Savona, oltre 6mila firme per dire no alla chiusura della centrale del 118
- Postato il 3 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Sono oltre 6mila le persone che hanno firmato la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org per dire “no” alla chiusura della centrale operativa del 118 di Savona e al suo imminente accorpamento con la sede di Genova.
L’iniziativa è stata lanciata il 23 maggio dal consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello e dunque in 10 giorni ha già raccolto migliaia di sostenitori. “La chiusura e il depotenziamento della centrale operativa del 118 di Savona sarebbe un errore gravissimo, che rischia di indebolire la capacità di risposta dell’emergenza sanitaria in un territorio complesso come quello savonese“, aveva dichiarato il consigliere dem.
I piani della Regione sembrerebbero chiari: entro la fine del 2026, tutte le chiamate di emergenza della provincia dovranno essere dirottate e gestite dalla sede operativa del Policlinico San Martino di Genova. Dunque Regione Liguria da cinque centrali del 118 sparse sul territorio passerà ad una sola. È quanto prevede la revisione del piano sociosanitario della Regione approvata il 25 luglio 2025 in commissione Salute.
Entro fine anno dunque anche Savona non avrà più la sua centrale del 118. E la città della Torretta fu proprio precursora in questo senso. Era il lontano 1984 quando a Savona nacque il primo centralino unico, modello che poi si espanse in tutta Italia.
“È chiaro che una sola centrale non può bastare: l’esperienza di Imperia lo sta dimostrando evidenziando problemi organizzativi e carenze di personale. L’emergenza-urgenza non si governa con logiche burocratiche o con semplici operazioni di accentramento. Servono prossimità, conoscenza del territorio, capacità di coordinamento immediato e personale qualificato, quello che Savona ha. Smantellare la centrale savonese significherebbe allontanare ancora una volta i servizi dai cittadini. Per questo abbiamo deciso di avviare una petizione online per chiedere alla Regione di fermarsi e mantenere operativa la centrale del 118 di Savona“, aveva proseguito Arboscello.
L’obiettivo di Regione Liguria però resta chiaro: diminuire i costi ma garantendo i servizi. “L’esperienza organizzativa e gestionale maturata, unitamente agli investimenti tecnologici e informatici già previsti, consentono infatti di garantire una risposta tempestiva e coordinata alle emergenze, riducendo duplicazioni e frammentazioni, con benefici tangibili in termini di efficienza e qualità del servizio. La nuova organizzazione allineerebbe inoltre la Liguria (una centrale per 1,5 milioni di abitanti) agli standard previsti dal Dm 70/2015 e adottati dalle altre regioni“, si leggeva nel testo della modifica della deliberazione del consiglio Regionale Assemblea Legislativa della Liguria 21-22/11/2023 n.19 Piano Socio Sanitario regionale 2023-2025, discussa in consiglio regionale il 26 luglio 2025.
L’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò: “Unificare significa essere al passo coi tempi”
“L’obiettivo è migliorare il sistema: non possiamo continuare a fare le cose allo stesso modo solo perché si è sempre fatto così. Siamo 1,5 milioni di persone e disporre di una centrale unica, capace di gestire le emergenze in modo uniforme, significa garantire un livello ancora più alto di qualità ed efficacia del soccorso. Vogliamo essere al passo con i tempi“, affermava l’assessore Nicolò.