chkoidze e Lasha Khmaladze furono tra i protagonisti di quel 28-19 che mise addirittura in discussione la presenza azzurra nel Sei Nazioni (i georgiani spingevano per effettuare una sorta di “rotazione”), poi brillantemente superata negli anni successivi dalle prestazioni decisamente molto più incoraggianti mostrate nella parte finale dell’era Crowley (al netto di una Coppa del Mondo 2023 abbastanza deludente) e soprattutto dopo l’avvento di Gonzalo Quesada.
Il monito di World Rugby: “Per noi il doping è una questione seria”
Il commento dell’amministratore delegato di World Rugby, Alan Gilpin, ha dichiarato, ha chiuso il cerchio attorno a una vicenda che ha destato parecchio scalpore: “Questo caso dimostra l’importanza di gestire un programma antidoping solido e guidato dalla scienza, con analisi coordinate dei profili biologici, controlli e sistemi di conservazione a lungo termine dei campioni.
La nostra ampia indagine durata quattro anni ha contribuito a identificare una manipolazione del processo di controllo antidoping e invia un messaggio chiaro: World Rugby prende tutte le questioni legate all’antidoping estremamente sul serio ed è una sostenitrice inflessibile dello sport pulito”.
La massima organizzazione mondiale ha spiegato che le sostanze che sarebbero state “nascoste” durante i controlli erano cannabis e Tramadolo. La federazione georgiana ha accettato le accuse e concordato una sanzione che include una multa economica e l’obbligo di attuare un piano di riforme e misure nel campo della formazione e dell’educazione antidoping, con l’obiettivo di ridurre il rischio di futuri episodi simili.