Savona, subito intensità da mister Sarpero: “Il livello è già buono. Meritiamo l’Eccellenza”
- Postato il 28 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. La preparazione del Savona è iniziata e l’intensità è già particolarmente alta. Una bella sessione di esordio con l’immancabile partitella finale. Al termine dei lavori ha parlato mister Carlo Sarpero. Un’intervista di inizio stagione tra la voglia di riscatto da una sconfitta in finale playoff rimasta ancora indigesta, lo spirito battagliero da abbinare alle qualità tecniche e la valutazione di qualche inserimento aggiuntivo (principalmente al centro della difesa). Il tutto aspettando la categoria, sulla quale Sarpero ha un pensiero forte e chiaro: “L’Eccellenza ce la siamo conquistata sul campo e non voglio pensare che ci venga tolta per un cavillo burocratico: la graduatoria parla chiaro“. Un sogno di Sarperlo, inoltre, la dice lunga sull’ambizione dell’ambiente: “Sarebbe straordinario essere l’allenatore che riporta il Savona in Serie D“.
Mister, primo allenamento stagione, già particolarmente intenso, con la prima parte caratterizzata anche dal caldo e, alla fine, l’immancabile partitella. Che sensazioni hai a inizio stagione con questo gruppo?
Abbiamo deciso di iniziare una settimana prima, nonostante siamo ancora in attesa di sapere in quale campionato giocheremo. Abbiamo cercato di creare un mix con tanti giovani arrivati dalla seconda squadra. Si è visto subito chi ha lavorato durante le vacanze seguendo il programma e chi, invece, si è concesso qualche giorno di riposo in più. Abbiamo organizzato anche un’off-season per permettere agli infortunati di recuperare al meglio e direi che il livello è già buono. Ora stiamo cercando di inserire i primi principi di gioco, iniziando gradualmente con tre allenamenti questa settimana, per poi partire a pieno ritmo da lunedì prossimo.
Come giudichi gli innesti arrivati quest’estate? Che cosa hanno portato al gruppo?
Abbiamo preso tutti giocatori di assoluto valore. Oltre alle qualità tecniche, abbiamo cercato soprattutto il valore umano. Sono ragazzi che conoscono già questi campionati e che possono portare quella mentalità e quella cattiveria agonistica che, l’anno scorso, abbiamo capito essere necessarie. Non bastava solo il mio lavoro: serviva qualcosa in più anche dentro il campo. Sono soddisfatto. Abbiamo preso anche tanti giocatori tecnicamente molto bravi, che si sposano bene con il gioco che vogliamo proporre e che già l’anno scorso avevamo cercato di sviluppare. Ora vedremo se completare la rosa con qualche altro innesto in un reparto dove siamo ancora un po’ scoperti, ma direi che ci siamo.
Quale reparto, precisamente?
Con l’addio di Rolandi stiamo valutando la situazione del centrale. Poi bisognerà capire anche quale categoria andremo a disputare, perché vogliamo essere competitivi sia in Promozione, anche se non voglio neppure pensarci, sia in Eccellenza, categoria che ci siamo guadagnati sul campo. Credo che quel campionato ce lo siamo conquistati vincendo il nostro girone dei playoff, con una cavalcata incredibile e una sola sconfitta. La graduatoria parla chiaro e, per un cavillo burocratico, non credo possano toglierci questo sogno conquistato con grande fatica, nonostante la finale persa.
Non è semplice lavorare con questa incertezza. Tra qualche giorno dovrebbe arrivare l’ufficialità: cosa cambia nel lavoro quotidiano dello staff?
Intanto cambia la mentalità. In Promozione saremmo chiamati a fare un campionato di vertice, mentre in Eccellenza, da neopromossi, potremmo affrontare la stagione con un po’ più di calma. Detto questo, noi siamo il Savona e abbiamo la responsabilità di giocare sempre per vincere, rispettando lo stemma e la storia di questa società. La pressione è una parola che non vogliamo conoscere: dovranno sentirla gli avversari, quando verranno a giocare davanti a tanta gente e contro una squadra come il Savona, che merita altre categorie. Noi vogliamo creare fin da subito un forte senso di responsabilità e di rispetto per questa maglia, che l’anno scorso, secondo me, è stato il nostro tallone d’Achille in alcuni momenti. Nella seconda parte della stagione, però, i ragazzi hanno fatto ampiamente il loro dovere. Ripartiamo da quella finale persa, che mi è rimasta dentro e che ancora non riesco a digerire. Non ho visto il secondo tempo a cui ci avevano abituato negli ultimi tre mesi e dobbiamo trasformare quella rabbia in energia positiva, sia che si giochi un campionato sia che se ne giochi un altro. Il passato è storia, il futuro è un mistero, il presente è un dono: dobbiamo prepararlo al meglio e lavorare con la mentalità di portare questa squadra in Serie D. Sarebbe straordinario essere l’allenatore che riporta il Savona in Serie D, quindi dobbiamo prepararci al massimo.
Anche dal punto di vista societario e organizzativo il Savona è cresciuto molto. Come stai vivendo il confronto con gli allenatori delle altre squadre del club?
Assolutamente bene. Con Ale Bisio siamo amici da tanti anni, ci confrontiamo spesso e siamo in piena sintonia. Anzi, mi sta dando una grande mano a conoscere i ragazzi più giovani. Abbiamo anche il mister Ghio della Juniores, con cui ci siamo già confrontati osservando i nuovi ragazzi dell’Under. Stiamo lavorando bene e finalmente il Savona ha una struttura completa. In caso di infortuni o assenze possiamo attingere ai giovani, che però devono venire in prima squadra non per bussare timidamente alla porta, ma per sfondarla e mettersi in mostra. Il futuro è loro, hanno le qualità e le possibilità per farlo. Finalmente il Savona torna ad avere tutte le leve del settore giovanile, torna a essere una società competitiva sul territorio e a farsi rispettare in ogni categoria. Questo è un grande valore aggiunto. La società ha lavorato davvero molto bene, è ambiziosa e la tifoseria sta percependo tutto questo lavoro. Abbiamo lavorato duramente ogni giorno e adesso è arrivato il momento di raccogliere i frutti.